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Secondo O’Reilly, Frontex “ha il dovere di contribuire a salvare vite umane in mare, ma mancano gli strumenti per farlo, allora è chiaramente una questione di competenza dei legislatori dell’Ue”. “Cooperare con le autorità nazionali quando c’è il dubbio che adempiano ai propri obblighi di ricerca e salvataggio, rischia di rendere l’Ue complice di azioni che violano i diritti fondamentali e costano vite umane”. O’Reilly ha anche invitato il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione a istituire una commissione d’inchiesta indipendente per valutare le ragioni del gran numero di morti nel Mediterraneo e per trarre insegnamento dal naufragio dell’Adriana. “Quasi otto mesi dopo l’incidente di Adriana, non è stata apportata alcuna modifica per evitare che un simile incidente si ripeta”, ha affermato il Difensore civico.
“Dobbiamo chiederci perché una barca così evidentemente bisognosa di aiuto non ha mai ricevuto quell’aiuto nonostante un’agenzia dell’Ue, le autorità di due Stati membri, la società civile e le navi private fossero a conoscenza della sua esistenza. Perché le segnalazioni di sovraffollamento, apparente mancanza di giubbotti di salvataggio, bambini a bordo e possibili vittime non sono riuscite a innescare tempestivi sforzi di salvataggio che avrebbero potuto salvare centinaia di vite”, ha detto Emily O’Reilly.
Fonte: Agensir
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