Avvenire di Calabria

Pomeriggio, alle 18.30, il Parco Ecolandia ospiterà un appuntamento molto atteso dai ragazzi della diocesi reggina

Monsignor Morrone incontra i giovani dell’Azione cattolica

Sarà l'occasione utile per provare a programmare la ripartenza delle attività dopo la lunga fase dell'isolamento forzato

di Carla Amaddeo *

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«Gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore»: poche parole quelle di Paolo che nascondono il senso più profondo del cuore cristiano in movimento, in azione. Poche parole che il Settore Giovani dell'Azione cattolica diocesana di Reggio Calabria sta avendo la grazia di gustare in tutta la loro operosa concretezza nell’iniziativa che sta promuovendo, il #servitour

Le dure restrizioni che hanno caratterizzato lo scorso anno associativo (e che, in quello in corso, abbiamo imparato a tener di conto senza però farci sopraffare) hanno inevitabilmente dato origine ad un percorso di discernimento profondo sul significato del contatto. L’esigenza di creare vuoti di spazio tra di noi, a salvaguardia del bene di tutti, ha camminato su diversi canali comunicativi, dando vita a slogan che con ogni probabilità rimarranno impressi nella memoria per lunghi anni. Uno su tutti, il primo sia per fama che per nascita, recitava così: «Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani».

Domani, però, è ormai oggi, con tutti i dovuti accorgimenti che pure è d’obbligo rispettare. Lo scorrere del tempo, accompagnato dalla valanga di cifre che troppo spesso priviamo della loro umanità, ci hanno abituati a nuove routine, normalizzando distanze che, ancora oggi, facciamo fatica a colmare. A chi di noi non è capitato di cambiare marciapiede per evitare la presenza di qualche passante? O, ancora, quanti tra noi non si sono prefigurati l’esatta sequenza delle azioni da compiere al fine di evitare contatti inutili?

Ecco, quel domani prospettato con fatica a marzo 2020 inizia ad albeggiare, ma siamo sicuri di esser pronti e disposti ad “abbracciarci” con più calore?

Il tempo estivo è per l’Azione cattolica anche tempo di programmazione per l’anno che verrà. Ogni iniziativa suscitata dallo Spirito trae origine e compimento nel brano del Vangelo dell’anno che racchiude lo stile associativo che darà senso e colore ad ogni proposta. Abbiamo quindi iniziato il discernimento di programmazione, in piena pandemia, con il brano in cui Gesù ci indica la strada da precorrere per chi vuol essere il più grande: «Servire e dare la vita». Il versetto evangelico non lascia spazio ad interpretazioni di sorta, ma ci conforta e dona slancio nel farci sempre più Azione di servizio al prossimo. Ci offre un segno mirabile su chi, noi soci di AC, noi giovanissimi e giovani, dobbiamo essere per le nostre famiglie, per le nostre comunità, per la nostra città.

Durante la lectio divina rivolta ai giovani di Azione cattolica in occasione della serata diocesana di marzo 2021, monsignor Salvatore Santoro, vicario generale dell'arcidiocesi, ci incoraggiava a non aver paura dei vuoti della nostra vita perché proprio in queste terre di mezzo, fatte di paesaggi incerti e indistinti, nascono i desideri che ci infiammano il cuore. Il rischio, ancora non scongiurato, è che i vuoti - visibili ed invisibili – a cui ci siamo abituati per contrastare la diffusione del contagio vengano occupati in modo ingombrante da rivendicazioni personalissime, da miopi particolarismi. Ecco, quindi, che ci soccorre il Vangelo dell’anno che, senza posa, ci ricorda che il sì all’Azione cattolica è il sì alla Chiesa e all’Uomo, è la disponibilità a «servire e dare la vita».

Così nasce il nostro #servitour, un percorso a tappe che, passo dopo passo, avvicina il cuore e le mani dei nostri giovani ai fratelli fragili e bisognosi. Già dal mese di febbraio, supportati dalle associazioni parrocchiali, abbiamo iniziato a raccogliere le disponibilità delle realtà di servizio che operano sul nostro territorio. Abbiamo chiesto loro una duplice disponibilità: quella di aderire ad un’operazione di ricognizione delle esperienze di servizio che seminano bene nella nostra città e quella di accogliere i giovani che, spontaneamente, si sarebbero avvicinati, nei mesi a venire, all’impegno del dono al fratello. Per garantire una maggiore intellegibilità della mappa, abbiamo distinto le oltre 50 realtà coinvolte in tre macro-aree: sanità; educazione, ambiente e territorio; fragilità.

Il primo incontro, dedicato ai responsabili parrocchiali, ci ha dato modo di condividere i tempi e gli spazi che avrebbero caratterizzato questo percorso insieme, con una particolare attenzione alla formazione. Il nostro primo passo, infatti, è stato sostenuto da un testimone che ha formato gli educatori sul tema del dono di sé. Nel corso dell’incontro, i responsabili parrocchiali hanno ricevuto un kit contenente, tra l’altro, la traccia di una riunione, seconda tappa del nostro #servitour.

L’attività sul Vangelo delle beatitudini ha permesso a ciascun gruppo parrocchiale di operare un’analisi rispetto ad uno dei tre ambiti di servizio proposti.

Tuttavia, mentre ai giovani è stato chiesto un discernimento personale sul servizio a cui accostarsi secondo il carisma di ciascuno, i giovanissimi, invece, hanno operato una scelta di gruppo, che li vedrà impegnati secondo la formula non individuale ma comunitaria.

Ci approssimiamo ormai a vivere la terza tappa del nostro #servitour, l’incontro di stasera con il nostro vescovo, monignor Fortunato Morrone.

Il 21 giugno sarà per noi giorno di festa: i giovani e i giovanissimi di Ac parteciperanno alla celebrazione presieduta dal nostro pastore diocesano, colorando l’anfiteatro del Parco Ecolandia. I giorni dell’attesa non sono di certo trascorsi in modo inoperoso e improduttivo. Le fatiche operative, che hanno caratterizzato questi giorni, hanno solo fatto da sfondo ai primi frutti che con infinita gratitudine raccogliamo. Il più bello ci è stato restituito dalle parole dei tanti referenti delle realtà di servizio che hanno partecipato all’incontro propedeutico alla serata di stasera: «Ho scoperto che camminiamo tutti verso la stessa direzione». È stato un susseguirsi incalzante di bene quello di cui siamo stati testimoni: decine di persone hanno condiviso le opere belle e sante che, con fatica, le loro realtà promuovono sul nostro territorio. Decine di persone, decine di costruttori di pace che hanno manifestato il desiderio di intrecciare una grande e virtuosa rete di carità e fratellanza. Una volontà a cui hanno dato vita sin da subito attraverso un gesto semplice, ma ricco di significato: per garantire il distanziamento sociale, si erano predisposte due file di sedie, posizionate in modo sfalsato.

Autonomamente i referenti, pur nel rispetto delle misure previste, hanno costruito un grande cerchio a testimonianza proprio della volontà di camminare insieme, accordando il passo, ciascuno secondo le proprie possibilità ed il proprio carisma. È nato così il bel gesto di Ail che ha donato le uova di Pasqua ai bimbi ospiti della casa accoglienza per donne in difficoltà "Padre Guido Reghellin", gestita dall’Associazione "Zedakà". La foto degli occhi entusiasti, felici dei piccoli ospiti ci ricolma il cuore di gratitudine, ci conforta, accarezza le fatiche che pure ci sono state, ci ricorda che il Signore opera meraviglie per chi con fiducia mette a disposizione «cinque pani e due pesci», «tutto quello che aveva per vivere».

Con questo spirito, ci apprestiamo a vivere la serata di domani, che si inserisce in un periodo di grazia sovrabbondante per la nostra Chiesa diocesana che da poco ha accolto il suo nuovo vescovo. Ci è parso un segno mirabile che la Provvidenza ha posto sul nostro cammino l’icona che monsignor Fortunato Morrone ha voluto fortemente quale immagine ricordo della celebrazione della sua ordinazione episcopale: Gesù lava i piedi ad un discepolo, il suo volto non è visibile direttamente, è solo riflesso distintamente nell’acqua del catino.

Senza manie divisive di protagonismo, noi giovani e giovanissimi dell’Ac di Reggio-Bova vogliamo chinarci ai piedi del prossimo. Silenziosamente. Operosamente. Senza lasciarci sopraffare della difficoltà contingenti. Vogliamo servire e dare la vita.

* Vicepresidente diocesana per il settore giovani di AC

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