Avvenire di Calabria

La scuola riapre, ma ad attenderli davanti alla cattedra c'è don Armando

Oliveto, inizio «provvisorio»: a lezione col parroco

Federico Minniti

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Alla fine in aula i loro figli sono entrati. In quella scuola, nuova di zecca, che sembrava essere diventata un incubo dopo quanto accaduto nel loro primo giorno di prima media ad Oliveto. Adesso ad attenderli, davanti alla cattedra, don Armando, il parroco, che farà “da insegnante” in attesa che i loro docenti vengano individuati. Perché può capitare che una classe rimanga senza una prof di inglese e di italiano e che quindi nessuno si preoccupi di quegli scolari di periferia. Eppure la classe è ben assortita, con diciotto discenti, di cui una bimba disabile, con tanta fame di apprendimento nella loro età pre–adolescenziale. Un problema secondario per l’Ufficio Scolastico Regionale che si ricorda di Oliveto solo dopo le proteste delle mamme e dei papà di quei ragazzi rimasti fuori dai cancelli alla loro prima campanella. «È una situazione molto provvisoria», ci dice Emiddio Calabrò, responsabile della sicurezza del plesso nella vallata del Valanidi. «Attendiamo gli arredi, i banchi e le sedie adatte alla secondaria di primo grado». Gli zaini dei diciotto studenti di Oliveto sono diversi da quelli dei loro pari età: hanno con sé la determinazione di chi vuole difendere un diritto, quello all’Istruzione, ed hanno anche una storia positiva di presenza familiare sulle dinamiche fondamentali per la crescita dei propri figli. La scuola, presidio educativo, ha toppato la prima occasione di essere, davvero, “di frontiera”. Avrà tempo e modo di recuperare questo gap iniziale accompagnando gli alunni in un virtuoso percorso di apprendimento.

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