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“Ho desiderato incontrarvi all’inizio della mia visita a Venezia per dirvi che avete un posto speciale nel mio cuore”. E’ il saluto del Papa alle 80 detenute del carcere femminile della Giudecca, radunate nel cortile della casa di reclusione, dove la Santa Sede ha scelto di installare il suo Padiglione per la Biennale di Venezia, dal titolo: “Con i miei occhi”. “Vorrei che vivessimo questo momento non tanto come una visita ufficiale del Papa, quanto come un incontro in cui, per grazia di Dio, ci doniamo a vicenda tempo, preghiera, vicinanza e affetto fraterno”, il desiderio di Francesco: “Oggi tutti usciremo più ricchi da questo cortile – forse ad uscire più ricco sarò io – e il bene che ci scambieremo sarà prezioso. È il Signore che ci vuole insieme in questo momento, arrivati per vie diverse, alcune molto dolorose, anche a causa di errori di cui, in vari modi, ogni persona porta ferite e cicatrici: anche io. E Dio ci vuole insieme perché sa che ognuno di noi, qui, oggi, ha qualcosa di unico da dare e da ricevere, e che tutti ne abbiamo bisogno”. “Ognuno di noi ha la propria singolarità, è un dono: e questo è per offrirlo, per condividerlo”, ha aggiunto a braccio.
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