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“Occorre coraggio” per “implorare nella preghiera che la luce dello Spirito Santo illumini sempre il discernimento necessario per arrivare all’esito di una sentenza giusta. Anche in questo contesto vorrei ricordare che il discernimento si fa ‘in ginocchio’, implorando il dono dello Spirito Santo, in modo da poter giungere a decisioni che vanno nella direzione del bene delle persone e dell’intera comunità ecclesiale”. Lo ha detto Papa Francesco, presiedendo questa mattina nell’Aula delle Benedizioni l’inaugurazione del 95° Anno giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano.
“In realtà”, osserva il Papa citando la Legge CCCLI sull’ordinamento dello Stato, nel suo discorso letto anche oggi da mons. Filippo Ciampanelli, “amministrare la giustizia non è soltanto una necessità di ordine temporale. La virtù cardinale della giustizia, infatti, illumina e sintetizza la finalità stessa del potere giudiziario proprio di ogni Stato, per coltivare la quale è essenziale anzitutto l’impegno personale, generoso e responsabile, di quanti sono investiti della funzione giurisdizionale”.
Tale impegno “chiede di essere sostenuto dalla preghiera – spiega il Pontefice -. Non si deve temere di perdere tempo dedicandone ad essa in abbondanza. E anche per questo ci vuole coraggio e fortezza d’animo”. “Cari Magistrati del Tribunale e dell’Ufficio del Promotore, vi auguro che nel vostro servizio alla giustizia possiate mantenere sempre, insieme alla prudenza, il coraggio cristiano. Prego il Signore affinché rafforzi in voi questa virtù”, conclude Francesco.
Fonte: Agensir
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