Avvenire di Calabria

A colloquio con la responsabile e guida dell'importante polo scientifico-culturale d'eccellenza di Reggio Calabria

Planetario Pythagoras, «un oratorio laico in cui esercitarsi alla ragione»

Angela Misiano: « Fede e scienza non possono essere mai in contrapposizione»

di Davide Imeneo

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Angela Misiano è la guida del Planetario Pythagoras di Reggio Calabria. Un polo scientifico-culturale d’eccellenza per il territorio metropolitano, le cui attività sono molto seguite dai cittadini. Ci siamo confrontati con lei.

Cosa l’ha spinta (e la spinge ancora oggi) a guardare dentro un telescopio e a volgere lo sguardo verso il cielo?

Devo l’amore per l’astronomia alle favole del cielo, poi ai miei studi classici ed infine alla delusione che da docente provavo quando, a conclusione degli esami di maturità, i miei alunni sceglievano giurisprudenza, nonostante il percorso al liceo scientifico. Ho pensato che fosse un mio limite: non riuscivo a fare cogliere loro la bellezza delle discipline scientifiche.


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Sentivo che dovevo delineare lo svolgimento di un programma di fisica in modo che potesse suscitare maggiore interesse e che soprattutto desse loro una cultura scientifica di base. Così “ho sostituito” le palline sul piano inclinato con i pianeti attorno al Sole.

Galileo diceva che la scienza ci dice come va il cielo, la fede come si va in cielo. Cosa significa credere e studiare l’astronomia?

Viviamo in un’epoca straordinaria, comprendiamo la storia dell’universo e degli oggetti che in esso si collocano ed evolvono. La scienza ci ha aiutato a capire molte ma non ha risposto al vero problema: da dove è venuto tutto questo, perché esiste? Ed allora abbiamo bisogno di qualcosa che trascenda la scienza per questo da credenti, durante la celebrazione della Santa Messa recitiamo: «Credo in un solo Dio, creatore del cielo e della terra». Tra scienza e fede non esiste contrapposizione bensì collaborazione necessaria per un mondo migliore, per uomini migliori Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.

Che valore ha per lei questa frase di Kant, dopo tutta la sua esperienza di vita vissuta a contatto con i giovani e a servizio della scienza?

L’astronomia è la più antica forma organizzata di conoscenza. I concetti di ordine e di legge naturale, presupposti della conoscenza razionale, hanno profonde radici astronomiche così come la riflessione filosofica sull’uomo e sul mondo. La dimensione morale trascende la dimensione umana, fuori da questa c’è il mondo fisico, con le sue leggi universali, in cui l’uomo con la sua dimensione morale vive e opera. Ho utilizzato il Cielo per abituarli al pensiero critico, portarli a condannare tutto ciò che porta alla passiva acquisizione di idee, valori, e comportamenti.

Lo spazio sembra essere la nuova frontiera dell’economia. C’è chi sta già vendendo viaggi su Marte o chi progetta colonie umane sul pianeta rosso. Questo mercato non la spaventa?

Il progetto di turismo spaziale di Elon Musk non è di immediata e facile realizzazione, non solo per il costo, la durata del viaggio, che ci si augura di andata e ritorno, ma soprattutto perché non è stata realizzata una tecnologia che risolva lo stress a cui il corpo umano sarebbe sottoposto. Detto questo, anche se comprendo quanti disapprovano lo spreco di risorse per l’esplorazione spaziale, che potrebbero essere utilizzate a risolvere i tanti problemi della Terra, e quand’anche volessimo stigmatizzare lo spirito di Odisseo che ci contraddistingue, io credo che questi investimenti abbiano ricadute importanti su molti aspetti della vita quotidiana e possono influire positivamente sul tessuto economico e sociale.

Il Planetario Pythagoras di Reggio è un piccolo gioiello di “contemplazione”. Lei come vive il suo servizio a favore della cittadinanza?

È un oratorio laico, dove si condividono non solo gli interessi scientifici, ma anche gli ideali di bellezza, di tolleranza di umanità. Questo Geode è la testimonianza di quanto sia vincente investire nella cultura, risorse capaci di raccogliere e valorizzare, attraverso processi innovativi quanto di meglio di intelligenza, di serietà, di attaccamento al proprio dovere si esprime, malgrado tutto, nella nostra realtà. Vivo questo servizio con gioia, perché mi permette di non invecchiare, con gratitudine, perché ricevo, da tutti, più di quanto io non dia.

E la cittadinanza come risponde? Ci racconti un aneddoto di una persona che ha “convertito” all’astronomia.

La risposta del pubblico alle attività programmate è positiva e dipende dalla natura degli eventi. Riscuotono molto successo quelli legati agli equinozi ed ai solstizi, forse perché più vicini alla scienza del vivere quotidiano.


PER APPROFONDIRE: Il Planetario Pythagoras sede della finale nazionale delle Olimpiadi di Astronomia


Un aneddoto? Come insegnante ho sempre creduto che non ci sia apprendimento senza emozione. Ci può essere emozione più profonda dell’osservazione del cielo? Ho venduto la mia automobile per acquistare il telescopio. È, dunque, grazie anche alla mia Panda, se oggi, la nostra regione può vantare astronomi di elevato livello che operano e lavorano in tutto il mondo.

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