Platì, scoperta la verità sulla scomparsa di Pasqualino Marando

Una guerra fratricida nel nome del business. La faida di Platì (Reggio Calabria) si è consumata tra i borghi dell’Aspromonte, ma ha origine nei boschi di Chianocco nella Valsusa, in Piemonte. Una guerriglia di ‘ndrangheta tra le più sanguinari sulla quale, dopo quasi vent’anni, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria è riuscita ad intrecciare nuovi tasselli di un puzzle composto da parentele, affari e rivoltelle. Sono finiti in manette Rosario Barbaro, Saverio e Domenico Trimboli, Rosario Marando e Bruno Polito tutti accusati a vario titolo di omicidio con l’aggravante del metodo mafioso.
I fatti risalgono al periodo a cavallo tra gli anni novanta e il terzo millennio: a Platì da sempre ha comandato Ciccio Barbaro detto “u castanu”. Almeno fino al 1989, anno del suo arresto. Per circa un decennio nel “paese dei sequestri” regnò una pax “esplosiva” tra i clan armieri della Locride. Frizioni che – secondo Federico Cafiero De Raho che ha firmato l’ordinanza di fermo di ieri – sono alla base dell’escalation di violenza.
A volere “spazio” fu la consorteria dei Marando che non era nuova alle lotte intestine avendo – a metà degli anni novanta – già azzerato a colpi di lupara la famiglia degli Stefanelli di Oppido Mamertina, alleati e parenti. Non c’è legame di sangue che tenga dinnanzi ai “piccioli”. Questa era l’opinione del boss-imperatore Pasqualino Marando. Una scia di morte che, però, finì per travolgerlo: nel 2002, Pasqualino Marando fu, infatti, ucciso dal cognato, Saverio Trimboli, tra i fermati di ieri assieme a Rosario Barbaro che quell’omicidio lo commissionò. Grazie al predominio su Platì, legato a doppio filo con la morte degli ex compari dei Marando, i Barbaro aumentarono la loro “dote” di ‘ndrangheta. A certificarne la leadership anche, nel 2009, il matrimonio tra Giuseppe Barbaro, il figlio di “u castanu”, ed Elisa Pelle, la figlia di Giuseppe Pelle detto “Gambazza”.
Storie di arcaici retaggi culturali, ma anche di soldi. Una montagna dei soldi: da quelli fatti con i sequestri di persona agli affari odierni con i narcos più potenti del globo.

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