Pon Inclusione, Terzo Settore: «serve una cabina di regia»

Il Comune di Reggio partecipando con successo al bando PON inclusione sociale- e per questo va dato atto dell’impegno e della professionalità dei funzionari del settore politiche sociali- avrà ora la possibilità di destinare circa cinque milioni di euro in interventi di contrasto alla povertà. Tenendo conto che a questi si aggiungeranno altre consistenti risorse provenienti dai fondi comunitari e regionali e dalla Città Metropolitana, è evidente che si apre una opportunità straordinaria per potere disegnare un nuovo modello di Welfare adeguato ai bisogni ed alle attese della comunità reggina. Va aggiunto inoltre che con il trasferimento agli Enti Locali delle competenze in materia di servizi sociali, finora illegittimamente trattenute dalla Regione, si potrà finalmente lavorare per avere un sistema integrato di politiche e di servizi sociali e sanitari in grado di garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza già previsti dalle normative e finora non attivati. La vera sfida ora consisterà nel mettere a sistema le diverse opportunità. Siamo alla vigilia di una stagione che potrebbe segnare davvero una svolta, non tanto nei servizi sociali, ma più in generale nelle politiche di comunità e territoriali. Da qui a breve avremo la possibilità di programmare su diversi fondi, a più livelli, e su tematiche che tra loro debbono necessariamente essere integrate sin dalla fase della programmazione: dalle politiche sociali a quelle sanitarie, dalle politiche del lavoro a quelle dello sviluppo sostenibile, dall’innovazione alla riscoperta delle risorse territoriali. Per consentire ciò occorre che vi sia una cabina di regia comune capace di coordinare le diverse opportunità, con i bisogni del territorio, garantendo la necessaria partecipazione agli attori sociali ed ai cittadini. Una cabina di regia che non potrà che essere inter-istituzionale, promossa dalla Città Metropolitana, ma completate dalle altre istituzioni civili e sanitarie competenti, oltre che, evidentemente, dalle organizzazioni di rappresentanza della società civile e del terzo settore con le quali stipulare una vera e propria alleanza contro la povertà. Solo una visione di insieme consentirà infatti di evitare inutili e dannose sovrapposizioni, garantendo il corretto utilizzo di tutte le risorse. Fondamentale è avere finalmente Comune e ASP che si parlino, che si impegnino a garantire una vera integrazione tra sociale e sanitario, superando gli interventi settoriali ed a compartimento stagno. Accanto a questo potenziare gli organici dei servizi sociali, oggi ridotti all’osso, per coprire tutto il territorio e garantire agli operatori sociali una formazione ed un aggiornamento che li mettano in grado di intervenire con incisività sulle diverse forme del disagio sociale.

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