Primo maggio, è la festa di San Giuseppe Lavoratore

È una festa istituita da Pio XII nel 1955 con l’intenzione di dare al mondo del lavoro un protettore e un modello

La Chiesa universale festeggia, oggi, san Giuseppe Lavoratore: il padre putativo di Gesù fu un operaio ed è il patrono dei lavoratori. La decisione recente. È una festa istituita da Pio XII nel 1955 con l’intenzione di dare al mondo del lavoro un protettore e un modello.

San Giuseppe lavoratore, le origini della festa

Nella festa del 19 marzo san Giuseppe viene festeggiato come padre putativo di Gesù: questa paternità lo qualifica e lo esalta facendo di lui uno dei personaggi più significativi e amati della Chiesa. Oggi invece si ricorda san Giuseppe nella sua condizione di operaio, di carpentiere e, come tale, patrono dei lavoratori.


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Una delle raffigurazioni più frequenti di San Giuseppe è quella in cui viene ritratto al banco con la pialla in mano e la sega accanto. Considerato un esempio, San Giuseppe rappresenta un modello di sacrificio e virtù.

Non si ribellò, non si lamentò del suo mestiere, né della fatica. Lavorò con assiduità, non di malavoglia, eseguendo bene, disimpegnando onestamente gli obblighi e i contratti. Amò il lavoro. L’umiltà gli insegnò a conciliare la sua dignità con l’esercizio di un mestiere molto ordinario e faticoso.

Giuseppe, esempio di umiltà e dignità

San Giuseppe non cercò nel lavoro il mezzo di soddisfare la cupidigia di guadagno o di ricchezza. Non fu un operaio incontentabile, pur essendo previdente. Non volle essere ricco, e non invidiò i ricchi. Sapeva essere sempre contento. Da uomo di fede trasformò la fatica quotidiana in un grande mezzo di elevazione, di merito, di esercizio di virtù.


PER APPROFONDIRE: San Giuseppe, esempio e modello di paternità


«Il lavoro di San Giuseppe – come ha avuto modo di ribadire in occasione di un primo maggio, papa Francesco – ci ricorda che Dio stesso fatto uomo non ha disdegnato di lavorare. Imploriamo San Giuseppe perché possiamo trovare strade che ci impegnino a dire: nessun giovane, nessuna persona, nessuna famiglia senza lavoro!».

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