Avvenire di Calabria

Il conferimento da parte della Giunta di Palazzo San Giorgio al leader del popolo curdo e attore fondamentale nel processo di pace in Medio Oriente

Reggio, cittadinanza onoraria a Abdullah Ocalan

Redazione Web

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La Giunta di Palazzo San Giorgio proporrà al Consiglio comunale il conferimento della cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan, leader del popolo curdo e attore fondamentale nel processo di pace in Medio Oriente. L’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, infatti, ha accolto con favore la proposta arrivata da alcune associazioni - fra le quali Legambiente, Arci, Agedo, Udi, NonUnaDiMeno, Circolo del Cinema “Zavattini”, Centro sociale “Cartella”, Movimenti Reggio non tace e molte altre - perché «il rispetto dei diritti umani e delle minoranze etniche è parte integrante dei valori fondamentali a cui si ispira la nostra Costituzione e l’appoggio ai popoli oppressi è oggi più che mai necessario a contrastare conflitti interetnici per una pace duratura».
«Adbullah Ocalan – ha ricordato il vicesindaco Tonino Perna – ha avuto diversi riconoscimenti internazionali. Altri Comuni, in Italia e nel Mondo, hanno gli già conferito la cittadinanza onoraria. Ocalan, difatti, è il simbolo vivente della lotta del popolo curdo per il suo riconoscimento ed ha trasformato la battaglia per l’autodeterminazione della sua gente in un progetto di democratizzazione e di liberazione della società, noto come Confederalismo democratico, che non riguarda solo i curdi, ma tutta la Turchia, la Siria, il Medio Oriente e l’umanità intera».
«Fondatore del Partito dei lavoratori del Kurdistan – ha aggiunto - per più di quattro decenni ha operato per trasformare il conflitto da lotta armata in movimento di rinnovamento delle istanze sociali con l’obiettivo di raggiungere, attraverso un profondo cambiamento culturale, una pace giusta e duratura a cominciare dalla democratizzazione della Turchia».
«Il 15 febbraio 1999 – ha ricordato Tonino Perna – Abdullah Ocalan viene sequestrato dai servizi segreti turchi e portato nell’isola-carcere di Imrali, nel Mar di Marmara, in una condizione di totale isolamento. Per anni non si sono avute informazioni sul suo stato di salute. Dopo un lungo sciopero della fame che ha coinvolto migliaia di persone, nel 2019 è sto concesso ad Ocalan di poter vedere i propri avvocati e familiari. Ma la finestra del dialogo è durata poco. Dal 12 agosto 2019 Ocalan è nuovamente isolato dal mondo esterno».
«Sostenere la sua figura e il suo progetto di convivenza pacifica fra etnie e religioni, di parità di generi e di rispetto ecologico – ha concluso il vicesindaco - significa non solo dare una prospettiva di pace e di democrazia a quei territori devastati da decenni di guerra, ma sostenere l’unica soluzione di pace possibile contro l’instabilità crescente del vicino Oriente e dell’area del Mediterraneo».

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