
Limbadi, il 6 maggio si illumina per Maria Chindamo: memoria viva contro la ‘ndrangheta
Nel nono anniversario della scomparsa di Maria Chindamo, il luogo del delitto si trasforma in
Beni per 50 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, su disposizione della Corte d’appello, a Giuseppe Rocco Rechichi, di 60 anni, imprenditore ritenuto legato alla cosca di ’ndrangheta dei Tegano.
Il provvedimento - contenuto nella sentenza del 20 giugno 2014 divenuta definitiva il 14 maggio 2015, si fonda sulle risultanze dell’operazione Astrea condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio nell’ambito della quale Rechichi è stato indagato per trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo mafioso per una serie di fittizie intestazioni di beni e aziende, arrivando ad infiltrare l’allora società "Multiservizi", partecipata dal Comune di Reggio Calabria. Nel corso dell’operazione erano state sequestrate le società riconducibili a Rechichi Si.ca. per il commercio all’ingrosso di materiali da costruzione; Rec.im. per la compravendita di immobili e Com.edil per il commercio all’ingrosso di materiali da costruzione.
L’operazione Astrea è confluita poi in un unico processo con l’operazione Archi condotta nel 2011 dalla polizia. Secondo l’accusa Rechichi, condannato per associazione mafiosa, era «un vero e proprio braccio economico del sodalizio essendo riuscito, grazie anche all’ausilio di liberi professionisti e probabilmente, di centri di potere ancora nell’ombra, a penetrare ed infiltrare persino la Multiservizi S.p.A.
Società di cui lo stesso Rechichi, sino al momento del suo arresto nell’ambito dell’operazione Archi, è stato il reale dominus o comunque soggetto munito al suo interno di sicuro potere decisionale, svolgendo in seno alla stessa le funzioni di ’direttore operativo’».
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