Avvenire di Calabria

Rito di elezione: Andrea, Santina e Daniele sono stati chiamati ad esprimere la propria intenzione mettendo la propria firma sul registro dei futuri battezzati

Reggio, tre giovani catecumeni presentati in Cattedrale

Antonia Cogliandro

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«È importante che all’inizio della Quaresima ci poniamo questa domanda: qual è il punto fondamentale attorno al quale leghiamo il discorso di fede? Che cosa ci chiede il Signore e cosa ci propone la Chiesa ogni anno in questo tempo forte?». Inizia così l’omelia dell’arcivescovo Morosini nella prima domenica di Quaresima, durante la solenne celebrazione che, nella chiesa madre della diocesi, accoglie i tre giovani catecumeni che saranno battezzati durante la prossima veglia pasquale. È a loro infatti che innanzitutto il presule si rivolge, perché stanno per compiere, proprio durante questi quaranta giorni, il cammino di discernimento più importante nella scelta di fede intrapresa già da qualche anno. Ad Andrea, Santina e Daniele, questi i nomi dei tre giovani più o meno trentenni, chiede infatti di riflettere sulla motivazione che li ha spinti, in età adulta, ad avvicinarsi alla fede: «È veramente una decisione forte, per cui sentite che alla vostra vita manca qualcosa?».
E si aggancia alla conversazione sul Vangelo, tenuta in diretta streaming sulla pagina Facebook della diocesi lo scorso mercoledì nella quale Andrea ha dato in questo senso la sua testimonianza: «Ad un certo momento nella vita ti poni delle domande…ma la vita dove sta andando? Allora nasce il discorso di fede». Un punto di svolta, una conversione, che non solo i catecumeni sono chiamati a compiere - ribadisce poi l’arcivescovo - a partire dal monito evangelico di Gesù: «Convertitevi!».
«La Quaresima ogni anno rappresenta questo richiamo forte: poniti il problema del tuo rapporto con la fede». E consegna a tutti questa domanda come impegno quaresimale: «Dio conta nella nostra vita? La dimensione spirituale agisce dentro di noi come spinta, come motivazione? Oppure viviamo una vita appiattita in quelle che sono solo le esigenze materiali: lavorare, mangiare, divertirsi?». In altre parole: «Riusciamo davvero a capire che la fede è una risposta ai bisogni dell’uomo, che il vangelo di Gesù Cristo è la risposta ai nostri problemi, che la fede orienta la vita?». Il pastore della Chiesa reggina-bovese chiede che il tempo quaresimale diventi l’occasione per ripensare la propria fede, per i primi, per comprendere realmente cosa stanno per diventare, quali sono i valori nei quali dovranno professare il credo, per i battezzati, perché possano capire se realmente vivono da cristiani, se la fede non sia un abito da indossare per andare in chiesa piuttosto che incarnata nella propria vita.
Ancora una volta l’invito rivolto a tutti diventa più stringente per i tre giovani, che, terminata l’omelia, vengono chiamati per nome da padre Gabriele Bentoglio, guida dell’equipe diocesana per il catecumenato, presente al completo per l’occasione, ed insieme alle madrine e al padrino si avvicinano all’arcivescovo per compiere i gesti previsti dal rito di elezione: il padrino di Daniele e le madrine di Andrea e Santina, che esercitano per la prima volta pubblicamente il loro ministero, garantiscono l’idoneità della loro ammissione ai sacramenti, poi sono gli stessi giovani catecumeni ad esprimere chiaramente la propria intenzione, sia verbalmente che mettendo, insieme a loro, la propria firma sul registro dei futuri battezzati.
Dopo una preghiera di invocazione per il prosieguo del loro cammino, i tre giovani, che ancora non possono partecipare alla celebrazione eucaristica, vengono congedati, per essere nuovamente riaccolti in Cattedrale, nell’abbraccio della comunità diocesana, nella notte di Pasqua.

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