Avvenire di Calabria

L'intervento del presidente del Consiglio in una delle tappe conclusive della campagna elettorale

Renzi: «Stiamo cambiando la Costituzione dei veti col voto»

Presenti i maggiorenti del Partito Democratico calabrese. «Sbagliato pensare sia un referendum contro di me»

Federico Minniti

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The Young Pop, Matteo Renzi, sceglie l’antica culla del sapere greco, Reggio Calabria, tra le tappe conclusive della campagna referendaria. Il proscenio è il teatro “Francesco Cilea” tirato a lucido e pieno zeppo di maggiorenti del Partito Democratico, confluiti a sostegno del premier nelle ultime fatiche di una bagarre elettorale che si è assorbita anche nella sua personale sfida “rottamatrice”. «Questa riforma permette di superare trent’anni di paralisi», dice Matteo Renzi a un pubblico in visibilio, «il mio Governo nasce come “ultima spiaggia”». «Nel 1974 si votò per il divorzio, mica a favore o contro Marco Pannella. Oggi si vota sul taglio dei costi della politica, mica a favore o contro il premier», spiega il capo del Governo, enunciando tutti i meriti - a suo dire - di un’azione riformatrice unica, «i treni passano solo una volta», dice. «Una democrazia, la nostra, basata sul diritto di veto, piuttosto che su quello di voto - prosegue Renzi - tutti i partiti si sono espressi, nel tempo, contro il bicameralismo perfetto». Parla di futuro e nostalgia, il Primo ministro soffermandosi sul ruolo dei senatori. «I cittadini votano per i loro rappresentanti - sottolinea con una sferzata contro il Movimento Cinque Stelle - non come quei personaggi che con 17 click si ergono a difensori della Costituzione, senza averla mai letta». Un argomento che riscalda la platea, quando una donna in loggione, Alessia, ha contestato le sue parole. «Non è vero», ribatte. Renzi riporta gli esempi di altri sistemi elettivi, come quello tedesco, francese e, soprattutto, americano. Sull’Europa, altro tema ostico emerso tra il pubblico, Renzi ha sfidato Matteo Salvini, segretario della Lega: «Non cambierà il nostro rapporto con l’Unione europea». Immunità e Montesquieu, il premier ne fa una questione numerica. Sui pentastellati, Renzi affonda i propri colpi sul tema del confronto. «Grillo ha detto: non votate con il cervello. Perché? Noi siamo per la partecipazione. Sul quorum referendario diventa “mobile”, raccogliendo le ottocentomila firme, se queste sono vere e non false». Alludendo al caso Palermo. Sui territori e il rapporto Stato-regioni, Renzi regala un interesse particolare a Massimo D’Alema. «Uno che prima voleva fare le riforme e poi ha cambiato idea». «L’Italia è ferma, questo è una gigantesca opportunità di accelerare i processi in questo Paese - ha chiosato Renzi - e se c’è una regione che ha bisogno del cambiamento questa è la Calabria». Un’ora di One-man-show per l’enfant prodige della politica italiana. Ma cosa farà il premier da lunedì? Renzi, the Young Pop, affida la risposta alla rockstar del calcio moderno, Eric Cantona: «Devi fidarti dei tuoi compagni», dice in un video il campione del Manchester United. «Non possiamo svelare i dati dei sondaggi, ma questa partita è ampiamente “giocabile” - conclude Renzi - la maggior parte è indecisa, dobbiamo mettercela tutta». Un invito accolto con giubilo da una platea, sì estremamente patinata, ma che risulta essere una prova muscolare del Pd reggino e calabrese. In attesa dell’esito delle urne di domenica prossima.

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