Avvenire di Calabria

L’assistente Battaglia: «Il gioco è medicina di autentica socialità L’incontro tra diversi genera ricchezza»

San Francesco, il torneo di Pallascout colora l’estate

Gli organizzatori andranno a Santiago

Redazione Web

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«E se lo organizzassimo noi il torneo di pallascout? ». Questa la richiesta di giovani rover e scolte ai propri educatori. Davanti a una richiesta simile, davanti agli occhi di ragazzi che chiedono, si stringe una comunità di capi che se pur con tanti limiti si è messa in gioco già da un po’. Ma proprio in virtù di tanti limiti la comunità ha deciso di chiedere sostegno ad altri capi, ad altri gruppi, a tanti ragazzi/ e, alle famiglie, al parroco frate Pasquale. La risposta di tutti è stata un sì pronto, un sì appassionato, un sì entusiasta. E da quel momento è iniziato il «Torneo di Pallascout» , dal 19 giugno all’1 luglio 2017 presso il Convento San Francesco d’Assisi, con lo slogan «Portatori sani di speranza». Padre Angelo Battaglia assistente Agesci scrive in un suo post su Facebook: «Il Torneo è l’occasione in cui attraverso il gioco – come ormai consolidato da un’importante tradizione – l’incontro tra le diversità diventa, non solo ricchezza accompagnata da una sana competizione, ma soprattutto occasione per vivere evangelicamente la fraternità scout attraverso il gioco; quasi una medicina per questo tempo così ‘social’ che scherma sempre di più la socialità attraverso il ‘mondo’ virtuale». Ed è così, da “Arghillà–Archi” location dello scorso anno del torneo, a “Gebbione–Sbarre”, per portare avanti una tradizione e un cammino già intrapreso. Caldissime giornate, ma neanche le alte temperature hanno smorzato l’entusiasmo, il desiderio di uscire da se stessi e andare incontro all’altro. È questa la perfetta letizia? I ragazzi credono proprio di sì. 44 le squadre coinvolte, provenienti dalle zone Agesci, “Terra del Bergamotto” e “Fata Morgana”, tante le parrocchie della diocesi interessate, tanti ragazzi/e, bambini, giovani e adulti, ma anche famiglie intere. L’obiettivo non erano i numeri, c’era sete, c’erano sogni di speranza. Valori in campo? La lealtà, il rispetto per l’altro e la passione unita alla determinazione. Tutti i giorni dalle 16.30 alle 21 e anche oltre un cortile di voci, risate, amori, sguardi, abbracci. Soli non si va da nessuna parte, camminare insieme è tremendamente più bello! «Abbiamo vinto tutti» – dicono i ragazzi – con profondo entusiasmo. La Chiesa chiede di portare i ragazzi dentro le parrocchie… ma una volta portati dentro, cosa, ma soprattutto chi trovano ad accoglierli? Così è stato possibile costruire un terreno adeguato, con cemento, reti e porte prendendosi cura di anime e questi cuori. Per chi non fosse stato presente è possibile rivedere in streaming il torneo. Dove? Negli occhi di chi ha partecipato. Cercate quel giovane e fatevi raccontare… quel giovane cercatelo, e dopo averlo trovato accoglietelo. I ragazzi la fiducia se la sono meritata tutta. Alle porte delle attività estive, i ragazzi che hanno desiderato il torneo si recheranno a Santiago de Compostela, con una marcia in più.

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