Schiavi della cannabis

di Lorenzo Di Raco * – Il fenomeno dell’abuso da cannabis è complesso e riconosce molteplici cause, tra queste una predisposizione organica e genetica, l’ambiente familiare, lo stato socio – economico, le pressioni della subcultura di riferimento e le caratteristiche di personalità. L’intervento è quindi associato a terapie apparentemente di diversa natura, nell’ambito di un comune progetto riabilitativo.
Per coloro che fanno uso di cannabis, in modo particolare per quelli che iniziano in giovane età e ne consumano in forti quantità, il percorso terapeutico è spesso necessario per far fronte ai vari problemi connessi all’uso. Quando un dipendente da cannabis interrompe l’uso sono presenti comunemente sintomi da astinenza che possono comprendere: irritabilità, ansia, depressione e disturbi del sonno.
Si stima che tre persone su dieci che ha utilizzato cannabis nel corso della vita sviluppa dipendenza. Questi dati sono confermati anche dalla nostra esperienza. Presso il centro “don Tonino Bello” si rivolgono tantissimi giovani. Tutti hanno iniziato fumando cannabis. L’80% di loro non riesce più a smettere, aggiungendone alcool e/o cocaina. Alcuni studi confermano la tesi che, il consumo di cannabis, tra gli adolescenti è correlato con altri disturbi quali, problemi della condotta e disturbi psichiatrici. C’è accordo inoltre fra i clinici circa la possibilità da parte degli adolescenti che usano cannabis di sviluppare depressione.
Un altro dato sul quale molte evidenze convergono è la maggior incidenza di episodi antisociali nei soggetti che fanno uso di cannabis. Questi dati, spesso poco evidenziati, sono per noi lo specchio di quello che per molti non è un problema. Le scuole, le società sportive, le varie agenzie educative dovrebbero interrogarsi creando una rete educativa capace di individuare, agganciare e orientare i ragazzi che fanno uso di sostanze.
I giovani che consumano cannabis in larga parte non cercano spontaneamente aiuto e non sono disponibili ad iniziare un percorso terapeutico. Gli adolescenti non cercano il trattamento per motivi intrinseci alla fase dello sviluppo: si sentono onnipotenti e sono spinti dall’impulso di sperimentare. Talvolta, la poca presenza della famiglia, non aiuta i ragazzi nel loro percorso di discernimento rispetto alle scelte e trovando nel gruppo dei pari la risposta alle proprie difficoltà. Nell’ adolescente con disturbi della condotta e altri disturbi associati al consumo di cannabis in cui siano evidenti implicazioni dovute a disfunzionalità del sistema familiare, può risultare efficace un percorso parallelo che veda protagonisti sia il nucleo familiare sia il ragazzo. Il centro prevede gruppi di auto – aiuto, colloqui motivazionali e interventi a sostegno della persona.

* coordinatore Terapeutico Cereso

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