Avvenire di Calabria

Lo storico Renato Laganà ci parla dei vescovi del '900: da Rousset a monsignor Mondello

Storia. L’ingresso dei vescovi a Reggio: monsignor Ferro

di Renato Laganà

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Nel febbraio 1927, alla morte dell’arcivescovo Rousset che aveva svolto il suo ministero vescovile negli anni difficili del post terremoto avviando la ricostruzione della Cattedrale e delle chiese parrocchiali, papa Pio XI affidò la Diocesi reggina a monsignor Carmelo Pujia, già vescovo di Anglona – Tursi e poi vescovo di Santa Severina. La sera del 2 luglio, nella Chiesa baracca di San Francesco di Paola sul Corso Garibaldi, prendeva possesso della Sede metropolitana reggina con delega al canonico Francesco Quattrone. Due giorni dopo, arrivando via treno da Crotone si fermò a pernottare a Bova Marina, ospite del vescovo suffraganeo Andrea Taccone, proseguendo la mattina successiva sino alla Stazione Succursale. Accolto dalle Autorità e da una folla festante, il corteo di oltre 40 automobili, attraversò il Corso Garibaldi dove, nei palazzi ricostruiti «i balconi erano pavesati di arazzi e serici damaschi», per raggiungere la chiesa parrocchiale di San Giorgio «de Gulferiis» da dove, dopo aver indossato gli abiti pontificali, proseguì sino alla Cattedrale.

Nel tempio, ancora occupato da «ponteggi per i rifinimenti e le decorazioni», come riportò il «Corriere della Calabria», si soffermò in alto alla gradinata per salutare la folla, cui seguì una solenne benedizione con la Santissima Eucarestia. In dieci anni intensi di episcopato l’arcivescovo Pujia, inaugurò la Cattedrale nel 1928 celebrando il primo Congresso eucaristico calabrese, completandola negli anni successivi con il campanile e preziose opere d’arte; contribuì, inoltre, a dare un impulso alla ricostruzione post sismica delle chiese, consacrandone una gran parte e donò il terreno per la costruzione del Pontificio Seminario Regionale, ottenuto dal papa Pio XI. A lui si devono il riconoscimento della festività della venuta di San Paolo a Reggio (il 21 maggio), la celebrazione del primo Congresso mariano (nel 1930), quella del Congresso catechistico (nel 1931), quella del primo Concilio plenario calabrese (nel 1934) e la rinnovata incoronazione della Madonna della Consolazione (nel 1936).

Alla morte di monsignor Carmelo Pujia, dopo un anno di amministrazione apostolica, affidata all’arcivescovo di Cosenza, Roberto Nogara, venne nominato con bolla pontificia del 6 giugno 1938, monsignor Enrico Montalbetti già vescovo coadiutore di Trento, che fece il suo ingresso in Reggio il giorno 8 settembre, dopo la presa di possesso effettuata il giorno prima per procura dal decano del capitolo metropolitano, monsignor Francesco Quattrone. Partito in treno da Tropea, era giunto alla Stazione succursale accolto da una folla di fedeli e, come riferisce il periodico diocesano “Fede e Civiltà”, «sceso dal treno col cappello verde, passò in rivista il reparto d’onore», ricevendo l’omaggio dei presenti per poi raggiungere la ricostruita Chiesa di San Giuseppe per vestire gli abiti pontificali e in auto scoperta proseguire verso la Cattedrale. Quivi, ricevuta l’obbedienza dei canonici e del clero, pronunciò il discorso di insediamento.

Nel pomeriggio raggiunse dapprima gli Ospedali Riuniti, poi il Seminario e l’Ospedale psichiatrico provinciale. Quel presule che era «dotato di mente retta, viva e penetrante» e che aveva «la sicura e larga visione o chiaroveggenza dell’apostolo» non riuscì a raggiungere gli obiettivi di evangelizzazione che si era proposto perché poco più di quattro anni dopo rimase vittima, il 31 gennaio 1943, dei bombardamenti che colpirono la casa dei marchesi Ramirez presso Annà di Melito Porto Salvo.

L'episcopato più longevo è stato quello di monsignor Ferro durato 27 anni, seguito da monsignor Mondello che ha retto la diocesi per 23 anni

Papa Pio XII, il 12 maggio, nominò il sacerdote cosentino Antonio Lanza, professore al Pontificio Ateneo Lateranense, nuovo arcivescovo di Reggio e vescovo di Bova. Consacrato il 29 giugno ebbe molte difficoltà a raggiungere la sede a causa del conflitto bellico. Il suo viaggio fu in parte in treno, via Taranto sino a Mileto, e poi in auto verso una Reggio che, era il 10 agosto, trovò deserta per i continui bombardamenti, raggiungendo la Cattedrale per la presa di possesso, in forma «privata», e trovando accoglienza nel seminario regionale nel rione Modena risultando inospitale l’Episcopio. I sette anni di episcopato di monsignor Lanza furono molto intensi sia nella ricostruzione dei danni negli edifici religiosi causati dalla guerra, sia per la riorganizzazione degli Uffici curiali e per garantire assistenza alla popolazione colpita dai disagi morali e sociali. Presente a molti convegni cattolici nazionali ed internazionali, promosse a Reggio la Conferenza dei vescovi dell’Italia Meridionale che produsse la Lettera pastorale sui Problemi del Mezzogiorno.

Il 14 settembre 1950, il papa Pio XII indicò come suo successore il padre somasco Giovanni Ferro, parroco della Chiesa della Maddalena a Genova. Consacrato vescovo dal cardinale Giuseppe Siri, monsignor Ferro raggiunse dapprima Tropea dove pernottò ospite del vescovo Bonfiglioli, per ripartire verso Reggio la mattina del 2 dicembre. A Bagnara, primo paese della diocesi, il treno sostò per ricevere il saluto del clero e dei fedeli; lo stesso avvenne in tutte le altre stazioni. L’Avvenire di Calabria del 9 dicembre 1950, riportò la cronaca puntuale del suo «trionfale ingresso» nella Diocesi, con l’arrivo in città alla Stazione succursale in Piazza Indipendenza, la rituale sosta nella Chiesa di San Giuseppe, e il percorso a piedi lungo il Corso Garibaldi sino alla piazza del Duomo. Nella Cattedrale gremitissima ricevette l’omaggio del Capitolo, celebrando poi un solenne Pontificale, nel corso del quale tenne una «mirabile omelia».

Nel pomeriggio partecipò alla processione per riportare all’Eremo dei Cappuccini il venerato quadro della Madonna della Consolazione. I 27 anni di episcopato dell’arcivescovo Giovanni Ferro, densi di avvenimenti, sono stati più volte ricordati di recente sulle pagine di questo giornale in occasione del «Decreto Pontificio di riconoscimento delle virtù eroiche del Servo di Dio monsignor Giovanni Ferro», che lasciò la cattedra vescovile per raggiunti limiti di età nel 1977.

Il successore di monsignor Ferro è il calabrese di Zungri, monsignor Aurelio Sorrentino, nominato il 4 giugno dello stesso anno. Già vescovo di Bova e arcivescovo di Potenza e Marsico Nuovo e vescovo di Muro Lucano, Sorrentino raggiunse Reggio l’8 settembre in occasione delle festività mariane. Nei suoi 13 anni di episcopato, monsignor Sorrentino accolse, nella sua visita in Calabria del 1984, il papa San Giovanni Paolo II, tornato poi a Reggio, nel 1988 in occasione della celebrazione a Reggio del XXI Congresso Eucaristico Nazionale. Nel 1990, avendo raggiunto il limite di età presentò le sue dimissioni e al suo posto venne nominato l’arcivescovo Vittorio Luigi Mondello. (3. Fine. Le prime due puntate sono uscite sui numeri del 13 e del 6 giugno di Avvenire di Calabria)

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