Terra Santa: Patton, servono leadership che lavorino per riconciliare

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“Dal 7 ottobre si respira un’aria molto pesante perché è come se si fosse rotto un equilibrio all’interno dello Stato d’Israele tra la componente ebraico-israeliana e la componente arabo/palestinese-israeliana”. Lo dice in un’intervista rilasciata ad Andrea Tornielli e pubblicata su Vatican News padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa. “Ciò che è avvenuto il 7 ottobre avrà bisogno di essere studiato e approfondito – prosegue -, perché gli stessi quotidiani israeliani hanno messo sotto accusa sia il governo sia l’esercito per aver ignorato i documenti che l’intelligence dell’esercito aveva fornito e che parlavano di una possibile operazione di questo genere da parte di Hamas e dei segnali anche nei giorni precedenti. Credo che sia nell’interesse stesso di Israele far chiarezza”. Tuttavia per Patton, “le ferite rimarranno a lungo; per essere risanate avranno bisogno di leadership illuminate, da una parte e dall’altra, che sappiamo lavorare per una riconciliazione. In Europa nel Novecento si sono combattute due guerre mondiali con milioni di morti. Ma poi, invece di combattere per le risorse, si condivisero: questo fu il grande colpo di genio di Schuman, De Gasperi e Adenauer quando decisero di creare la Comunità del carbone e dell’acciaio. È un percorso che ha garantito all’Europa una stagione di pace. In questo momento non vedo la possibilità di far qualcosa di simile in Israele e Palestina, perché non c’è la condivisione dello stesso quadro culturale. L’Europa, bene o male, fino alla metà del Novecento, era un continente che faceva riferimento a valori cristiani e quindi anche ai valori della riconciliazione, della pace, della cooperazione e altri simili. Qui ora ci troviamo di fronte a culture che non sono così dialoganti tra di loro”. “Tantissime persone manifestano vicinanza, scrivono per dirci che ci ricordano, che pregano per noi Ci siamo sentiti molto sostenuti, sempre, dal Papa, perché non ha mai cessato di parlare di pace, anche sapendo che era un tema impopolare, anche sapendo che era un tema incompreso. E ha ricordato sempre Palestina, Israele, Terra Santa… Ho detto – ha concluso Patton -in più di un’occasione che noi siamo per certi aspetti dei privilegiati, perché ci sono molte altre realtà che sono in sofferenza e che non sono ricordate come lo siamo noi. E poi siamo stati sostenuti anche molto dal nostro Ordine. Dunque direi che nel complesso il sostegno l’ho sentito. Quello di cui abbiamo e avremo bisogno nei prossimi tempi, oltre alla vicinanza, sarà anche un sostegno concreto per poter aiutare i cristiani e la popolazione locale di fronte alle difficoltà economiche che la guerra ha portato”.

Per leggere l’intervista completa clicca qui

Fonte: Agensir
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