Tossicodipendenze: Squillaci (Fict), “preoccupanti i dati di consumo dei giovani, investire in educazione e relazioni”

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“Quello che maggiormente ci preoccupa sono i dati sul consumo tra i giovani. Certo osservando gli ultimi fatti di cronaca tutto coincide: un tempo si trasgrediva in modo solitario, oggi invece tutto deve essere reso visibile a tutti, tutto deve essere ‘social’, anche utilizzando l’eccesso oltre ogni limite per ottenere popolarità tramite un ‘like’”. Lo sottolinea il presidente della Fict, Luciano Squillaci, commentando Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. “È di pochi giorni la notizia su un Capodanno del terrore tra sesso droga, alcol e violenza sessuale e non so cosa manchi per lo scenario infernale. Bambini di 14 anni e due bambine di 12 anni in preda alla trasgressione più vile quella che viola la dignità più profonda, dove non esiste più il confine tra il bene e il male. Ragazzi che un tempo da benpensanti definivamo, in modo tranquillizzante, ‘normali’ provenienti da famiglie ‘normali’ in cui la normalizzazione però è oggi svilimento e banalizzazione del male, dove tutto è diventato merce. Bambini orfani di valori, un fallimento grave del mondo degli adulti”, denuncia Squillaci.
“Abbiamo tolto ai giovani il significato dell’amore, inteso come rispetto, sogno di un futuro, pudore del proprio corpo. Abbiamo dato in mano ai ragazzi un cellulare e detto loro: ‘Guardate il mondo da uno schermo’, negando loro la capacità critica, una crescita sana, consapevole ed il senso del limite”, evidenzia il presidente della Fict, che aggiunge: “Lo diciamo da sempre e lo ribadiamo: dobbiamo investire sull’aspetto educativo delle relazioni, la speranza è possibile, la tocchiamo con mano tutti i giorni nelle nostre Comunità, partendo proprio dai volti dei ragazzi, dal volto di una madre, di un padre. Sono loro che ci fanno sperare: sono loro ad offrirci i punti di riferimento del nostro impegno, sono loro che ci offrono le coordinate etiche, sociali, politiche del nostro agire. Dobbiamo avere il coraggio e la speranza nella vita che vuol dire essere più forti dell’indifferenza, della rassegnazione, di ogni violenza e schiavitù. Qui si svela l’alto valore della relazione umana che è reciprocità e corresponsabilità”.
Squillaci conclude: “Negli anni le risorse destinate al sistema di prevenzione, cura e riabilitazione, si sono progressivamente ridotte. Sappiamo che nei piani governativi c’è l’intenzione esplicitata più volte dallo stesso sottosegretario Alfredo Mantovano di rifinanziare quel fondo, che negli anni ha garantito percorsi di prevenzione e inserimento socio-lavorativo, ha consentito sperimentazioni importanti nel campo della cura e della riabilitazione, oggi divenute prassi operative, e oggi rappresenta una necessità imprescindibile per un reale rilancio della sfida alle dipendenze”.

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