Avvenire di Calabria

Elvira racconta la sua esperienza: «Non c’è spazio per la tristezza»

«Una settimana di paradiso»

Federico Minniti

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Elvira è emozionata, seppure ci confessa questa non è la sua prima intervista. Ha già reso la sua testimonianza sull’esperienza di Cucullaro. Un’emozione che si tramuta, però, in piena condivisione di quello che è lo spirito del Soggiorno Sociale. Per farlo usa parole chiarissime: «Otto giorni di paradiso». Il “gancio” iniziale è stato Alfonso Canale: «Un’accoglienza splendida: sono stato trattata da regina. Nella mia vita non sono stata mai servita, quindi questo aspetto mi ha particolarmente stupito», ci dice.

La sua testimonianza è carica di sentimento: non passa giorno durante l’anno – ci confermano dalla Caritas – in cui non si prepari al nuovo Soggiorno Sociale.

«Questa esperienza – aggiunge – si deve solo vivere; descrivendola non si può immaginare quello che si prova». Elvira Panuccio si concentra nel suo racconto su tutti gli ospiti della Casa “San Paolo” dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova: «Sono delle persone “che ti danno” tanto nonostante ciascuno abbia i suoi problemi». Un messaggio incisivo che aiuta a comprendere a pieno quello che è lo stile della corresponsabilità nel servizio esercitato proprio a Cucullaro. «Adoro l’attività con le bambole, le pigotte: ne ho fatte due che tengono gelosamente conservate a casa», afferma. Una tipa ecclettica, Elvira, a cui piace la compagnia e la musica: «Già dalla sveglia si vive l’entusiasmo fino a tarda sera: non c’è un minuto di tempo per la tristezza, c’è solo divertimento». Una vacanza in cui si sono irrobustite anche tante amicizie ormai divenute “storiche” e che continuano anche una volta ritornati nella quotidianità della Città. «Io non me lo perderei mai» sintentizza con una semplicità che emoziona. E se le chiediamo a cosa proprio non potrebbe fare a meno, Elvira non ha dubbi: «Ti inseriscono negli spettacoli, nei giochi, nelle attività. Sei sempre il protagonista». Una centralità, quella rievocata da Elvira, che richiama a quella che era l’intuizione iniziale di don Italo Calabrò. La priorità è l’individuo: un’attenzione che non è sfiorita per nulla nonostante il mezzo secolo passato. Il servizio non conosce rughe: «Una settimana solare dove però non mancano i momenti in cui riflettere sulla vita: personalmente mi sono trovata sempre straordinariamente bene».

E una volta tornati a Reggio? «Ci penso sempre a Cucullaro. Lì è tutta una gioia».

Articoli Correlati

8xmille, a Reggio Calabria una firma che alimenta la speranza

C’è una risposta di prossimità nel territorio di Reggio Calabria che cammina sulle gambe della solidarietà, lontana da ogni forma di finanziamento pubblico da parte degli enti locali, è alimentata grazie alla firma dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.