Un’accoglienza umanamente calorosa

La scelta di campo dell’Ats Filoxenia, fin da quando non era stata ancora formalmente costituita, è stata quella di muoversi esclusivamente nel campo educativo nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Ma è possibile fare educazione in ambito emergenziale? È possibile fare educazione con minori stranieri che arrivano da un mondo molto differen- te dal nostro e con prospettive di vita a volte incomprensibili? Certo che è possibile: Anzi, è doveroso. La filosofia che guida il Ce.Re.So., la Casa dell’Annunziata, la Parrocchia di Cannavò e Casa Anawim è quella di offrire fin dai primi minuti di permanenza un’accoglienza altamente specializzata e umanamente calorosa che li instradi un sistema tale che ognuno di loro si senta accolto, considerato, supportato, guidato in quanto persona unica e irripetibile depositaria di diritti, ma anche resa edotta, con modi e tempi adeguati, dei doveri che il mondo dentro il quale hanno scelto di vivere e abitare gli impone e gli imporrà. Ecco quindi come in ogni struttura i ragazzi si trovano di fronte ad una giornata scandita da orari ben precisi, da attività strutturate e piccoli impegni alla stregua di una famiglia. La storia personale di ogni ragazzo è ascoltata, compresa, condivisa col ragazzo stesso al fine di poter avere quante più informazioni per attivare gli strumenti migliori per aiutarlo. Dalle attività scolastiche a quelle ludico/culturali a quelle ricreative insieme agli educatori ogni singolo ragazzo è accompagnato in un percorso educativo che lo porterà all’acquisizione di tutte quelle competenze e strategie che gli torneranno utili nel momento del distacco per passare alla fase successiva.
L’importanza di un approccio pedagogico che non sia emergenziale, ma organico, strutturato, progettato e programmato assieme e, soprattutto, condiviso con ogni singolo ragazzo è quello che crediamo sia la chiave vincente. I vari quartieri di Reggio Calabria e la Città di Bagnara Calabra sono stati coinvolti e si sono lasciati coinvolgere attivando un circolo virtuoso di relazioni. Ad ogni ragazzo ospite nelle varie strutture non si offre solo un letto e un pasto caldo, ma si è scelto di offrire un’opportunità di crescita, di confronto e di maturazione che solo un’attenta progettazione educativa può garantire. Gli educatori che espletano il servizio sono giovani professionisti del nostro territorio che credono fortemente che il cambiamento dello svantaggio si può realizzare solo responsabilizzando la persona e rendendola protagonista del proprio cambiamento, ponendosi nei suoi confronti come testimone credibile di uno stile di vita e guida sicura nei momenti di difficoltà. Esattamente come i genitori fanno con i propri figli.

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