Università: Fuci Milano, “abitare lo studio come relazione, servizio e ricerca di verità”

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“L’università resta, oggi come ieri, un luogo decisivo di crescita: non solo intellettuale, ma anche umana e spirituale. Per questo più che un semplice augurio vogliamo condividere con voi tre parole, tre passaggi di significato che possono accompagnare il nostro cammino in Università”. Lo si legge in una lunga nota della Fuci di Milano, dove la Federazione degli studenti cattolici è presente con tre gruppi e altrettante sedi. “Dal sapere al dono”, s’intitola il primo paragrafo del testo rivolto ai “colleghi” studenti. “Studiare all’università significa imparare a pensare con la propria testa. Non basta ripetere concetti e nozioni: serve la capacità di andare oltre, di mettere in dialogo saperi diversi, di porsi domande scomode”, vi si legge. “È la sottile arte del pensiero critico, che non può essere semplice scetticismo, ma è un atteggiamento capace di discernere e di scegliere con responsabilità. […] Non a caso, uno dei frutti più preziosi degli anni universitari è la capacità di dialogare. Non per avere sempre ragione, ma per imparare a camminare insieme ad altri, nel rispetto delle differenze e nella ricerca della verità”.
Più avanti ecco il titolo “Dalla competizione al servizio”: in questo contesto “come guardare da cristiani all’esperienza universitaria? La fede non toglie nulla allo studio, anzi: apre uno sguardo alternativo. Lo studio non è soltanto una gara o un titolo da conquistare, ma diventa un cammino di ricerca, un metodo per avvicinarsi alla verità. Attraverso i nostri percorsi di fede, che si sono intrecciati in università, abbiamo scoperto che, conoscere è sempre un modo per avvicinarsi al mistero del mondo e delle persone. Lo studio può così diventare preghiera silenziosa, servizio al bene comune, gesto di amore per la realtà”.
Quindi “Dalla prestazione alla relazione”: “Non possiamo nasconderlo: l’università può essere anche luogo di solitudine, ansia da prestazione, fatica a trovare il proprio posto. Sono le stesse fragilità che tanti studenti portano dentro. Per questo è importante non ridurre il percorso accademico a un esame dopo l’altro, ma custodire relazioni autentiche, coltivare passioni, non avere paura di chiedere aiuto”.
Qui il testo integrale della Fuci milanese con un invito a ritrovarsi per un comune impegno nell’università.

Fonte: Agensir
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