Avvenire di Calabria

Posticipo serale al PalaCalafiore, si scende in campo alle 20.30

Viola-Ferentino, le ultime prima del match

Federico Minniti

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Ferentino per non perdere contatto con la vetta, Viola per provare a staccare l'ultimo posto in classifica: il posticipo della nona giornata di questa serie A2 ovest regala una sfida dove i laziali hanno tutti i favori dei pronostici, ma con i reggini che hanno provato in settimana a isolare i propri atleti visti scarichi mentalmente nelle ultime tre sconfitte consecutive. Non è una prova d'appello, in casa Viola, ma perdere anche questa partita in casa (dopo Siena e Rieti), allungherebbe la scia dei malumori che circondano una squadra giovane a cui solo adesso si è relegata la dimensione della lotta-salvezza. E mettere fieno in cascina in casa, certamente, è il primo diktat di coach Paternoster: «Paradossalmente preferisco incontrare Ferentino in questo momento per noi delicato, perché sono dell’avviso che per affrontarlo sarà necessaria una grandissima prestazione da parte dei miei ragazzi». Una motivazione in più per Legion e compagni che dovranno affrontare una formazione costruita per il salto di categoria. Gilbert e Raymond sono due ottimi americani, con il secondo che ingaggerà una supersfida con Radic tra i migliori lunghi della lega. Non solo stelle e strisce: la forza di Ferentino si fonda sugli italiani di qualità ed esperienza, soprattutto su Angelone Gigli, evergreen della palla a spicchi nostrana. Con lui anche l'ottimo duo di play Imbrò e Sabbatino (ex neroarancio) e gli esterni Carnovali e Musso. Una squadra forte, allenata da un altro ex Viola, Luca Ansaloni: «Servirà mettere in campo fin da subito aggressività e concentrazione soprattutto in difesa, la Viola non sta facendo benissimo ma rimane un’ottima formazione con giocatori molto forti, in grado di punire qualsiasi disattenzione». Rispetto dell'avversario, dolci ricordi e un pizzico di pretattica di chi sa di avere una squadra nettamente più forte. Ci vorrà un mezzo-miracolo per i neroarancio, ma si sà, in queste latitudini, «non si muore mai», sempre che i ragazzi di Paternoster (osservati speciali Marulli, Fabi e Lupusor) ritrovino l'autentico spirito-Viola.

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