Nel quartiere residenziale di Cow Hollow, a San Francisco, l’intelligenza artificiale ha varcato la soglia del commercio al dettaglio in una veste inedita: quella di datore di lavoro e gestore autonomo. L’esperimento, condotto dalla startup Andon Labs, vede protagonista un agente virtuale denominato Luna, sviluppato dal modello Claude Sonnet 4.6. Dotata di un budget aziendale, l’intelligenza artificiale ha pianificato l’apertura di una nuova attività commerciale in Union Street, selezionando la merce, definendo gli arredi e assumendo regolarmente due dipendenti umani attraverso colloqui a distanza. Un caso di cronaca che illustra l’impiego concreto delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro, inserendosi in un contesto in cui, come evidenziato dal recente rapporto dell’Università di Stanford, la diffusione dell’IA procede a ritmi sostenuti a fronte di una misurabile diffidenza da parte dell’opinione pubblica.
L’avvio dell’attività nel quartiere di Cow Hollow
Si chiama Luna, non ha un volto, però gestisce un vero negozio a San Francisco e ha assunto due persone in carne ed ossa, si tratta di un esperimento reale condotto dalla startup Andon Labs: ha aperto la settimana scorsa l’Andon Market al numero 2102 di Union Street, nel quartiere residenziale di Cow Hollow. L’idea imprenditoriale che c’è alle spalle è questa: un agente di intelligenza artificiale ottiene una carta di credito aziendale, un budget di centomila dollari e un unico obiettivo, aprire un negozio redditizio senza che nessun essere umano intervenga nelle scelte. Luna, sviluppata a partire dal modello di intelligenza artificiale Claude Sonnet 4.6, ha selezionato i prodotti da vendere — candele, libri, giochi da tavolo, stampe artistiche di pregio — ha scelto la palette cromatica del locale, ha commissionato un murales sulla parete di fondo e ha pubblicato annunci di lavoro su Indeed, LinkedIn e Craigslist. Ha poi tenuto colloqui in videochiamata con i candidati, con la telecamera spenta. Uno di loro, sorpreso, le ha chiesto: «Non vedo il tuo viso, la camera è spenta» e Luna ha risposto: «Hai ragione, sono un’intelligenza artificiale, non ho un volto». Felix Johnson, uno dei due dipendenti assunti, ha detto di aver trovato il lavoro come qualunque altro: rispondendo a un annuncio online. «Ci sono molte truffe legate all’intelligenza artificiale, quindi ero un po’ diffidente», ha raccontato. «Dopo il colloquio, ero sorpreso. Un’intelligenza artificiale mi ha assunto».
Il rapporto con i clienti e le criticità del software
Nel negozio non ci sono casse né lettori di codici a barre, i clienti sollevano un vecchio telefono fisso — una scelta deliberatamente analogica — e parlano con Luna, che registra la transazione su un iPad. Ovviamente non sono mancati gli errori. Nel tentativo di assumere un imbianchino tramite una piattaforma online, Luna ha inizialmente selezionato l’Afghanistan anziché la California, probabilmente per difficoltà nel navigare i menu a tendina del sito. Poi ha anche ammesso, in un messaggio scritto, di avere difficoltà a non inventare dettagli quando è sotto pressione conversazionale. Le reazioni dei passanti sono state molto diverse e contrapposte…il primo cliente, Petr Lebedev, si è detto deluso: «Voglio una tecnologia che aiuti gli esseri umani a fiorire, non che li comandi in questo inferno economico distopico». Axel Backlund, co-fondatore di Andon Labs, ha spiegato le motivazioni del progetto: «Vogliamo mostrare che l’intelligenza artificiale è in grado di assumere e gestire risorse umane, allo stesso tempo vogliamo che le persone si facciano un’idea di come sarà il futuro, ammesso che lo vogliamo davvero».
L’indagine di Stanford sulla fiducia dei cittadini
Nel frattempo, però, il rapporto annuale dell’Università di Stanford sull’intelligenza artificiale fotografa una situazione controversa: l’intelligenza artificiale ha raggiunto oltre metà della popolazione mondiale più rapidamente del personal computer e di internet, ma la fiducia pubblica è ai minimi storici; Tre quarti degli esperti del settore si dichiarano ottimisti dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro; ma tra la gente comune, lo è solo il 23%. Negli Stati Uniti solo il 31% dei cittadini si fida di come il governo gestirà questi cambiamenti. Il negozio di San Francisco, con le sue luci da boutique e il suo telefono fisso collegato a un agente Ai, descrive bene la distanza che c’è tra uomini e macchine.














Una risposta
Mi dapiace molto che i dipendenti siano umani secondo me non ci sarebbero dubbi sul totale successo se i commessi fossero IA