Alcolici agli adolescenti, il Cereso: «Non bastano solo le sanzioni»

Per questo motivo, la reprimenda contro i locali va bene, purché sia unita a un percorso di educazione
Alcolici agli adolescenti, il Cereso: «non bastano solo le sanzioni»

Alcolici agli adolescenti, il Cereso: «non bastano solo le sanzioni». Il Centro reggino di solidarietà approfondisce il tema all’indomani della reprimenda di Questura e Tribunale per i minorenni.

Alcolici agli adolescenti, il Cereso: «non bastano solo le sanzioni»

Ritorna l’estate e ritorna il divertimento per giovani e meno giovani. Anche in tempi di pandemia, tra i ragazzini si respira la tendenza “evadere un po’” durante le notti d’estate. Così si moltiplica il consumo (e a volte anche l’abuso) di alcolici e sostanze stupefacenti.

Acquisendo i fatti di cronaca, il Cereso prova a esprimere la propria opinione nel merito. L’alcol è una sostanza ma è anche un alimento e tutti noi impariamo l’uso nelle nostre famiglie, nelle occasioni di festa di convivialità e lo leghiamo a occasioni felici della nostra vita, eppure nei nostri servizi quotidianamente incontriamo persone per cui l’alcol è sinonimo di difficoltà, devianza e dolore.


PER APPROFONDIRE | Giro di vite per i locali che vendono alcolici ai ragazzini (Leggi l’articolo)


In questa dicotomia, attraverso azioni di prevenzione, cerchiamo di aiutare gli adolescenti a sviluppare un pensiero critico verso i rischi che si corrono nell’abuso dell’alcool soprattutto in personalità e corpi ancora non perfettamente maturi. Ma gli adolescenti non possono fare tutto da soli, mentre attivano il loro processo di individuazione nel mondo hanno bisogno di adulti di riferimento, di una comunità sana che li accoglie e li aiuti a sperimentare le loro condotte.

La legge sancisce che è vietato l’uso di alcoolici ai minori ma ciò è sempre stato disatteso. Il buon senso vuole che le famiglie vigilino sui comportamenti e siano testimoni chiari di valori, ma anche a causa della pandemia, le agenzie educative, in primis la famiglia, sono tutte in crisi. Le sensazioni sono necessarie, ma non si educa soltanto con le prescrizioni. Occorre impegno e coerenza da parte di tutta la comunità educante che si assume responsabilità verso chi cresce.

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