All’Istituto Mons. A. Lanza il professore Gembillo analizza il concetto di libertà tra storia e rischi attuali

Istituto Mons A Lanza

L’impegno formativo dell’Arcidiocesi prosegue con costanza, offrendo alla cittadinanza spazi di riflessione necessari per analizzare i temi cardine della convivenza civile e della storia del pensiero. Presso l’Istituto di formazione politico sociale Mons. A. Lanza, l’attenzione si è focalizzata recentemente sulle sfumature del concetto di libertà, indagato non come dogma astratto ma nella sua concreta evoluzione storica e nelle sue attuali criticità. L’incontro ha permesso di approfondire come le odierne dinamiche economiche stiano progressivamente ridefinendo il perimetro del pensiero critico e dell’agire politico, spesso a discapito della profondità di analisi. Di seguito riportiamo la cronaca dell’evento che ha visto protagonista una voce autorevole del mondo accademico messinese.

Seguici su WhatsApp

Il profilo del relatore e il metodo della complessità

Proseguono gli incontri all’Istituto di formazione politico sociale Mons. A. Lanza dedicati ai concetti legati alla politica: il 16 gennaio 2026 il professore Giuseppe Gembillo, ordinario di storia della filosofia dell’Università di Messina, è stato invitato a relazione sul tema “libertà, il pericolo”. Il docente, presentato dal vice direttore dell’istituto Vincenzo Musolino, dirige il Centro Studi di filosofia della complessità Edgar Morin, ha fondato e dirige la rivista Complessità ed ha diretto anche il dottorato di metodologia della filosofia presso l’Ateneo messinese. Il suo approccio filosofico è definibile “neostoricismo complesso”, ossia una sintesi tra lo storicismo filosofico di Vico, Hegel e Croce e l’epistemologia della complessità di Morin.

Le radici europee e greche della libertà

Il termine libertà – ha premesso il docente – non è un concetto astratto, ma si radica storicamente e, rispetto ad altri valori universali quali la bellezza, la verità, la bontà, riguarda forse soltanto un decimo della popolazione mondiale. È difatti un concetto che ha una sua tradizione, che, secondo il filosofo tedesco Edmund Husserl, ha origine in Europa nella filosofia greca e nell’attitudine a «guardare in piena libertà il mondo», non in senso puramente conoscitivo ma anche etico. Per spiegare la nascita del libero pensiero, il docente ha ricordato che i filosofi greci sostituirono le enunciazioni di tipo dogmatico e di tipo matematico con l’invito a rendere ragione delle asserzioni, attraverso la riflessione, le discussioni e le spiegazioni e non obbedendo acriticamente a delle regole prestabili.

Il rischio del pensiero unico e la deriva economicistica

La parola libertà è invariabile sia al singolare che al plurale, ma nel primo caso assume una valenza negativa e pericolosa, se intesa come arbitrio assoluto. Si trasforma infatti nel proprio contrario nel momento in cui diventa pensiero unico. Nel corso dei secoli la libertà di pensiero è entrata in conflitto con l’ordine costituto, fino ad essere parzialmente tollerata a livello teorico a partire dal Seicento e a convertirsi poi, nella pratica, in libertà economica. Attualmente tutto sembra regolato in base al profitto economico e la stessa libertà si identifica ormai solo con l’attività economica e il libero scambio. L’idea greca di politeia e di politica intesa come interazione e compromesso tra pari individui cede il passo all’identificazione tra politica e interesse economico, che induce a scontri per l’accaparramento di risorse finite e genera conflitti.

Contro la rapidità irrazionale: l’elogio del compromesso

Purtroppo la libertà ha finito per identificarsi con un solo valore, che è quello dell’economia pura ed è prevalsa la convinzione che il criterio dell’efficienza debba essere ritenuto prioritario nell’organizzazione di uno stato, assieme alla rapidità di esecuzione. Il professore Gembillo non ha risparmiato critiche neppure al concetto di democrazia diretta, definita illiberale e irrazionale, proprio perché le decisioni rapide e istintive trascurano la riflessione e il compromesso. Siamo talmente condizionati dalle teorie economiche che c’è addirittura chi sostiene che persino pensare significhi “calcolare”; in opposizione a questa visione, il docente ha ribadito che la libertà deve tornare ad essere pensiero critico e ricerca di equilibrio dei valori, nel rispetto delle diversità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
Rischi chatbot giovani

I rischi dei chatbot per i giovani: così l'intelligenza artificiale ostacola la crescita emotiva degli adolescenti

giuseppe-valditara

Approvata la legge sull'educazione sessuale: richiesto il consenso informato genitori per i progetti extracurricolari

genitori separati

Genitori separati: il lutto della fine coniugale e l'importanza della rete ecclesiale

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email