Comune di Reggio, la sfida di Anna Briante: «Parola d’ordine, consapevolezza»

Giornalista e dirigente del Mef, il neo assessore alla “Città consapevole” da anni si occupa di sociale e pari opportunità

Dopo un tira e molla durato tre mesi, il Pd (partito del primo cittadino) è entrato a far parte della nuova giunta Falcomatà. Insieme ai riconfermati Lucia Nucera e Mimmetto Battaglia la vera sorpresa è la new entry Anna Briante. Conosciuta giornalista e dirigente del Mef, è la meno politica del terzetto dem. Nominata assessore alla Città consapevole, il sindaco le ha affidato le deleghe a istruzione, università e pari opportunità.


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Non nuova a impegnative sfide, si dice pronta anche a questa. Lo ha ribadito nell’intervista rilasciata ad Avvenire di Calabria e pubblica sul numero in edicola domenica scorsa, con il quotidiano Avvenire. Vi proponiamo qui di seguito l’intervista.

Innanzitutto, come ha accolto la nomina ad assessore?

In questo momento della mia vita, è stata per me una sorpresa. Non era certo la mia massima ambizione. L’invito ricevuto dal Pd mi ha spiazzata, ma allo stesso tempo resa orgogliosa, in quanto rivolto ad una persona fuori da giri e velleità elettorali.

Quindi ha accettato?

Sì, perché ho sentito forte la responsabilità della chiamata, nonostante questo mi ha portato a fare subito delle valutazioni personali e anche professionali. In questo momento, però, metterò al primo posto le esigenze della città.

Con quale approccio entra, quindi, in giunta?

Con l’entusiasmo che contraddistingue il mio fare quotidiano, non solo in ambito professionale, ma anche associazionistico, del volontariato, dei club service. Una realtà “viva” e presente a Reggio Calabria, pronta a supportare le istituzioni quando c’è da farlo. Insieme a questo, la voglia di dare concretezza a quel che si fa. Prima di tutto sono una cittadina che ama la sua città. Come tanti altri miei concittadini ho sempre creduto che lamentarsi non serve a nulla, ma indispensabile mettersi in gioco anche con piccole azioni quotidiane, non necessariamente spendibili nell’attività amministrativa politica.

C’è una figura di riferimento a cui si ispira?

Innanzitutto, ciascuno cittadino deve essere da esempio per l’altro, mettendo in pratica comportamenti corretti. Lo diceva sempre un grande sindaco, Italo Falcomatà: «l’esempio è la fonte del pensiero successivo». Parole che ho fatte mie e che ripropongono quando si mostra l’occasione. I reggini forse sono un poco pigri, ma dobbiamo sforzarci ad essere rispettosi dei nostri doveri, prima di pretendere i nostri diritti.


PER APPROFONDIRE: Reggio Calabria, trovata l’intesa con Falcomatà: il Pd entra nella nuova giunta. Tra gli assessori Anna Briante


L’aggettivo «consapevole», accostato al termine «città», che caratterizza il suo assessorato, sembra sintetizzare al meglio questo concetto…

La consapevolezza dovrebbe caratterizzare la nostra città, quindi i reggini sulle tante potenzialità presenti sul nostro territorio. Tantissime località del nostro Paese diventate mete ambite anche dall’estero, non hanno nulla di più di Reggio Calabria. Maturare consapevolezza su quanto si ha, certamente aiuta.

Anche per gli ambiti a cui è stata chiamata?

Certamente. Guardando in particolare ai nostri studenti, ai ragazzi, bisogna aiutarli a crescere con l’idea che questa città ha tutte le carte in regola per non farli scappare via una volta terminati gli studi. Viceversa continueremo ad alimentare l’idea che qui si vive solo di aspettative difficili da soddisfare.

In questo, quale contributo possono dare le agenzie educative della città?

L’università, ad esempio, deve riacquistare quell’appeal avuto in passato, tornando ad essere punto di riferimento non solo per i giovani reggini, ma di tutta la Calabria. Insieme a questo, va riattivato il circuito della formazione, allargandolo al mondo del lavoro.

Il suo contributo, invece, quale sarà?

Sarò completamente assorbita dalla missione a cui sono stata chiamata. Insieme a istruzione e università, le pari opportunità è un altro settore a cui tengo moltissimo. Parlare di pari significa alimentare la cultura de rispetto nei confronti dell’altro. Un’idea che deve iniziare a maturare già a partire dalla scuola primaria. Fondamentale per aiutare i nostri ragazzi ad acquisire consapevolezza sui comportamenti corretti da adottare nel relazionarsi con gli altri: coi propri coetanei, con gli adulti, con l’altro sesso.

? Ascolta l’episodio del Podcast Good Morning Calabria in cui Anna Briante parla del suo impegno.

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