Antimafia, inizia l’era Bombardieri a capo della Procura reggina

“Questo è un ufficio di grande prestigio, già guidato da magistrati importanti, ultimo in ordine di tempo l’attuale Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho. Perciò sento su di me non solo soddisfazione, ma il peso delle responsabilità “. Così il nuovo Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, dopo avere giurato dinanzi al presidente del Tribunale, Maria Grazia Arena. “Reggio Calabria – ha aggiunto Bombardieri – rappresenta ormai da tempo una trincea dove si fronteggia un’organizzazione criminale come la ’ndrangheta, la più pericolosa per le sue caratteristiche nel panorama del crimine organizzato per le sue propaggini nazionali e sovranazionali, che va contrastata con assiduità sistemica, qui e all’estero. Per parte mia continuerò a lavorare nel solco già aperto dai miei predecessori e dai colleghi della Procura per perseguire ogni forma di illegalità e contribuire al prestigio delle istituzioni, con spirito di collaborazione, senza debolezze e tentennamenti. La ’ndrangheta è un problema di tutti e non bisogna girarsi dall’altra parte all’emergere dei fenomeni. Il mio ufficio è aperto ai cittadini e a chiunque voglia seriamente liberarsi dal giogo mafioso. Com’è scritto in numerose sentenze, la ’ndrangheta condiziona la vita non solo delle istituzioni, ma anche quella privata, dei singoli cittadini, limitando concretamente i principi di libertà e di uguaglianza”. Il Procuratore aggiunto Gaetano Paci ha parlato di “giorno importante. Così come importante è potere disporre di un Procuratore con l’esperienza professionale di Giovanni Bombardieri. La sua nomina è stata approvata con voto unanime dal Csm come riconoscimento di indiscussa capacità e dedizione”. Secondo Luca Palamara, componente del Csm, “Bombardieri ha un compito di grande responsabilità in un ufficio giudiziario tra i più delicati d’Italia. Qui a Reggio c’è sete di giustizia e c’è la necessità di avere magistrati coraggiosi che sappiano sempre ricostruire la verità con le regole del diritto. Questa realtà , spesso considerata periferica, è diventata una delle realtà più difficili del Paese dove la macchina Giustizia è gestita da magistrati, giovani e meno giovani, di assoluta capacità professionale, a tutela degli interessi di tutti”.

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