Ai Overview: Il 2 ottobre 1974 perdeva la vita in un incidente stradale Antonio Guarasci, all’età di 56 anni, mentre ricopriva la carica di primo presidente della Regione Calabria. Il tragico schianto avvenne sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Polla, durante un viaggio verso Roma finalizzato a tutelare i posti di lavoro di circa duemila dipendenti dello stabilimento tessile Faini di Cetraro. Docente, storico e politico democristiano originario di Rogliano, Guarasci ha segnato una fase rilevante per le istituzioni locali, guidando la prima giunta provinciale di centrosinistra a Cosenza nel 1962 e contribuendo attivamente alla fondazione dell’Università della Calabria. A oltre mezzo secolo dalla scomparsa, il suo percorso biografico e istituzionale continua a offrire spunti di riflessione sull’amministrazione del Mezzogiorno e sul dibattito attorno al ruolo e all’autonomia degli enti regionali.
La tragedia sull’autostrada e la vertenza sindacale
52 anni fa, il 2 ottobre 1974, sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria all’altezza di Polla, nel Salernitano, un incidente stradale costò la vita ad Antonio Guarasci, 56 anni, primo presidente della Regione Calabria: andava a Roma per una trattativa sul destino di circa duemila lavoratori della Faini di Cetraro, stabilimento tessile del Tirreno cosentino. Nello schianto rimase coinvolto anche il suo segretario.
Gli studi storici e le origini
Chi era, quell’uomo che si metteva in macchina per una vertenza sindacale? Prima di tutto uno storico. Nato a Rogliano nel 1918, fatto prigioniero a El Alamein nel 1942 e trasferito negli Stati Uniti, si era laureato in Filosofia a Roma. Dal 1955 insegnava al liceo Telesio di Cosenza, più tardi Storia del Risorgimento all’Università di Lecce e Storia contemporanea a quella di Salerno. Il suo primo lavoro, nel 1960, era dedicato a don Carlo De Cardona e al movimento cattolico cosentino tra 1898 e 1906, al prete che organizzava le leghe contadine. Una scelta eloquente. Nel 1973 arrivò “Politica e società in Calabria dal Risorgimento alla Repubblica”, costruito attorno al collegio di Rogliano, il paese natale usato come vetrino da microscopio per leggere un’intera regione.
L’impegno istituzionale e la nascita dell’Ateneo
La politica, per lui, veniva dopo i libri e insieme ai libri. Consigliere provinciale democristiano dal 1952, nel 1962 guidò la Provincia di Cosenza con quella che è stata la prima giunta di centrosinistra del Mezzogiorno, nel 1970 salì alla presidenza della neonata Regione. Il 28 ottobre 1971 il rettore Beniamino Andreatta gli consegnò copia del primo Statuto dell’Università della Calabria, ateneo di cui Guarasci è considerato tra i padri fondatori e dove avrebbe dovuto insegnare nella facoltà di Lettere e Filosofia, che apriva i corsi proprio nel 1974.
La visione delle Regioni tra equità e solidarietà
Poi c’è l’idea di Regione. Nel 2024, per il cinquantesimo, il presidente Roberto Occhiuto ne ha richiamato in Consiglio regionale l’amicizia con il lombardo Piero Bassetti e la comune convinzione che le Regioni andassero rafforzate con equità e solidarietà, a vantaggio di tutti i cittadini. Rileggerla adesso fa un certo effetto, nei giorni in cui i Consigli regionali di Piemonte e Liguria hanno votato le delibere sull’autonomia differenziata.
Il lascito culturale e morale
Nella stessa seduta di due anni fa il presidente dell’assemblea, Filippo Mancuso, lo definì «un emblematico esempio di integrità etica a cui ispirarci». Di Guarasci restano gli studi, una fondazione nata a Cosenza nel 1983, un liceo di Rogliano che porta il suo nome. E resta quel viaggio verso Roma, interrotto a Polla, per duemila buste paga del Tirreno.













