Assisi e Gubbio, i seminaristi del Pio XI sulle orme di Francesco e Carlo Acutis

Dalla Chiesa di Santa Chiara al Santuario della Spogliazione fino ai luoghi francescani, i giovani del Seminario Arcivescovile vivono un’esperienza di fede che intreccia spiritualità, amicizia e scoperta interiore

Il secondo giorno del viaggio del Seminario Arcivescovile Pio XI, organizzato in collaborazione con l’associazione “Nuova Solidarietà”, si è aperto con un tempo di luce e silenzio nella Chiesa di Santa Chiara, ad Assisi. Un luogo che conserva il respiro della preghiera e la testimonianza di una donna forte e dolce, capace di rendere visibile il volto evangelico della povertà e della fiducia.

L’incontro con San Carlo Acutis

Poco dopo, il pellegrinaggio ha toccato uno dei luoghi più amati dai giovani di oggi: il Santuario della Spogliazione, dove è custodito il corpo di San Carlo Acutis. La venerazione del giovane, da poco canonizzato, è stata un momento intenso e commovente.



San Carlo parla al cuore dei ragazzi e delle nuove generazioni con la forza di un linguaggio familiare: quello della quotidianità vissuta alla luce di Dio. Nella sua esistenza semplice, scandita da studio, amicizia, sport e passione per l’informatica, ha mostrato che la santità non è un traguardo lontano, ma una possibilità reale per chiunque scelga di mettere Cristo al centro. La sua canonizzazione rappresenta un segno potente per la Chiesa: un invito a credere che la santità è giovane, contemporanea, possibile.

A Gubbio, con il lupo per riscoprire il valore della “riconciliazione”

Nel pomeriggio, il cammino è proseguito verso Gubbio, città intrisa di arte, storia e spiritualità. Tra le sue vie medievali, i seminaristi hanno potuto visitare luoghi densi di bellezza, dalle chiese romaniche ai panorami che raccontano secoli di fede, ma anche riscoprire uno dei gesti più noti e simbolici della vita di San Francesco: l’incontro con il lupo.


PER APPROFONDIRE: In cammino verso Assisi: il Seminario Pio XI nel segno della fraternità e della fede


Un episodio che, più che una leggenda, è una parabola sempre attuale di riconciliazione: l’uomo che, toccato dall’amore di Dio, diventa capace di disarmare la paura e trasformare l’ostilità in fraternità. In un mondo spesso diviso e inquieto, quell’abbraccio tra il santo e la creatura selvaggia ricorda che la pace nasce quando scegliamo di ascoltare, comprendere, e riconoscere nell’altro, anche nel “lupo”, un fratello.

Non solo un viaggio nei luoghi di Francesco, ma un percorso interiore

Tra cammino e preghiera, arte e riflessione, la giornata è stata segnata da un clima di serenità e amicizia. I volti sorridenti, le conversazioni semplici e il condividere esperienze e fatiche hanno reso il gruppo sempre più una comunità in cammino.



Così, passo dopo passo, il pellegrinaggio si sta rivelando non solo un viaggio nei luoghi di Francesco, ma anche un percorso interiore: un modo per riscoprire che la fede cresce dentro le relazioni, nella gioia di camminare insieme verso la santità.

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