Avvenire di Calabria

Nonostante i segnali di ripresa del primo semestre del 2016

Banca d’Italia: «Calabria fragile»

Francesco Bolognese

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La prognosi rimane sempre “riservata”, tanti e tali sono gli “acciacchi” che affliggono lo stivale. Tuttavia flebili speranze si accendono nel primo semestre 2016. A coglierle è un ente super partes, estremamente attendibile. La Banca d’Italia registra “segnali di ripresa che si sono estesi anche se il quadro economico rimane fragile.” La filiale di Catanzaro registra, tra le altre cose, il proseguo della “fase di lento recupero dell’attività industriale”. L’inversione di tendenza emerge “nel settore delle costruzioni. Vi hanno contribuito il ritorno alla crescita delle transazioni nel mercato immobiliare e la graduale ripartenza dei lavori pubblici. In quest’ultimo caso, tuttavia, la spinta si sarebbe attenuata nel corso dell’anno”. La disamina prosegue affermando che “l’attività dei servizi privati non finanziari resta caratterizzata da un’elevata incertezza. Nel commercio si registra una sostanziale debolezza, con l’eccezione delle vendite di mezzi di trasporto che continuano a crescere. La situazione congiunturale del mercato del lavoro è leggermente migliorata. Dopo il calo registrato nel 2015, l’occupazione in regione è tornata a crescere. L’incremento ha interessato tutti i settori, ma è stato più forte nell’agricoltura e nelle costruzioni. Il tasso di disoccupazione è lievemente sceso, ma rimane pari a circa il doppio di quello nazionale. Si è arrestato il calo dei prestiti bancari erogati alla clientela residente in regione in atto dal 2012. Tale dinamica è riconducibile principalmente al rafforzamento della crescita dei prestiti alle famiglie consumatrici, che ha beneficiato di una ripresa della domanda di finanziamenti. I depositi bancari delle famiglie sono tornati a crescere, sospinti dall’andamento delle componenti più liquide. La dinamica della liquidità detenuta dalle imprese presso il sistema bancario permane positiva”. La ricchezza di un paese, di un territorio, sono legate, tra l’altro, al volume di esportazioni. Su questo terreno si giocano presente e futuro. “L’export delle aziende calabresi ha continuato progressivamente a espandersi, anche se rimane di modesta entità. Nel primo semestre del 2016 le esportazioni di merci della regione sono aumentate a prezzi correnti del 6,1 per cento rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente, confermando la dinamica in atto dalla fine del 2014. Vi ha inciso principalmente l’incremento delle vendite all’estero dei comparti dell’agro-alimentare, dei prodotti in metallo e dei prodotti chimici, che hanno più che compensato il marcato calo delle esportazioni di macchinari. L’aumento è stato determinato soprattutto dalle vendite verso i paesi dell’Unione Europea, che sono cresciute allo stesso ritmo registrato nell’anno precedente; l’export verso il resto del mondo ha invece rallentato sensibilmente.”

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