Bertolone: «Non disinteressarsi alla partecipazione»

“Le città hanno un’anima. La festa del nostro Patrono ci offre l’occasione per smascherare le nostre zone d’ombra, sia le nostre personali sia quelle dei cittadini di Catanzaro. Il Maligno è sempre in agguato, pronto a rubare il bene che fu seminato nel nostro cuore, ad oscurare il volto luminoso di una Catanzaro che conosce e apprezza i valori scritti nel profondo della sua coscienza e che attendono di essere nuovamente messi in luce. Possiamo sperare di ritrovare davvero tali antichi valori? Saremo aiutati dalla nuova Amministrazione in questa nuova illuminazione della nostra anima, del nostro volto profondo? Non possiamo persistere in un atteggiamento di sconforto e quasi di disperazione, non possiamo disinteressarci delle forme democratiche di partecipazione”.

Lo ha detto l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Vincenzo Bertolone nella sua omelia in occasione di San Vitaliano, patrono della città e della diocesi. “La speranza – ha proseguito il presule – non può morire. Non è l’ultima dea, ma la prima. La speranza sa vedere anche in mezzo al buio e al negativo. Si spera perché s’intravvedono barlumi di futuro. Lasciamoci interrogare dalla nostra tradizione storica, culturale e turistica, nella conoscenza sempre nuova delle persone, cerchiamo assieme le soluzioni per costruire la civiltà dell’amore qui a Catanzaro ed in tutta l’arcidiocesi. San Vitaliano che ci vede riuniti aveva accettato il suo ministero come servizio e con sacrificio, sacrificò la sua persona anche a costo di ingiurie e persecuzioni, pur di tutelare il bene e la pace del suo popolo. Invita tutti ed in particolare gli amministratori a sacrificare i propri interessi, il proprio tempo, le proprie forze per il bene del popolo. Ciò aiuterà i cittadini ad un maggiore senso civico, alla compartecipazione alla vita pubblica ed al dinamismo con cui gruppi e persone distinti per cultura, appartenenza, competenze, possono concorrere a costruire la comunità cittadina di Catanzaro. Lasciamoci orientare dalla luminosa figura di san Vitaliano ed con grande senso di responsabilità cerchiamo di essere uomini e donne luminosi e illuminanti”.

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