Avvenire di Calabria

La ricercatrice esporrà il suo libro in uscita al più imporante simposio internazionale

Biennale di Venezia, ci sarà la sostenibilità di Consuelo Nava

Redazione Web

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È riconosciuta tra le più esperte ricercatrici e progettiste in Europa sui temi della sostenibilità e del futuro, considerata un’osservatrice critica e capace agente per le politiche territoriali innovative, così Consuelo Nava viene invitata due volte in eventi di Biennale e ai prossimi più importanti simposi internazionali sui temi della città del futuro, delle strategie sostenibili e delle tecnologie abilitanti per i territori resilienti e circolari. Con l’ultima curatela dell’opera inserita nella collana Recycle Italy, ed Aracne: “The Laboratory_City. Sustainable Recycle and key enabling technologies” ha un rapporto particolare di tensione e proiezione, “anche questo libro è un laboratorio, racconta tre anni e oltre di progetti ed azioni, di teorie a livello accademico che hanno avuto sperimentazione e tattiche anche con le azioni innovative di Pensando Meridiano ed i contributi dei colleghi alle esperienze – racconta la scrittrice – Al primo invito sui temi della “Convivial City” in Biennale a settembre ci saranno anche i giovani del lab PM a raccontare questo testo/progetto, “questa opera è tanto loro quanto mia, quando posso la faccio raccontare a loro.” Nei prossimi mesi Consuelo Nava, anticipata dal libro interverrà invitata come discussant e change agent, insieme a personalità ed architetti internazionali, ai migliori accademici italiani ed europei, ma incontrerà anche importanti enti e comunità, “ho prossimi mesi molto impegnativi, tra Calabria e Nord Italia e oltre. Quando sono al Sud lavoro con i giovani per riattivare territori e comunità – continua – Adesso ho Roma, Venezia, Siena, Bologna, Trento, Genova, Taranto con simposi e progetti, studi, scritture. La mia attività si è trasformata in un Atelier mobile, tra teoria e prassi, luoghi da capire, bellissimi incontri e sperimentazioni…” Alcune visioni estratte dall’ultimo progetto-studio sulla trasformazione sostenibile dell’isola Lido di Venezia, le ha condotte con il referenziato gruppo di ricerca dell’Università di Trento, guidato dai prof. M. Ricci e G. Scaglione e dice: “ Ci sono città e territori che mentre rigenerano i loro spazi urbani privati e collettivi, i loro paesaggi etc, progettano il loro futuro di nuove geografie, tecnologie, economie. Questo è il progetto Lido, con strategie intelligenti di sviluppo sostenibile, verso il 2030 ed il 2050…” E’ il lavoro che Nava presenterà in Novembre insieme ai colleghi, per il secondo invito alla sessione in Biennale del simposio Reds 4 UniverCity. Entro l’anno preparerà anche il suo ritorno a Barcellona e poi altre tappe europee, per altri progetti e studi .“Sono molto felice dei riconoscimenti e delle chiamate, mi impegnano intensamente – prosegue – Amo il Sud perché lo ritengo il miglior laboratorio di quel futuro che si può vedere con la passione delle sue comunità, ma devo confrontarmi ed imparare dalle migliori realtà europee sulle tecnologie sostenibili applicate ai territori, per questo ho necessità di conoscerle ed andare, provare a capire, contribuire al dibattito contemporaneo con la nostra esperienza”. E in merito alle ultime vicende politiche, dichiara: “Il paese sconta uno stop di almeno 15 anni; la Calabria si sta svuotando di persone, competenze e il ritardo è diventato strutturale. Le aree urbane calabresi sono storicamente ostili al cambiamento e nessun processo importante per il futuro è stato attivato, si è fermi ancora su percorsi assistiti e marginali. Vedo migliore coscienza e autonomia nelle comunità dei territori interni” e anche sulle Università del Sud, è laconica: “Le università dovrebbero nutrire i cambiamenti anticipandoli di almeno 10 anni; quelle del Sud stare nel mondo e tornare in città, in senso fisico e politico, fare ricerche che aiutino i territori e l’occupazione con percorsi di competenze vere. Lavorare sui problemi di attrattività. Spero maturi in fretta un giusto presente per la Calabria, servono azioni radicali. Il miglior modo per non lasciare per sempre il Sud, il paese, per capirlo, è andare e tornare, fare la propria parte dove richiesta ed è utile, qui ci si deve provare. Certo, finché si può…”

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