Avvenire di Calabria

Si tratta di don Umberto Lauro, don Pietro Sergi e don Leone Stelitano che si uniranno al "collegio dei saggi"

Reggio Calabria, i nuovi canonici della Cattedrale hanno preso possesso

Morrone: «La loro saggezza è un dono di Dio: attraverso questi piccoli segni, il Signore rivela la sua presenza»

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L'evento solenne si è svolto nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria - Bova. Ieri sera, infatti, si è tenuta la presa di possesso canonico dei tre nuovi Canonici del Capitolo metropolitano, nominati recentemente dall’arcivescovo Fortunato Morrone.

I nuovi canonici del Capitolo della Cattedrale di Reggio Calabria iniziano il loro servizio

Si tratta di monsignor Pietro Sergi, vicario episcopale per la Cultura e sottosegretario della Conferenza episcopale Calabra, monsignor Umberto Lauro, già parroco del Sacro Cuore a Reggio Calabria per oltre 40 anni, e monsignor Leone Stelitano, vicario foraneo della Zona pastorale di Bova.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


Durante la celebrazione eucaristica, monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova e presidente della Conferenza episcopale calabra, ha spiegato come la Chiesa reggina «è in festa per tre nuovi canonici della Cattedrale: così il "collegio di saggi" si arricchisce. La loro saggezza è un dono di Dio: attraverso questi piccoli segni, il Signore rivela la sua presenza».

«Questa Cattedrale è veramente bella e accogliente, chi entra qui si sente subito a casa: "Ecco la Chiesa che riflette la bellezza di Dio"; - ha aggiunto l'arcivescovo Morrone - quando ci lasciamo toccare dalla luce di Dio, allora ciascuno di noi risplende di luce riflessa».

Nella sua omelia l'arcivescovo metropolita ha detto: «Il nostro è un Dio che ci ama da morire e ci dice: "Io ho bisogno di te". Vogliamo essere edificati sul Signore affinché la nostra vita sia edificante, costruttiva, benedicente. Come Maria, siamo tutti chiamati ad essere grembo di Dio».

Ha concluso il presule: «Allora perché i canonici? Un tempo era "il senato del vescovo", coloro che aiutavano il pastore a prendere alcune decisioni. Con il Concilio Vaticano II, il loro ruolo rafforza il valore spirituale della Cattedrale. Non è un premio, è una responsabilità più grande per essere "casa di Dio"».


PER APPROFONDIRE: Nuove nomine di Morrone, provvedimenti per parrocchie e uffici di Curia


La presa di possesso canonico dei Canonici è avvenuta anche attraverso un segno visibile: la consegna e l’imposizione della mozzetta violacea da parte dell’arcivescovo metropolita. Alla celebrazione eucaristica erano presenti i fedeli delle parrocchie cittadine del Sacro Cuore e San Giovanni in Archi e le comunità di Palizzi e Bova, quest'ultime accompagnate anche dai rispettivi sindaci.

Articoli Correlati

cantiere sinodale reggio bova

Reggio-Bova, il “cantiere” sinodale riparte dall’esempio di Betania

«Nessuno si salva da solo», la due giorni vissuta al Soccorso restituisce argomenti per il laicato reggino. La riflessione del Segretario Consulta diocesana per le Aggregazioni Laicali sull’inizio del nuovo anno pastorale: «Gettare la maschera di discussioni e scetticismi che ci fanno camminare col freno a mano tirato».