Avvenire di Calabria

In arrivo 400 ucraini vulnerabili su due voli messi a disposizione da Caritas: lo sbarco avverrà a Roma all'inizio della prossima settimana

Caritas, tutto pronto per accogliere nuovi rifugiati ucraini in Calabria

Attesa anche in riva allo Stretto dove la Caritas locale è già a lavoro per organizzare la rete dell'accoglienza su tutto il territorio diocesano

di Redazione Web

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Caritas, tutto pronto per accogliere nuovi rifugiati ucraini in Calabria. Su scala nazionale, in arrivo 400 ucraini vulnerabili su due voli messi a disposizione dal Coordinamento nazionale: lo sbarco avverrà a Roma all'inizio della prossima settimana. Attesa anche in riva allo Stretto dove la Caritas locale è già a lavoro per organizzare la rete dell'accoglienza su tutto il territorio diocesano.

Caritas, tutto pronto per accogliere nuovi rifugiati ucraini in Calabria

Due voli umanitari della Caritas italiana per portare a Roma la prossima settimana da Varsavia 400 profughi ucraini vulnerabili. L’annuncio è stato dato dalla delegazione dell’organismo pastorale della Cei che ha concluso, nei giorni scorsi, il viaggio iniziato venerdì nei tre Stati europei più coinvolti nell’accoglienza dei profughi: Moldavia, Romania e Polonia.

Il volo in programma

Il volo è offerto da un donatore – la compagnia privata Comlux che ha già effettuato con Caritas italiana un volo umanitario portando i profughi dal Niger – che a bordo di un Boeing 787 trasferirà gratuitamente martedì 22 e mercoledì 23 marzo dalla Polonia all’Italia i profughi più fragili, quelli non in grado di affrontare un lungo viaggio in auto.

Lo status dei rifugiati in Italia

In base a un accordo pre-bellico, i rifugiati possono circolare per tre mesi con un visto equiparabile a quello turistico, ora hanno una marcia in più per integrarsi perché a breve gli verrà riconosciuto un permesso di un anno rinnovabile che gli consentirà di lavorare.


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Le parole del delegato calabrese

Abbiamo raggiunto telefonicamente don Bruno De Domenico, delegato regionale della Caritas. «Tutte le 12 diocesi calabresi hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i rifugiati in fuga dalle bombe - spiega don Bruno - eppure, al momento, l'Italia (e ancor più il Mezzogiorno) non rientra tra le mete privilegiati dai profughi che stanno scegliendo di restare nei Paesi limitrofi con la speranza di rientrare il prima possibile a casa».

Aggiunge il delegato di Caritas Calabria: «Siamo a stretto contatto col coordinamento nazionale; sono pronte canoniche, strutture diocesane e case dei religiosi». Al momento, però, l'accoglienza è gestita su base individuale e autonoma: «Questo non ci consente di avere una mappatura esatta, però un dato è certo: tante donne con bambini stanno raggiungendo la Calabria per rincongiungersi coi loro parenti che lavorano qui. E molti di loro sono già stati accolti dalle realtà ecclesiali nelle nostre diocesi».


PER APPROFONDIRE: I primi rifugiati ucraini a Reggio Calabria: lontani dagli orrori, rifiorisce la speranza


L'impegno a Reggio Calabria

La Caritas di Reggio Calabria ha già aperto, da diversi giorni, uno sportello dedicato esclusivamente all'emergenza in Ucraina. Da lunedì a venerdì mattina (tranne il mercoledì) ci si può rivolgere ai volontari per avere tutte le indicazioni necessarie per dare una mano. In queste ore, come ci conferma la direttrice, Mariangela Ambrogio, la Caritas reggina è impegnata a pianificare l'accoglienza dei rifugiati che si muoveranno in autonomia verso la punta dello Stivale.

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