”Chiamati a Dio”, Buccellato torna il libreria con Francesco – avveniredicalabria

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Il modello di san Francesco si riflette in diverse liriche che sono seguite da brevi prose in cui la figura del Santo è il faro che indica la via della fede

”Chiamati a Dio”, Buccellato torna il libreria con Francesco

Redazione Web

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Pubblicata la raccolta poetica dal titolo “Chiamati a Dio” di Don Alessandro Buccellato, con prefazione di Enzo Concardi, nella prestigiosa collana ''Alcyone 2000'', Guido Miano Editore, Milano 2021.

L'analisi. In Chiamati a Dio tutto va visto nell’ambito e nella prospettiva del fenomeno religioso, tuttavia vi è un gruppo di liriche in cui la fede è espressa direttamente e un’altra parte del libro in cui le composizioni potrebbero essere considerate anche autonome, rispetto al tema centrale, poiché sono richiami della memoria, della natura e autobiografici.

Iniziamo a penetrare il mondo spirituale di don Alessandro Buccellato con la fondamentale lirica Chi sei tu, Dio mio? (“Chi sei Tu, Dio mio? / Che io ti conosca / nella verità del Tuo mistero. / Luminoso e inafferrabile, / mostrati, / e spegni la sete della mia anima. / Che io ti conosca, / mio Dio, / e io diventi esperienza di Te”), dove la struttura monostrofica presenta anche due anafore, ma dove - oltre ovviamente al contenuto - sono i verbi attivi ad essere pregnanti ed incalzanti nel comunicare l’anelito di eterno del poeta: c’è conoscere la verità e il mistero; mostrare, ovvero l’invito a Dio a rivelarsi a lui personalmente; spegnere la sua sete dell’anima; diventare esperienza di Lui. Trovo, nell’urgente desiderio di dissetare l’anima, un parallelo agostiniano: “Tu ci hai fatti per Te, o Signore, e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te” (Sant’Agostino, Le Confessioni I, 1, 1). Altresì il verbo diventare richiama trasformazione, transitare da uno stato esistenziale e spirituale ad un altro, quindi conversione: fare esperienza di Dio è proprio del credente che non si accontenta di una adesione razionale ed intellettuale alla fede, ma desidera viverla concretamente, poiché essa è Incarnazione. Ciò racchiude la visione di Dio che, in una notte febbrile di passione religiosa, scoprì Blaise Pascal e che divenne poi la costante del suo credo: “Fuoco. Dio d’Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Non dei filosofi e dei dotti. Certezza. Certezza. Sentimento. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo...” (Blaise Pascal, Memoriale, lunedì 23 novembre 1654).

Successivo incontro nel cammino del poeta è quello dichiarato con la spiritualità francescana: il modello di Francesco si riflette in diverse liriche che sono seguite da brevi prose in cui la figura del Santo è il faro che indica la via della fede. Nascono così le cinque terzine della Ricerca di Dio, un continuo interrogarsi (con anafore temporali) sull’attesa trepida per entrare in piena sintonia con la bellezza divina, domande che non esprimono dubbi, ma la volontà di vedere il volto del Signore: e qui il poeta soffre del silenzio di Dio che - dopo averne ascoltato la voce - è un’esperienza terribile, che dovette affrontare anche Francesco d’Assisi […].

Alessandro Buccellato nasce a Genova il 21 maggio del 1966. Entra nel seminario diocesano, a Genova, nell’ottobre del 1978. Si laurea in Teologia presso la Facoltà Teologica del Seminario di Genova nel 1991. Nel maggio 1992 viene ordinato sacerdote. Consegue la Licenza in Teologia Spirituale presso l’Istituto Teresianium in Roma nel 2000. Attualmente è parroco presso il Santuario della Natività di Maria Santissima a Genova. Ha pubblicato il libro di saggistica religiosa I colori dell’anima (2009) e la silloge poetica Amore e verità (2014, in Alcyone 2000 - Quaderni di poesia e di studi letterari, n°7, G. Miano Editore).

 

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