Avvenire di Calabria

Il sacerdote reggino ha guidato per 9 anni la parrocchia di Gallico Marina

Chiesa del Carmine a Reggio Calabria, sabato si insedia il nuovo rettore: è don Antonino Vinci

La celebrazione di ingresso si terrà sabato primo febbraio

di Redazione Web

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La Chiesa del Carmine di Reggio Calabria si prepara ad accogliere il suo nuovo rettore, don Antonino Vinci, con una celebrazione di ingresso in programma giovedì 1° febbraio alle ore 17. L’evento vedrà la partecipazione di fedeli e devoti, sottolineando il forte legame della comunità con questo storico luogo di culto dedicato alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

Chiesa del Carmine, chi è il nuovo rettore

La nomina di don Antonino Vinci è stata disposta lo scorso 25 gennaio dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone. Il sacerdote succede a monsignor Antonino Iachino, che ha guidato la Rettoria del Carmine con grande dedizione.



Don Antonino Vinci, ordinato presbitero il 7 ottobre 1987, ha maturato una lunga esperienza pastorale. Fino allo scorso settembre, ha guidato la parrocchia di Santa Maria di Porto Salvo a Gallico Marina, dove è stato impegnato dal 2015. Dopo nove anni di servizio, ha lasciato l'incarico per raggiunti limiti di età, assumendo ora questo nuovo ruolo.

Un gioiello di arte e devozione

Situata nel cuore del centro storico di Reggio Calabria, la Chiesa del Carmine è non solo un luogo di culto, ma anche un importante patrimonio artistico e architettonico. La sua facciata, sobria ed elegante, è arricchita da un bassorilievo in marmo bianco raffigurante la Madonna con Bambino, che domina il portale principale. Sul lato sinistro si erge una torre campanaria a base quadrata, sormontata da un tetto conico, simbolo distintivo dell’edificio.


PER APPROFONDIRE: Reggio Calabria – Bova, tre nuove nomine dell’arcivescovo Fortunato Morrone


All’interno, spicca l’altare maggiore, uno dei capolavori della diocesi di Reggio Calabria-Bova. Realizzato nel 1787 dal messinese Paolo Rechichi, l’altare proviene dall’antica Cattedrale ed è un’opera unica per i suoi intarsi in marmi policromi, impreziositi da volute in marmo bianco. Il paliotto dell’altare, decorato con lo stemma della croce di Malta, richiama le profonde radici storiche e religiose della comunità.

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