Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 21 Agosto 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, venerdì 21 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Settimana liturgica nazionale: Catania, dal 24 al 27 agosto la 76ª edizione

Dal 24 al 27 agosto Catania ospita la 76ª Settimana liturgica nazionale, promossa dal Centro di azione liturgica (Cal) sul tema “Una Chiesa che genera. Liturgia e Iniziazione cristiana”.
L’iniziativa, ospitata dall’arcidiocesi di Catania, si inserisce nel percorso di riflessione avviato dal cammino sinodale delle Chiese in Italia sul rinnovamento dei percorsi di iniziazione cristiana. Il programma si svolge principalmente nel Seminario interdiocesano “Regina Apostolorum”. Interverranno, tra gli altri, il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, e il segretario del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, mons. Vittorio Francesco Viola.
I lavori si aprono lunedì 24 agosto alle 17 con la preghiera d’inizio nella cattedrale di Sant’Agata, presieduta da mons. Claudio Maniago, presidente del Cal e della Commissione episcopale Cei per la Liturgia, seguita alle 18 dai saluti istituzionali e dalla prolusione di Andrea Lonardo (Issr Ecclesia Mater di Roma), dal titolo “Liturgia e Iniziazione cristiana in Italia: tra attese e prospettive”. Martedì 25 agosto la giornata si apre alle 8.30 con la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Baturi, cui seguono le relazioni di Francesco Cosentino e Pierangelo Muroni e, nel pomeriggio, i lavori di gruppo nelle chiese del centro storico dedicati a famiglia, catechesi, carità e giovani. Mercoledì 26 agosto è in programma anche la visita al “Trittico agatino”: un momento che lega la Settimana liturgica alle celebrazioni per il IX centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli a Catania. Chiusura giovedì 27 agosto con la relazione “Proposte per una Chiesa generativa” di Giuliano Zanchi (Università Cattolica di Milano) e le conclusioni di mons. Maniago.
Ad animare i lavori, alcuni temi: il rilancio del Rito dell’Iniziazione cristiana degli adulti come paradigma valido anche per i percorsi dei più giovani, il rapporto tra liturgia e catechesi nel quadro del cammino sinodale delle Chiese in Italia, il ruolo della famiglia e il passaggio da una pastorale di conservazione a una pastorale capace di generare vita nuova nelle comunità. Non mancherà una riflessione sul valore dei segni e dei simboli liturgici – l’acqua, l’olio, la luce, il pane e il vino – come linguaggio attraverso cui la Chiesa trasmette la fede.
Mons. Maniago spiega che il tema scelto vuole “dare il suo contributo a costruire un nuovo modello d’Iniziazione, più conforme al tempo storico ed ecclesiale che stiamo vivendo”.
L’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, definisce l’ospitalità della Settimana “un dono che riceviamo”, sottolineando il rilievo di un appuntamento che permetterà di approfondire la necessità di un rinnovamento dell’Iniziazione cristiana capace di tenere insieme catechesi catecumenale e vita concreta delle comunità. Per il segretario del Cal, don Mauro Dibenedetto, la partecipazione alla liturgia è “il fondamento per una fede adulta”.

Ambiente: Rimini, anche Ispra e Snpa al Meeting per incontri e approfondimenti sulla salvaguardia del territorio

Anche l’Ispra e il Sistema nazionale per la protezione ambientale quest’anno da oggi al 26 agosto partecipano al Meeting per l’amicizia fra i popoli in programma alla Fiera di Rimini. Il Snpa sarà presente con uno spazio espositivo all’interno dell’area istituzionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica offrendo incontri, materiale informativo e approfondimenti sui temi della tutela ambientale, dei monitoraggi e dei controlli e della ricerca scientifica per la salvaguardia del territorio.
Lunedì 24 agosto, presso l’area talk Mase, la presidente dell’Ispra/Snpa Maria Alessandra Gallone parteciperà dalle 10,30 alle 13 alla tavola rotonda “Umanizzare l’energia: il valore pubblico e sociale delle Comunità energetiche rinnovabili” e, alle 16, alla tavola rotonda “Le aziende pubbliche dell’energia a servizio dei cittadini”. Sarà presente il ministro del Mase Gilberto Pichetto Fratin.
Il 25 agosto alle 11 è prevista la tavola rotonda “Un tuffo dove il mare è più blu: persone e azioni per la salvaguardia dei nostri ecosistemi marini”, con la presidente Maria Alessandra Gallone, il vicepresidente di Snpa Donato Ramunno e altri esponenti di spicco del Sistema nazionale della protezione dell’ambiente. Si parlerà dello stato di salute del Mediterraneo, di economia blu, protezione della biodiversità marina, balneazione, monitoraggio e controllo degli ecosistemi marini.

Giornata Onu vittime violenza religiosa: Open Doors, in aumento attacchi, rapimenti e omicidi di cristiani nell’Africa subsahariana

In occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la commemorazione delle vittime della violenza basata sulla religione o sul credo, che ricorre il 22 agosto, Open Doors richiama l’attenzione sulla crescente persecuzione contro i cristiani nell’Africa subsahariana, indicata come l’area del mondo più colpita da violenze, omicidi e rapimenti a sfondo religioso. Particolarmente preoccupante la situazione in Nigeria. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, il 12 agosto miliziani Fulani hanno attaccato l’area di Mangu, nello Stato di Plateau, a maggioranza cristiana, incendiando abitazioni e chiese. Sei giorni dopo il gruppo sarebbe tornato nel vicino villaggio di Bin Per Bwai, uccidendo almeno 24 persone durante un assalto notturno. Al centro delle preoccupazioni vi è anche il fenomeno dei sequestri. Open Doors cita il caso di Victoria, rapita insieme ad altri 33 cristiani durante le celebrazioni pasquali dello scorso aprile nello Stato di Kaduna e riuscita a fuggire il 1° agosto dopo 120 giorni di prigionia. Durante la fuga è morta una delle figlie, mentre il bambino partorito durante la detenzione non è sopravvissuto. Venti degli ostaggi rapiti nell’attacco sarebbero ancora nelle mani dei sequestratori. L’organizzazione evidenzia come gli episodi registrati in Nigeria riflettano una tendenza più ampia nell’intera regione. Secondo la World Watch List 2026, i Paesi dell’Africa subsahariana rappresentano il 93% degli omicidi di cristiani registrati a livello mondiale e il 90% dei rapimenti. Open Doors stima inoltre in almeno 16 milioni il numero dei cristiani sfollati interni nell’area, costretti ad abbandonare le proprie case a causa della violenza e dell’insicurezza. Da qui l’appello alla comunità internazionale affinché affronti con maggiore determinazione il fenomeno della persecuzione religiosa. Open Doors richiama la dichiarazione diffusa l’8 giugno dagli esperti delle Nazioni Unite sulla situazione in Nigeria e la recente risoluzione del Parlamento europeo sulla persecuzione dei cristiani nel Paese. Nell’ambito della campagna internazionale “Arise Africa”, l’organizzazione ha inoltre lanciato una petizione globale che chiede protezione, giustizia e reinserimento per le comunità vulnerabili colpite dalla violenza.

Diocesi: scambio missionario tra Vittorio Veneto e la comunità ecclesiale di Livramento 

“Una Chiesa che si incontra, si mette in cammino e, attraverso i giovani, riscopre la ricchezza della fraternità tra popoli e comunità diverse”. È il senso dello scambio missionario tra ladiocesi di Vittorio Veneto e la diocesi brasiliana di Livramento, che dal 24 agosto al 3 settembre vedrà protagonisti in diocesi un gruppo di giovani brasiliani provenienti da due parrocchie di Livramento, accompagnati da don Paolo Salatin, missionario fidei donum della diocesi, e padre Marcos Aguiar Abento. “Un’esperienza che vuole essere”, nelle parole del Centro missionario diocesano, “un vero e proprio scambio di doni: un’occasione per conoscersi, incontrarsi, condividere la fede e le esperienze delle rispettive comunità e riscoprire ciò che unisce, al di là delle distanze geografiche e culturali”. “Un’opportunità per vivere uno scambio di doni fra Chiese – sottolinea Mariagrazia Salmaso, direttrice del Centro missionario diocesano – per conoscerci, andare incontro, riscoprire la fraternità, la fede e l’umanità che ci unisce come cristiani”. L’invito del Centro missionario è rivolto a tutta la diocesi e, in particolare, spiegano da Vittorio Veneto, alle comunità delle diverse zone coinvolte più direttamente nel programma: “Siamo tutti invitati a partecipare alle messe e ai momenti di testimonianza organizzati nella zona più vicina a voi, coinvolgendo per quanto possibile i giovani del nostro territorio”.
Per il vicario generale, mons. Gianluigi Papa, l’esperienza rappresenta “un’importante occasione per vivere concretamente la dimensione sinodale della Chiesa. In un tempo ricco di tanto bene e abitato da Dio, dove però non manchiamo di soffrire i limiti posti da un insistente individualismo e da una pace minacciata – afferma – sentiamo quanto sia necessario rimanere con il cuore aperto al Padre e ai fratelli e sorelle con cui condividiamo il nostro cammino di vita e la fede ricevuta nel Battesimo. Il programma prevede numerosi momenti di preghiera, testimonianza, condivisione. L’esperienza è organizzata e accompagnata dal Centro missionario diocesano, dalla Pastorale giovanile e dalla Caritas, insieme ai numerosi collaboratori e alle comunità che ospiteranno gli appuntamenti. 

Giochi del Mediterraneo: mons. Moraglia (Venezia), “lo sport può diventare un linguaggio di pace”

“Lo sport può diventare un linguaggio di pace: non elimina le differenze, ma insegna a viverle senza trasformarle in conflitto per un bene più grande”. Lo afferma il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, membro del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, in occasione della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, che si aprono oggi a Taranto con la partecipazione di Athletica Vaticana. In un’intervista pubblicata da “La Nuova Venezia” e dalle altre testate venete del gruppo Nord Est Multimedia, Moraglia sottolinea che la presenza della Santa Sede, con quattro atleti, è “significativa” perché i Giochi mettono in dialogo “culture, etnie e appartenenze differenti”. In un Mediterraneo segnato da guerre e tensioni, possono così rappresentare “una luce di speranza”, mostrando che l’appartenenza non deve diventare “barriera e motivo di conflitto”. Il patriarca interviene anche sull’assenza di Israele: “Ogni esclusione, in ambito culturale e sportivo, non può che dispiacere”. Per Moraglia “talvolta i diktat della politica diventano muri invalicabili anche in settori nei quali sarebbe bene che la politica facesse un passo indietro”. Cultura, arte, libertà religiosa e sport, osserva, sono espressioni dell’umano che “precedono la politica” e vanno preservate dalle strumentalizzazioni. Infine il richiamo all’inclusione, anche attraverso gli atleti di seconda generazione: “Lo sport dimostra concretamente che l’inclusione non è una concessione ma è una forza”.

Papa Leone XIV a Rimini: oltre 600 volontari al lavoro. Mons. Anselmi, “Più di un evento, è un’esperienza di Chiesa”

(Rimini) È una comunità in cammino e al servizio quella che si prepara ad accogliere domani Papa Leone XIV a Rimini, 44 anni dopo la visita di san Giovanni Paolo II. In vista della visita del Pontefice, culminante nella messa delle 18.30 a piazzale Boscovich, sulla spiaggia, sono oltre 600 i volontari coinvolti nell’organizzazione dell’evento, provenienti dalle parrocchie e dalle realtà ecclesiali della diocesi, ma anche da altre diocesi italiane. “Quello che stiamo vivendo è molto più di un grande evento da organizzare: è un’esperienza di Chiesa”, afferma il vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi. “In questi mesi abbiamo visto tante persone mettere a disposizione tempo, energie, competenze e soprattutto il desiderio di servire”. Per il presule, i volontari rappresenteranno il primo volto dell’accoglienza: “Attraverso il loro sorriso, la loro disponibilità e la loro attenzione, tutta la nostra comunità accoglierà il Papa”. Accoglienza, assistenza ai pellegrini, orientamento, supporto alle persone fragili e presenza lungo il percorso della papamobile saranno alcuni dei compiti affidati ai volontari. “Il nostro compito non è soltanto far funzionare un’organizzazione complessa, ma fare in modo che ogni pellegrino si senta accolto”, spiega Paolo Amadori, responsabile dei volontari. “Un sorriso, una parola cortese, una mano tesa possono diventare il primo annuncio del Vangelo”. Tra i segni che la diocesi consegnerà a Leone XIV figura una copia anastatica del Codice Gradenighiano, preziosa copia miniata trecentesca della Divina Commedia conservata alla Biblioteca Gambalunga. Saranno inoltre utilizzate per la celebrazione le 354 stole realizzate dalla storica azienda romagnola Pascucci e ispirate al mosaico del Mausoleo di Galla Placidia e ai versi danteschi richiamati anche dal titolo del Meeting 2026, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Il Papa, a sua volta, lascerà in dono alla diocesi un calice che sarà utilizzato durante la Messa. Attese circa 25mila persone nei settori allestiti sulla spiaggia di Rimini. La visita sarà preceduta questa sera da una veglia di preghiera con i giovani nella chiesa di San Nicolò. “Papa Leone viene a confermarci nella fede e a ricordarci che non siamo soli, che apparteniamo a una Chiesa universale”, sottolinea mons. Anselmi. “Vorrei che questa giornata fosse caratterizzata soprattutto da semplicità, preghiera, gioia e fraternità”.

Terrorismo: Onu, sostenere vittime e superstiti per tutelarne diritti e dignità

Migliaia di persone innocenti continuano ogni anno a essere uccise, ferite o segnate dalla violenza terroristica. Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale del ricordo e tributo alle vittime del terrorismo, l’Onu richiama l’attenzione non solo sulla condanna degli attentati, ma soprattutto sulle conseguenze che restano nella vita delle vittime e dei superstiti. La ricorrenza, istituita dall’Assemblea generale nel 2017 con la risoluzione 72/165, vuole onorare le vittime, sostenere i sopravvissuti e promuovere la piena tutela dei loro diritti umani e delle libertà fondamentali. Per le Nazioni Unite, infatti, quando l’attenzione sull’attacco si spegne, molte vittime rischiano di essere dimenticate e di non ricevere il sostegno necessario per affrontare traumi e conseguenze a lungo termine. Servono interventi multidimensionali, sul piano fisico, psicologico, sociale e finanziario. La responsabilità primaria spetta agli Stati, mentre l’Onu sostiene i governi e le associazioni delle vittime attraverso assistenza tecnica, formazione e programmi dedicati. La Strategia globale antiterrorismo, adottata nel 2006 e periodicamente aggiornata, si fonda su 4 pilastri: affrontare le condizioni che favoriscono il terrorismo, prevenirlo e combatterlo, rafforzare le capacità degli Stati e garantire il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Dal 2019 opera inoltre il Gruppo degli amici delle vittime del terrorismo e nel 2022 si è svolto il primo Congresso globale Onu dedicato alle vittime. Un impegno che, sottolinea l’Onu, deve tradursi in solidarietà concreta, riabilitazione e reintegrazione sociale.

Consiglio d’Europa: solidarietà all’Ucraina, condanna attacco Russia. Berset: “Costruire una pace duratura”

In vista del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, il 24 agosto, il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ribadisce, con una dichiarazione, la solidarietà dell’organizzazione con l’Ucraina, uno dei suoi 46 Stati membri, e il suo continuo sostegno. “Cari ucraini, 35 anni fa avete riconquistato la vostra indipendenza”, dice Berset. “L’avete difesa ogni singolo giorno. Il Consiglio d’Europa è con voi, in questa guerra, per la giustizia, per una pace che si realizzi alle vostre condizioni”. “Dopo oltre quattro anni di guerra russa che ha devastato l’Ucraina e colpito l’intero continente, l’Ucraina, insieme al resto d’Europa, deve costruire una pace duratura. Questa è stata la logica alla base degli sforzi del Consiglio d’Europa per istituire solidi meccanismi di compensazione e per assicurare alla giustizia i responsabili”. il documento del Consiglio d’Europa. 

Difterite: Iss, “un’infezione molto contagiosa. I danni al cuore possono essere mortali. È prevenibile con un vaccino, sicuro ed efficace”

“La difterite è un’infezione molto contagiosa causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae e, in misura molto minore, da Corynebacterium ulcerans. Pur localizzandosi nel naso, nelle tonsille, nell’ugola, l’infezione può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina difterica che i batteri producono e che si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi danni a organi vitali. Mentre i batteri rimangono localizzati nella sede dell’infezione, la tossina difterica che producono si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi lesioni al cuore, al fegato, ai reni, alle ghiandole surrenali e al sistema nervoso periferico. Anche se l’infezione viene curata, i danni provocati al cuore possono essere causa di morte”. Lo ricorda il Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), dopo la morte di una bambina di 4 anni per difterite a Palermo. La piccola non era vaccinata.
“I sintomi della difterite in genere si manifestano da 2 a 5 giorni dopo l’infezione e possono includere: membrana grigio biancastra che copre la gola e le tonsille, mal di gola e raucedine, ghiandole gonfie (linfonodi ingrossati) nel collo, difficoltà nella respirazione e respiro accelerato, secrezione dal naso, febbre e brividi, grave stato di stanchezza generale”.
Le persone a maggior rischio di contrarre la difterite sono “bambini e adulti non vaccinati o che non abbiano vaccinazioni aggiornate, persone non vaccinate in viaggio in zone in cui la difterite è endemica, ad esempio Sud-Est asiatico, Africa, Brasile; in Italia e in Europa in generale, i casi di difterite sono molto rari”.
La difterite è “prevenibile con un vaccino, sicuro ed efficace”. “Il calendario vaccinale prevede la vaccinazione dei bambini nel primo anno di vita (ciclo di base a 3 dosi), utilizzando un vaccino combinato anche contro tetano e pertosse (DTaP pediatrico) e somministrato assieme a quelli contro l’epatite B, l’Haemophylus influenzae di tipo b, la polio (vaccino esavalente) – spiega l’Iss -. È previsto un richiamo nel sesto e nel dodicesimo anno di vita. Successivamente è raccomandato un richiamo ogni 10 anni con la formulazione trivalente antidifterica, antitetanica, antipertosse per adulti (dTap). La vaccinazione dTap è raccomandata alle donne ad ogni gravidanza, anche se sono state già vaccinate o sono in regola con i richiami decennali”.
Il Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss precisa: “La presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo è stata estensivamente studiata e ben 57 studi hanno escluso una correlazione”.

Libertà di religione: memoria vittime per ragione di fede. Kallas (Ue), valore universale da proteggere

“Tutti gli esseri umani hanno diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione o di credo, come sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Eppure, quasi due terzi della popolazione mondiale vive in Paesi in cui si verificano gravi abusi e violazioni di questo diritto. Milioni di persone soffrono quotidianamente a causa di intolleranza, discriminazione, odio, ostilità e violenza per la loro religione o il loro credo, reale o percepito, o per la loro mancanza di religione o credo. Molti pagano con la vita”. Lo si legge in una nota Ue, firmata dall’Alto rappresentante Kaja Kallas, in occasione della Giornata internazionale in memoria delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo. “L’Unione europea trae ispirazione dal patrimonio culturale, religioso e umanistico dell’Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona umana. L’Unione e i suoi Stati membri promuovono il diritto alla libertà di religione o di credo per tutti, ovunque. Ci impegniamo costantemente a difendere questo diritto, sia a livello nazionale che internazionale, insieme alla società civile, comprese chiese, associazioni o comunità religiose, organizzazioni filosofiche e non confessionali, e ai nostri partner internazionali”.
“In seno all’Unione, le nostre politiche includono iniziative specifiche per combattere l’antisemitismo e l’odio anti-musulmano, che condanniamo fermamente ovunque si manifestino, così come la discriminazione e la violenza contro i cristiani e i membri di altre comunità religiose. A livello internazionale, siamo proattivi in ​​seno alle Nazioni Unite, proponendo risoluzioni sul diritto alla libertà di religione o di credo e sostenendo il lavoro dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani in questo ambito”.
“In questa giornata internazionale, rendiamo omaggio alle vittime di discriminazione, ostilità o violenza per aver scelto, cambiato o abbandonato liberamente una religione o un credo, per appartenere a una comunità religiosa o per essere percepite come parte di essa, o per non avere alcuna religione o credo. Chiediamo a tutti gli Stati di agire contro la discriminazione e la violenza basate sulla religione o sul credo e di rispettare, proteggere e realizzare questo diritto umano. Ciò implica anche non criminalizzare l’apostasia né abusare delle leggi sulla blasfemia. Finché la discriminazione e la violenza persisteranno, abbiamo la responsabilità di impegnarci in modo costruttivo e di continuare a lavorare attivamente per un mondo in cui la libertà, il rispetto, la tolleranza e la pace per le persone di tutte le religioni e credenze non siano più un’eccezione, ma la norma”.

Ue: ribadita la solidarietà all’Ucraina. Dall’invasione russa 220 miliardi a Kiev

“Il 24 agosto 2026 ricorrerà il 35° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina. Questa ricorrenza incarna il coraggio, la resistenza e la resilienza degli ucraini di fronte alla continua e brutale guerra di aggressione della Russia. Simboleggia inoltre l’aspirazione a essere un Paese democratico ed europeo”. Alla vigilia della Festa dell’Indipendenza, la Commissione europea ribadisce la sua “incrollabile solidarietà e il suo impegno a favore della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. “Continuiamo a sostenere l’Ucraina nel perseguire una pace globale, giusta e duratura e nel suo percorso europeo”, si legge in una nota. “Negli ultimi mesi, l’Ue ha garantito i primi versamenti nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro per sostenere le capacità di difesa e la ricostruzione del Paese. L’Ue ha inoltre adottato il 21° pacchetto di sanzioni” contro la Russia. Nel luglio 2026, la presidente Ursula von der Leyen ha visitato Kiev, inaugurando un nuovo partenariato industriale nel settore della difesa. “L’Ue è in prima linea negli sforzi per garantire la ripresa e gli investimenti a lungo termine nell’economia ucraina”. Dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel febbraio 2022, l’Ue e i suoi Stati membri hanno mobilitato un totale di 220,2 miliardi di euro in aiuti umanitari, finanziari e militari all’Ucraina e al suo popolo. 

Meeting di Rimini: Giovanni Paolo II, la prima volta di un Papa in Fiera nei ricordi di Emilia Guarnieri

“Fin dall’inizio, la storia del Meeting si è incontrata con i Papi. La prima edizione del Meeting è del 1980, ma l’idea prende forma alla fine dell’estate del 1979, quando era Papa Giovanni Paolo II, eletto il 16 ottobre 1978. Noi eravamo un gruppo di amici di Rimini, ‘appassionati alla vita’, come disse don Giussani, con un impeto a rendere presente l’esperienza cristiana incontrata. Quegli anni furono un tempo anche per noi segnato dalla presenza di quel Papa ‘venuto da lontano’, ma così vicino. Seguivamo i rapporti che crescevano tra lui e don Giussani. E ne eravamo affascinati”. La testimonianza è di Emilia Guarnieri, storica presidente della kermesse riminese, affidata al .
“Già con le prime due edizioni, il Meeting cominciava a essere conosciuto. E i rapporti crescevano. Ma mai avremmo pensato di invitare il Papa al Meeting. Ci pensò lui. Era l’estate del 1982. Giovanni Paolo II doveva recarsi in Polonia, ma le condizioni politiche glielo impedirono. Così decise di venire al Meeting. A metà giugno la notizia, con una telefonata del Vaticano al vescovo di Rimini. E il 29 agosto, alle 14, il Papa arriva in Fiera. Visita le mostre, gli stand, incontra i volontari. Giunge poi in salone. Qui l’intervento, i canti, la consegna: ‘Costruite, senza stancarvi mai, la civiltà della verità e dell’amore’. E la risposta a una domanda che gli avevamo rivolto: ‘Voi, con questo Meeting, date espressione al vostro movimento, cercate di esprimere il carattere proprio, la missione propria della Chiesa, che è sempre una missione storica, benché trascendente, benché divina. È storica, storica del nostro tempo. [] Voi intendete incarnare quest’opera della salvezza, farla presente tra gli uomini’”.
Il rapporto con Giovanni Paolo divenne stabile, sottolinea poi Guarnieri. “Il suo messaggio arrivava ogni anno. Nell’estate del ’91 alcuni di noi furono invitati a Castelgandolfo per la messa e la colazione. Fu in quell’occasione che, riconoscendo l’originalità del Meeting, il Papa coniò quella formula: ‘Voi fate una cultura di frontiera’”.

Giovani: Opera La Pira, l’educazione come cura, giovani di 14 Paesi insieme per crescere

Anche quest’anno I giovani dell’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira si sono ritrovati, fino a ieri, a Castiglione della Pescaia (Toscana) per il loro incontro annuale dall’Angola, Egitto, Etiopia, Iraq, Israele, Libano, Malta, Palestina, Russia, Spagna, Siria, Tunisia, Ucraina e Stati Uniti sul tema”Edu-Care”. I giovani si sono confrontati sul tema dell’educazione e hanno cercato di guardarsi l’un l’altro “come esseri umani, al di là di ogni etichetta. Ognuno di noi – si legge nel documento finale – ha portato con sé il proprio bagaglio educativo – culture, background, esperienze personali e spiritualità – offrendolo agli altri e arricchendo la comunità. Non possiamo dire di esserci riusciti pienamente in ogni circostanza a causa dei molti elementi che ci hanno frenato. Possiamo tuttavia affermare, e desideriamo testimoniarlo, che ci siamo impegnati a fare del nostro meglio in questo cammino educativo così unico ed impegnativo”. Tutte “le nostre interazioni hanno spinto ciascuno di noi a guardare con occhio critico al proprio percorso educativo individuale e a ripensare il concetto stesso di educazione attraverso uno sguardo più ampio ed inclusivo”. Per i giovani la “nostra” crescita “non può esaurirsi in un approccio strettamente individuale ma deve inserirsi in una dimensione sociale: è solo attraverso l’interazione reciproca che ciascuno può progredire e aiutare gli altri a fare altrettanto”. In questo modo hanno cercato di costruire il “nostro ‘pozzo educativo’ che non rappresenta solo una riserva d’acqua, ma una risorsa comune da cui chiunque può attingere”. Il confronto – evidenziano nel comunicato – “non ha mai avuto lo scopo di convincere l’altro o di lasciarsi convincere: è sempre stato un confronto volto ad ampliare i propri orizzonti e a rendere possibile la comprensione dei punti di vista altrui. Solo in questo modo la diversità può diventare davvero un valore che arricchisce le nostre vite e un’opportunità per costruire ponti, superando barriere e pregiudizi”. I giovani partecipanti al campo internazionale sono “consapevoli che il nostro cammino educativo presenti delle difficoltà e non abbiamo la presunzione di risolvere i conflitti, quanto piuttosto quella di offrire occasioni quotidiane per cambiamenti concreti”. Questo deve “spingere ciascuno di noi, una volta tornato alla vita di tutti i giorni, a creare spazi d’incontro, grandi o piccoli, fisici o digitali. Questi luoghi saranno teatro di confronto tra persone diverse, per continuare a vivere l’unità e la diversità che abbiamo sperimentato” durante il corso.

Giovani: Opera La Pira, l’educazione come ponte tra mondi e fedi diverse

“Siamo giovani appartenenti a fedi diverse: cristiani – cattolici e ortodossi – musulmani, ebrei e drusi, e ci siamo riuniti per confrontarsi su come e perché l’educazione tocchi così da vicino e nel profondo la vita di ognuno”. Lo scrivono nel documento finale i giovani che anche quest’anno si sono ritrovati, fino a ieri, a Castiglione della Pescaia (Toscana) per il loro incontro annuale dall’Angola, Egitto, Etiopia, Iraq, Israele, Libano, Malta, Palestina, Russia, Spagna,
Siria, Tunisia, Ucraina e Stati Uniti sul tema”Edu-Care”. Il titolo stesso dell’incontro – promosso dall’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira – ha messo in primo piano “la nostra sfida più grande: il nostro focus non si limita all’istruzione formale, ma abbraccia la dimensione umana e della cura che è insita in ogni percorso educativo”. Durante i giorni del Campo – si legge nel documento diffuso oggi – “abbiamo vissuto l’EDU-Care nella nostra quotidianità, sforzandoci di costruire una comunità accogliente e solidale, condividendo gli spazi comuni, dalle camerate fino al sedere l’uno accanto all’altro a tavola”. Inizialmente questa “convivenza è stata percepita da molti partecipanti come una sfida ma, con il passare dei giorni, abbiamo iniziato a prenderci sempre più cura gli uni degli altri, riuscendo così ad oltrepassare l’ostacolo e sperimentare la ricchezza di un’esperienza così condivisa. Superare le barriere linguistiche e i conflitti tuttora in corso nei nostri paesi d’origine è stata un’altra sfida cruciale del nostro percorso”.

Domiciliari per tossicodipendenti: Squillaci (Fict), “la comunità non è un luogo dove trasferire la pena, ma di cura e di responsabilizzazione”

La Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict Ets) – in occasione dell’entrata in vigore oggi della nuova norma sulla detenzione domiciliare per il recupero delle persone tossicodipendenti e alcoldipendenti – ribadisce che le comunità terapeutiche non sono una semplice alternativa al carcere, ma servizi sanitari accreditati nei quali si realizzano percorsi terapeutici e riabilitativi orientati al recupero dell’autonomia e al reinserimento sociale. “La comunità non è un luogo dove trasferire la pena. È un luogo di cura e di responsabilizzazione”, spiega il presidente della Fict, Luciano Squillaci. “Per questo è fondamentale che la riforma mantenga pienamente la propria natura terapeutica e che i percorsi siano costruiti con competenza e responsabilità”.
Da oltre trent’anni la Fict Ets collabora con il Servizio sanitario nazionale, la magistratura e l’amministrazione penitenziaria “Quando diciamo che ogni giorno di carcere in più, laddove sia possibile e appropriato un vero percorso terapeutico, rischia di essere un giorno perduto, non contrapponiamo la cura alla sicurezza”, precisa Squillaci. “Dobbiamo utilizzare quel tempo per curare, responsabilizzare e creare le condizioni perché una persona non torni a commettere reati. Ridurre la recidiva è uno degli obiettivi più concreti di una politica della sicurezza”.
La Fict Ets auspica ora una rapida e seria attuazione della riforma, accompagnata da adeguati investimenti nella rete dei servizi territoriali e delle comunità terapeutiche.
“Le comunità sono pronte a fare la propria parte”, conclude Squillaci, “nella consapevolezza che cura, responsabilità, reinserimento e sicurezza appartengono alla stessa sfida: restituire alla società persone capaci di ricostruire la propria vita senza dipendenze e senza reati”.

Domiciliari per tossicodipendenti: Squillaci (Fict), “una riforma seria che tiene insieme cura, responsabilità e sicurezza”

La Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict Ets), che riunisce oltre 600 servizi attivi in tutta Italia nell’ambito delle dipendenze e dell’inclusione sociale, ribadisce il proprio apprezzamento per la riforma in materia di detenzione domiciliare per il recupero delle persone tossicodipendenti e alcoldipendenti, in occasione dell’entrata in vigore, oggi, della nuova norma.
“Questa riforma affronta una questione che conosciamo da molti anni: come coniugare la responsabilità per il reato commesso con la necessità di intervenire sulla condizione di dipendenza”, dichiara Luciano Squillaci, presidente della Fict Ets. “Non esiste una contrapposizione tra cura e sicurezza. Una politica seria sulle dipendenze deve perseguirle entrambe, perché affrontare la condizione che alimenta comportamenti problematici significa anche ridurre il rischio che questi comportamenti si ripetano”.
Per la Fict Ets, la riforma offre, laddove ricorrano le condizioni previste, la possibilità di coniugare l’esecuzione della pena con un concreto percorso di cura e recupero. “Non parliamo di automatismi né di scorciatoie”, prosegue Squillaci. “Le condizioni di dipendenza devono essere accertate e i programmi terapeutici devono essere appropriati. La responsabilità per ciò che si è commesso non viene meno: può diventare, attraverso un percorso di cura, un’occasione concreta di cambiamento”.
“Leggiamo che da più parti si manifesta preoccupazione per la possibilità che la nuova norma possa favorire le consorterie criminali. La possibilità di un uso strumentale della dipendenza è una questione che non va certo sottovalutata”, sottolinea Squillaci. “La risposta, però, non può essere rinunciare alla cura delle persone che abbiano realmente problemi di dipendenza e che intendano intraprendere un percorso di recupero. Al contrario, occorre invece rendere serio e rigoroso il percorso attraverso il quale una persona viene presa in carico. La cura della dipendenza non è un vantaggio per la criminalità: quando è reale ed efficace, significa sottrarre una persona alla propria vulnerabilità e ai circuiti che possono alimentarla. I dati dimostrano in modo inequivocabile che i percorsi di cura alternativi al carcere incidono fortemente sul rischio di recidiva”.

Meeting Rimini: l’Università Cattolica presente con docenti, studenti e iniziative culturali

(Rimini) L’Università Cattolica del Sacro Cuore è presente anche quest’anno al Meeting di Rimini che si apre oggi (fino al 26 agosto) con docenti, studenti, iniziative culturali e uno spazio espositivo dedicato al Piano Strategico 2026-2028, intitolato “Una comunità di impatto aperta al mondo”. Tra gli appuntamenti principali, domenica 23 agosto alle ore 17, il Rettore Elena Beccalli parteciperà al dibattito “Per una giovane Italia. Idee ed esperienze contro lo scontento dei giovani”, insieme alla scrittrice Sara Ciafardoni e a Riccardo Pedicone, presidente dell’Associazione culturale Noce. Modererà il poeta Davide Rondoni. Al centro del confronto, le sfide poste dall’inverno demografico e la necessità di offrire alle nuove generazioni opportunità culturali e professionali adeguate alle loro aspettative. L’Ateneo sarà inoltre protagonista con numerosi docenti coinvolti negli incontri del Meeting. Tra i temi in agenda: scuola e formazione, uso degli smartphone tra i giovani, dialogo interreligioso, informazione e infanzia, competitività e sostenibilità delle imprese europee, speranza nei contesti segnati dai conflitti e riflessione sul realismo cristiano nelle relazioni tra Stati. Particolarmente significativo l’incontro “Una speranza nel tempo dei conflitti”, in programma lunedì 24 agosto alle ore 17. Coordinati da Letizia Bardazzi, interverranno il professor Adriano Dell’Asta, il card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, e mons. Paolo Martinelli, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, per una riflessione sulle vie della speranza e del dialogo in un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali. Per l’occasione è stato allestito uno stand di 63 mq che racconterà storia, valori, campus e offerta formativa dell’Università attraverso immagini, dati e contenuti multimediali. Accanto allo stand sarà ospitata la mostra “Un’opera destinata al progresso della vita”, dedicata alle madri costituenti Laura Bianchini, Filomena Delli Castelli e Nilde Iotti, tutte laureate dell’Università Cattolica. L’iniziativa, realizzata nell’80° anniversario della Repubblica, sarà accompagnata dal volume Donne e Costituente edito da Vita e Pensiero. L’Università Cattolica contribuirà infine ad alcune delle principali mostre della manifestazione, tra cui “Libano: la bellezza, le ferite, la speranza” e “Søren Kierkegaard: l’amore, la nascita, il silenzio, la gioia”.

Ue: memoria vittime di tutti i regimi totalitari. “Monito a costruire un’Europa di pace, giustizia e solidarietà”

In vista della Giornata europea della memoria delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, che si celebra il 23 agosto, la vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, e il commissario per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto, Michael McGrath, hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Il 23 agosto commemoriamo l’anniversario del Patto Molotov-Ribbentrop, firmato nel 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica. Quel patto, e la guerra e la devastazione che ne seguirono, causarono sofferenze intollerabili a milioni di persone in tutta Europa e oltre. Gli anni successivi furono segnati da occupazione, repressione, deportazione e violenza su vasta scala”. La dichiarazione prosegue così: “Oggi onoriamo la memoria di tutti coloro che hanno sofferto sotto regimi totalitari e autoritari. Il dolore, le sofferenze patite dalle vittime, dai sopravvissuti e dalle loro famiglie riecheggiano attraverso le generazioni. Ogni Paese dell’Ue ospita oggi una generazione cresciuta libera dalla tirannia e dall’oppressione. Per molti, libertà, democrazia e pace possono sembrare scontate, ma non lo sono. Sono state conquistate grazie a straordinario coraggio, sacrificio, resistenza e resilienza, e non devono mai essere date per scontate”. Quindi: “Ricordare il passato non è solo un dovere verso coloro che ci hanno preceduto, ma anche una responsabilità verso le generazioni future”.
Il testo si chiude così: “Questa giornata è un solenne monito sulle conseguenze dell’odio, dell’intolleranza e della negazione della dignità umana. Ci invita a rimanere vigili nella difesa dei valori su cui si fonda l’Unione europea: rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto e diritti fondamentali. Preservando la memoria del passato, riaffermiamo il nostro impegno per un’Europa costruita sulla pace, la giustizia e la solidarietà”.

Ebola in R. D. Congo: Save the Children, “quasi due bambini al giorno rimangono orfani”

Almeno 180 bambini – una media di quasi due al giorno – hanno perso entrambi i genitori o i caregiver principali a causa dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) da quando il 15 maggio, 100 giorni fa, è stata dichiarata l’epidemia del virus letale. La maggior parte di loro è attualmente assistita da parenti o ospitata in strutture di accoglienza statali, in attesa di trovare soluzioni di collocamento familiare a lungo termine. I bambini stanno subendo alcune delle conseguenze più devastanti e durature dell’epidemia più letale mai registrata nella RDC. Lo ha reso noto Save the Children. Altri 114 minori, tra cui 61 maschi e 53 femmine, risultano attualmente separati dai genitori e vengono assistiti da organizzazioni umanitarie e familiari, mentre i genitori ricevono le cure per l’Ebola.
Save the Children mette in guardia dal rischio che i bambini rimasti orfani, separati dai familiari o da chi si prende cura, corrono di cadere nelle reti della tratta di esseri umani, sfruttamento sessuale, violenza fisica, reclutamento forzato da parte di gruppi armati. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, ad oggi sono stati segnalati oltre 4.945 casi di Ebola e 2.325 decessi. È stata confermata la malattia in almeno 800 minori, con oltre 357 decessi infantili, equivalente a oltre il 32% del totale dei decessi confermati (1.124) registrati al 5 agosto, data a cui risalgono gli ultimi dati disponibili del Ministero della Salute suddivisi per fascia d’età, ma è probabile che il numero reale sia più elevato.
Save the Children sta collaborando con il governo e i partner nella provincia dell’Ituri per creare spazi sicuri – denominati “Centri di osservazione e assistenza” – destinati ai bambini i cui genitori o caregiver sono attualmente in cura per l’Ebola e non dispongono di soluzioni di assistenza familiare alternative. Queste strutture accoglieranno i minori a tempo pieno mentre i genitori ricevono le cure presso il Centro di trattamento per l’Ebola situato nello stesso complesso. Durante il periodo di sorveglianza di 21 giorni, i bambini dormiranno, mangeranno, vivranno e riceveranno supporto psicologico in un ambiente sicuro.
“Dietro ogni statistica c’è un bambino il cui mondo è stato stravolto”, dice Emmanuel Kalinde, Responsabile della protezione dei minori in Ituri. “ Il nostro compito è garantire che nessun bambino venga lasciato indietro. Con il giusto sostegno, possono iniziare a guarire e a ritrovare la speranza”.

Senza dimora trovato senza vita a Caserta: mons. Lagnese (vescovo), “questa morte deve interrogare tutti e scuotere le nostre coscienze”

“Ho appreso con profondo dolore e grande turbamento la notizia di un uomo senza dimora, di nazionalità algerina, trovato privo di vita nella nostra città, in un luogo che era diventato il suo precario rifugio: i portici di piazza IV Novembre, proprio all’esterno del ‘Campo Laudato si’ Caserta’”. Lo afferma mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, in una nota.
“Dietro la definizione di ‘cittadino straniero’ – ricorda il presule – c’è una persona, una vita, una storia, un volto. C’è un fratello. E, per noi cristiani, a quell’uomo ancora senza nome, possiamo dare un nome che ci interpella profondamente: lo stesso di Gesù di Nazareth che ci ha detto: ‘Ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e non mi avete visitato’ (cfr. Mt 25,43)”.
Per mons. Lagnese, “questa morte deve interrogare tutti: la comunità cristiana, le istituzioni, il mondo del volontariato e ciascun cittadino. Ci chiede di non abituarci mai alla sofferenza che incontriamo nelle nostre strade, di non diventare indifferenti dinanzi alla solitudine, alla povertà e all’emarginazione”.
Il presule ringrazia “quanti, spesso nel silenzio, ogni giorno si prendono cura delle persone più fragili e di coloro che vivono senza una casa”; ringrazia “in particolare la nostra Caritas, che sta seguendo questa dolorosa vicenda e si sta adoperando affinché al nostro fratello possa essere assicurata una degna sepoltura. Quanto accaduto ci dice, però, che dobbiamo fare ancora di più, insieme, perché nessuno possa sentirsi invisibile, dimenticato o solo”.
“Affido al Signore questo nostro fratello e prego perché la sua morte scuota le nostre coscienze e ci renda più capaci di riconoscere, accogliere e custodire Cristo presente in ogni persona ferita”.

Migranti: ResQ e Tom, da domani missione congiunta nel Mediterraneo

ResQ – People Saving People torna nel Mediterraneo grazie alla collaborazione con “Tom – Tutti gli occhi sul Mediterraneo, il progetto promosso da Arci, SailingFor Blue LAB e Sheep Italia per costruire una piattaforma di attivazione sociale della società civile a difesa dei diritti umani nel Mediterraneo. Il 22 agosto partirà da Lampedusa la prima missione congiunta, che proseguirà fino al 31 agosto.
A bordo della Nihayet Garganey VI saranno presenti oltre all’equipaggio operativo di Tom due membri di ResQ: il responsabile delle attività in mare e un medico.
La collaborazione nasce dalla volontà comune di mantenere una presenza civile nel Mediterraneo, continuando a osservare, documentare e testimoniare ciò che accade lungo una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.
La missione arriva dopo che il ciclone Harry ha gravemente danneggiato la ResQ People, costringendo ResQ a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso. L’organizzazione ha quindi lanciato la campagna “Insieme torniamo in mare”, con l’obiettivo di raccogliere le risorse necessarie per acquistare e allestire una nuova nave e riportare nel Mediterraneo un presidio civile stabile.
“Il ciclone Harry ha fermato la nostra nave, ma non il nostro impegno. La collaborazione con Tom ci permette di tornare in mare subito, mettendo a disposizione le nostre competenze e continuando a fare la nostra parte”, spiega Luciano Scalettari, cofondatore e presidente di ResQ – People Saving People. “È un esempio concreto di ciò che può fare la società civile quando si mette in rete: strumenti, persone e responsabilità per costruire ciò di cui c’è bisogno. Nel frattempo, continuiamo a lavorare per l’obiettivo di ‘Insieme torniamo in mare’, per dotarci di una nuova nave e dare continuità al nostro impegno”.
“Nel Mediterraneo non può esserci un vuoto di presenza civile. Quando una realtà della flotta civile è costretta a fermarsi, la risposta non può che essere mettere in comune risorse, competenze ed energie”, dichiara Erasmo Palazzotto, coordinatore del progetto Tom. “Per questo siamo felici di poter accogliere a bordo di Tom le competenze e l’esperienza di ResQ e di inaugurare insieme a questa prima missione un percorso comune per difendere il diritto e i diritti nel Mediterraneo”.
La missione del 22 agosto inaugura una collaborazione che nasce dalla volontà comune di mantenere gli occhi sul Mediterraneo e di continuare a lavorare perché in mare e sulla terraferma siano riaffermati i principi di solidarietà, umanità e rispetto dei diritti umani.

Terremoto in Colombia: Suárez (Banco alimentare) al Sir, “in città almeno 500 abitazioni costruite su palafitte sono crollate, abbiamo ricevuto finora 250 tonnellate di aiuti”

“Proprio le case più povere, che nella maggior parte dei casi sono su palafitte, sono state quelle che hanno subito i danni maggiori, sono state distrutte. Credo che il bilancio non sia ancora definitivo. Stiamo aspettando i dati definitivi dal Comune. Ma riteniamo che si superino le 500 abitazioni crollate, che sono su palafitte, molte altre sono inagibili”. Un nuovo allarme, a una decina di giorni dal terremoto che ha colpito la Colombia occidentale, arriva al Sir da Sonia Suárez, direttrice del Banco alimentare della diocesi di Buenaventura, la maggiore città portuale del Paese, a grande concentrazione di popolazione povera e afrodiscendente. “Per quanto riguarda la situazione umanitaria, la diocesi di Buenaventura dispone del Bando diocesano alimentare – prosegue Suárez – e da qui abbiamo ricevuto gli aiuti provenienti da tutto il Paese. Il Banco è stato il più grande punto di raccolta, attraverso l’attività dell’associazione Abaco, che coordina i Banchi alimentari di tutto il Paese. A oggi, abbiamo già ricevuto oltre 250 tonnellate di aiuti umanitari, tra generi alimentari, beni non alimentari, cibo per animali domestici, ma anche coperte, materassini, cuscini e vestiti per soddisfare i bisogni primari e fondamentali della popolazione più colpita”.
Ma i problemi ancora irrisolti sono davvero moltissimi: “Innanzitutto la ricostruzione di tante abitazioni, non solo quelle su palafitte che sicuramente richiederanno un reinsediamento, ma anche le case in cemento, molte delle quali sono state danneggiate. In poche parole, questo evento ci ha cambiato la vita. Per quanto riguarda il nostro modo di vivere, stiamo ancora cercando di riprenderci, perché la città non è tornata alla normalità, né lo farà. Ci sono ancora troppi luoghi crollati. Questo terremoto qui nella nostra città portuale ha causato più di 20 vittime, probabilmente una trentina. Ci sono centinaia di feriti e in città c’è un solo ospedale, oggi sovraffollato. Dal punto di vista sanitario, l’impatto è grave in tutta la regione, anche a Cali, la città capoluogo, varie cliniche sono state danneggiate”. Conclude Suárez: “Noi, come Banco Alimentare, stiamo accanto alle famiglie, ascoltando anche le loro sofferenze, non solo forniamo loro cibo, coperte, provviste e generi alimentari, dato che le conosciamo bene, sono le famiglie con cui lavoriamo da quasi 7 anni. Il nostro compito è quello di essere solidali, ascoltare, abbracciare, perché c’è molta paura, timore, specie tra i bambini, che pure non hanno le parole per esprimere i loro sentimenti”.

Diocesi: Fano, domani il pellegrinaggio notturno a Spicello

Sabato 22 agosto si rinnova il tradizionale pellegrinaggio notturno diocesano dal santuario di Santa Maria della Misericordia di Cartoceto al santuario di San Giuseppe a Spicello.
L’appuntamento cade in occasione del 35° anniversario dell’inaugurazione e dell’elevazione a santuario diocesano della chiesa di Spicello, dedicata a San Giuseppe, sposo di Maria e capo della Santa Famiglia. Organizzato dai gruppi dell’Istituto Santa Famiglia della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, il cammino vuole ricordare, con un gesto simbolico, che Giuseppe e Maria sono sposi inseparabili e protettori speciali della famiglia. La partenza è prevista alle ore 2.00 da Cartoceto. Lungo i 17 km di percorso, fino all’arrivo previsto alle ore 7 a Spicello, i pellegrini rifletteranno e pregheranno su 5 temi: “Comunicazione”, “Pace”, “Lavoro”, “Migranti” e “Unità della Chiesa”.
Ad accompagnare il cammino ci saranno la lettura di brani della Parola di Dio e del Magistero, l’ascolto di testimonianze, canti e la recita dei Misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi del Rosario, insieme ai Misteri di San Giuseppe.
Lungo il percorso e al termine saranno garantite anche le confessioni. Una volta giunti al santuario, diversi sacerdoti e diaconi celebreranno la santa messa davanti all’assemblea di fedeli. Molti parteciperanno raggiungendo direttamente il campo sportivo di Spicello, non solo dalla diocesi.
A seguire, come da tradizione,è in programma un momento conviviale con una ricca colazione preparata dalle famiglie dell’Istituto Santa Famiglia della zona.

Diocesi: Asti, stasera penultimo appuntamento della rassegna “Notte d’Organo” 2026

Stasera penultimo appuntamento della rassegna “Notte d’Organo” 2026, promossa dall’Associazione musicale “Giacinto Calderara” di Asti, in collaborazione con l’Istituto diocesano liturgico musicale di Asti e la parrocchia cattedrale di Asti. L’appuntamento è alle ore 21, in cattedrale. Il festival organistico, che porta in città maestri di rilievo internazionale, mira alla valorizzazione del patrimonio musicale e dei due strumenti presenti in cattedrale: il delicato “Grisanti”, organo settecentesco di scuola napoletana e il poderoso “Serassi” di scuola ottocentesca con una tavolozza fonica di grande varietà e grandi aperture dinamiche, dalla più soffusa a quelle più intense.
Nata da un’idea dell’allora parroco della cattedrale, don Paolo Carrer, e condivisa anche dal suo successore, don Francesco Secco, la rassegna intende valorizzare gli organi storici del duomo, creare una sorta di cornice alla solennità liturgica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria celebrata il 15 agosto e offrire un’occasione per una visita serale della chiesa. La direzione artistica del festival è di Daniele Ferretti. Stasera si esibirà Przemysław Kapituła (Varsavia, Polonia). L’ultimo appuntamento sarà giovedì 27 agosto con Arno Hartmann (Bochum, Germania).

Leone XIV: “sottile forma di dominio quando gli algoritmi decidono chi resta invisibile”

“Ci troviamo davanti a una sottile forma di dominio quando gli algoritmi decidono chi viene visto, chi resta invisibile, quando le piattaforme digitali plasmano il discorso pubblico senza rendere conto a nessuno e quando la dignità dei lavoratori è subordinata all’ottimizzazione dei sistemi”. Così Papa Leone XIV, in lingua inglese, nel discorso ai partecipanti al XVII Incontro annuale dell’International Catholic Legislators Network, ricevuti questa mattina nella Sala Clementina. Il Papa ha messo in guardia dal rischio che il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale crei “nuove forme di dipendenza tecnologica, con le nazioni più povere sempre più dipendenti da quelle più ricche”: occorre vigilare, ha avvertito, perché l’innovazione non diventi “un altro veicolo di colonialismo ideologico o economico”. Rivolgendosi ai legislatori, il Pontefice ha ricordato che il loro compito “non è ostacolare l’innovazione, ma guidarla con saggezza”, attraverso “quadri giuridici solidi, una supervisione indipendente, utenti informati e un sistema politico che non abdichi alla propria responsabilità”. Contro la cultura del potere, ha proseguito Leone XIV, la Chiesa propone “la civiltà dell’amore”, la cui prima scuola di umanità è la famiglia: l’intelligenza artificiale, ha ammonito, non deve mai erodere “questa cellula primaria della società”.

Leone XIV: “il mondo non ha bisogno di un’intelligenza artificiale che diminuisca l’umanità”

“Il mondo non ha bisogno di un’intelligenza artificiale che diminuisca l’umanità; ha bisogno piuttosto di un’intelligenza umana illuminata dalla sapienza, di un’autorità politica guidata dalla coscienza e di un’innovazione tecnologica orientata dalla carità”. Lo ha detto Papa Leone XIV, in lingua inglese, ricevendo questa mattina nella Sala Clementina i partecipanti al XVII Incontro annuale dell’International Catholic Legislators Network, riuniti sul tema “Dignità umana e intelligenza artificiale: sfide, opportunità e controllo”. Ogni conquista tecnologica, ha osservato il Papa, pone all’umanità una domanda morale: “non semplicemente che cosa possiamo fare, ma che cosa dovremmo fare”. Come scritto nell’enciclica “Magnifica humanitas”, ha ricordato il Pontefice, “possiamo essere tentati di costruire una nuova torre di Babele, dove il potere, l’efficienza e il controllo oscurano il volto della persona umana, oppure possiamo costruire una civiltà in cui la tecnologia serve lo sviluppo integrale di ogni persona”. La domanda decisiva resta la stessa: “la tecnologia aiuta le persone a diventare più fraterne e responsabili verso sé stesse e verso gli altri?”. Solo così, ha concluso Leone XIV, l’intelligenza artificiale diventerà “non una rivale dell’umanità, ma una serva del bene comune”.

Terrorismo: Crosetto, “ricordare significa assumersi una responsabilità verso presente e futuro”

“La Giornata Internazionale del Ricordo e Tributo alle Vittime del Terrorismo rinnova un impegno preciso delle Istituzioni e dell’intera comunità internazionale: custodire la memoria di quanti sono stati colpiti da questa brutale forma di violenza e mantenere viva l’attenzione verso i sopravvissuti e le loro famiglie”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione della Giornata internazionale del ricordo e tributo alle vittime del terrorismo che si celebra oggi. “Donne e uomini, militari e civili, ai quali il terrorismo ha strappato la vita, gli affetti o la serenità. A tutte le vittime va il nostro rispetto. Ai loro familiari, che ne vivono ogni giorno l’assenza, e a quanti portano ancora le conseguenze di quella violenza, rivolgo il mio pensiero più sincero e la mia più sentita vicinanza – conclude Crosetto – Ricordare significa assumersi una responsabilità verso il presente e il futuro: difendere con determinazione la libertà, la democrazia e i valori della convivenza civile che il terrorismo cerca di colpire”.

Messico: appello della Chiesa al Governo, “riconosca sfollamenti forzati di popolazioni, soprattutto indigene e afro, causati da gruppi criminali, garantendo protezione”

La Chiesa messicana lancia un appello urgente allo Stato, affinché riconosca apertamente la crisi causata dai molti sfollamenti forzati che si stanno verificando nel Paese e garantisca un quadro giuridico di protezione integrale per le vittime. Nel documento intitolato “La nostra casa è il nostro territorio e il nostro cuore”, vari vescovi e organizzazioni ecclesiali del Messico hanno sottolineato che l’estrattivismo, la perdita delle terre comunitarie e la violenza sono alcune delle cause dello sfollamento forzato nei territori abitati dalle popolazioni indigene e afro-messicane. La dichiarazione è firmata dai vescovi Rodrigo Aguilar, di San Cristóbal de Las Casas; José Hirais, presidente della Pastorale dei Popoli indigeni e afro-messicani dell’episcopato messicano; Eugenio Andrés Lira, presidente della Pastorale della Mobilità umana; Engelberto Polino, responsabile della Pastorale Sociale-Caritas messicana; e padre Gilberto Hernández, consulente della Commissione diocesana per l’Impegno sociale nell’arcidiocesi di Tuxtla Gutiérrez.
Di fronte a questa problematica, i leader sociali e religiosi riuniti, appunto, a Tuxtla Gutiérrez, nello Stato del Chiapas, hanno chiesto al Governo di agire con coerenza, vista la gravità del fenomeno nel Paese: “Il dominio criminale sui nostri territori continua a costringere le popolazioni a fuggire. Infliggere violenza, provocare divisioni, costringe a distribuire e consumare droga, oltre a compiere atti illeciti a beneficio di interessi criminali”. Hanno, inoltre, affermato che la popolazione è in balia di diverse strategie criminali, essendo sottoposta a “minacce, intimidazioni, estorsioni, paura, sparizioni, tratta di esseri umani, omicidi e massacri”.
A tal proposito, hanno chiesto con urgenza la creazione di strumenti legali e istituzionali, di “un quadro giuridico e politiche di prevenzione e assistenza integrale” per le comunità indigene e afro-messicane. Per le organizzazioni ecclesiali, questa situazione comporta altre tragedie, come il reclutamento forzato che “trasforma i giovani e le comunità in carne da cannone e capri espiatori di fronte alla cecità, all’omissione e alla complicità di coloro che hanno il mandato e l’obbligo di proteggere il popolo e di amministrare giustizia”.

San Francesco: Assisi, 50 Madonnari da tutto il mondo per realizzare una maxi opera collettiva e 40 creazioni individuali dedicate al Poverello

Madonnari da tutto il mondo per la prima volta ad Assisi per realizzare una maxi opera collettiva da 50 metri quadrati e 40 creazioni individuali sulla piazza inferiore della basilica di san Francesco, in occasione degli 800 anni della morte del santo patrono d’Italia. L’iniziativa – intitolata “Francesco nell’arte dei Madonnari” – si svolgerà dal 28 al 30 agosto ed è frutto di un accordo siglato tra la città serafica e quella di Curtatone, in provincia di Mantova, punto di riferimento internazionale per l’arte figurativa effimera con l’Antichissima Fiera delle Grazie, manifestazione nota soprattutto per il concorso dei Madonnari, che si tiene da oltre mezzo secolo per la festa dell’Assunta. L’evento – organizzato dal Comune di Assisi, come uno degli appuntamenti più significativi del centenario francescano – è promosso in collaborazione con il Sacro Convento di Assisi.
Ad Assisi saranno oltre 50 i Madonnari coinvolti, provenienti da vari Paesi, tutti altamente qualificati e considerati tra i migliori al mondo, selezionati tramite il 52° incontro nazionale che si è svolto a Grazie di Curtatone dal 13 al 16 agosto. Dodici di loro lavoreranno a una grande opera collettiva in onore di san Francesco, disegnata per l’occasione da Kurt Wenner, artista americano di fama internazionale, riconosciuto come l’inventore dell’arte di strada tridimensionale e direttore artistico della manifestazione. Gli altri realizzeranno creazioni individuali, sempre a tema francescano.
“L’arte effimera dei Madonnari – evidenzia fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazione del Sacro Convento di San Francesco in Assisi – richiama alla mia mente profonde assonanze con san Francesco, giullare del Gran Re, come amava definirsi e, con un’espressione di oggi, autentico performer di strada. L’eternità della sua creatività non risiedeva tanto in ciò che ‘metteva in scena’, quanto in ciò che sapeva suscitare nel cuore delle persone: esperienze spirituali intense, incontri interiori con l’Altissimo, onnipotente e buon Signore, e relazioni rinnovate con gli altri. Il mio auspicio, insieme al più sincero augurio rivolto agli artisti che decoreranno la piazza di san Francesco con i loro dipinti, è che le loro opere sappiano parlare al cuore di tutti noi e, come levatrici dell’anima, far nascere i sentimenti più nobili e le aspirazioni più alte che abitano le profondità del nostro cuore”.

Migranti: Emergency, sbarcate ieri a Bari le 48 persone portate in salvo lunedì 17 agosto dalla Life Support

Sono sbarcate ieri in Puglia nel porto di Bari le 48 persone portate in salvo lunedì 17 agosto dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, nelle acque internazionali della zona Sar libica.
“Assegnare porti così lontani provoca ulteriori sofferenze a persone che si trovano già in forte stato di vulnerabilità e che hanno alle spalle esperienze traumatiche”, afferma Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency.
Con l’intervento di lunedì 17 agosto erano state soccorse 57 persone, di cui 7 salme e 2 persone in condizioni critiche che per le quali è stata richiesta ed effettuata urgente evacuazione medica. Le persone portate in salvo sono originarie della Somalia e dell’Egitto, 5 sono donne e 45 uomini. Tra loro ci sono 31 minori stranieri non accompagnati, di cui 28 maschi e 3 femmine.
“Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso invece recuperare cadaveri – commenta Luca Radaelli, infermiere del Sar Team della Life Support -. Ci conforta però sapere che per tutti gli altri, a partire dalle due persone che al momento del soccorso erano incoscienti e che sono state evacuate per motivi medici, abbiamo fatto la differenza”.
Aggiunge Chiara Picciocchi, mediatrice culturale a bordo della Life Support di Emergency: “Durante la navigazione abbiamo avuto la possibilità di conoscere tanti minori che, con grande speranza, volevano arrivare in Italia e in Europa, un posto per loro sicuro. Oltre a tutte le esperienze difficili che hanno vissuto, tra le quali la permanenza in Libia, questi ragazzi hanno dovuto anche affrontare la perdita di alcuni dei loro compagni di viaggio durante la traversata del Mediterraneo. Ci auguriamo che ora possano essere accolti dignitosamente in Italia e che i loro diritti vengano tutelati”.
Uno dei naufraghi a bordo, un diciassettenne somalo non accompagnato, ha condiviso la sua esperienza: “Ho deciso di lasciare il mio Paese per la mancanza di sicurezza. Ma anche perché lì non c’era un lavoro che mi permettesse di aiutare economicamente la mia famiglia. Ho quattro fratelli e quattro sorelle, mio padre è morto in un attacco di Al-Shabaab. Sono partito senza dire niente a mia madre, l’ho chiamata una volta arrivato in Sudan, mi manca molto. Ci ho messo un anno per attraversare Etiopia, Sud Sudan, Sudan e arrivare infine in Libia, dove gli immigrati subsahariani sono spesso imprigionati e picchiati. La traversata in mare è stata forse la parte più pericolosa del mio viaggio. Sul barchino di legno su cui ci hanno trovato ero sottocoperta e avevo due amici: uno l’hanno portato in ospedale, l’altro purtroppo è morto lì. Avevano la mia stessa età. Erano giovani. Ora spero di trovare sicurezza, serenità e di potermi costruire una buona vita. Una delle mie zie è in Germania”.

Diocesi: Acqui, al via oggi le celebrazioni per la festa della beata Teresa Bracco al santuario di Santa Giulia di Dego

Sarà il santuario di Santa Giulia di Dego, luogo legato alla testimonianza e al martirio della beata Teresa Bracco, ad accogliere, anche quest’anno, la comunità diocesana di Acqui per un cammino di preghiera in preparazione alla sua festa liturgica.
Da oggi, venerdì 21, a lunedì 31 agosto, il santuario diventerà così punto di riferimento per le diverse componenti della diocesi.
Un modo per affidare all’intercessione della Beata Teresa Bracco persone, famiglie e realtà del territorio, nel luogo che conserva il ricordo della sua testimonianza cristiana.
Oggi santa messa per i sacerdoti, sabato 22 santa messa per le famiglie, domenica 23 santa messa per i malati, lunedì 24 sante messa per i missionari e i catechisti, martedì 25 santa messa per gli amministratori pubblici, mercoledì 26 santa messa per gli anziani, giovedì 27 santa messa per i giovani, venerdì 28 santa messa per i vacanzieri, sabato 29 santa messa per la diocesi. Tutte le celebrazioni sono alle 17. Il momento centrale sarà domenica 30 agosto, giorno della festa liturgica della beata Teresa Bracco. Alle 17 sarà celebrata la santa messa officiata da mons. Paolo Parodi, vicario della diocesi di Acqui. Le celebrazioni proseguiranno lunedì 31 agosto, sempre alle 17, con la santa messa officiata da don Taddeo Livero, parroco di Dego, Piana Crixia e Merana.
Per tutta la durata delle celebrazioni, il santuario offre, inoltre, quotidianamente la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione, alle 15.30, mentre alle 16.30 viene recitato il santo rosario.

Meeting Rimini: Parlamento e Commissione Ue presenti all’edizione 2026. Fra i temi radici, futuro, libertà di credere

Il Parlamento europeo e la Commissione europea saranno presenti alla 47ma edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, che prende il titolo dai versi di Dante “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Il programma conta sulla presenza di diverse figure delle due istituzioni, a partire dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che terrà mercoledì 26 agosto l’intervento “Europa. Custodire le radici, accelerare il futuro”, e dal vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme della Commissione Raffaele Fitto, ospite lunedì 24 del panel “L’Italia delle aree interne: declino o sviluppo?”. Previsti, inoltre, gli interventi delle vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna e degli eurodeputati Massimiliano Salini, Stefano Bonaccini, Giorgio Gori, Irene Tinagli, Nicola Procaccini e Carlo Fidanza. Venerdì 21 l’Inviata speciale dell’Unione europea per la promozione della libertà di religione e di credo fuori dall’Ue, Mairead McGuinness, parteciperà al panel “La libertà di credere. Un diritto umano al centro delle sfide geopolitiche”.
Per la Commissione europea saranno inoltre presenti al Meeting Mario Nava, direttore generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, e Arnold Jacques de Dixmude della direzione generale dei partenariati internazionali. Durante tutta la durata dell’evento sarà aperto nell’area espositiva uno stand informativo promosso dall’Ufficio in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Sabato 22 alle ore 10.30 è prevista l’inaugurazione ufficiale dello stand alla presenza della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e di Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli.

Diocesi: Benevento, al via oggi il triduo di preparazione alla festa di San Bartolomeo apostolo. Domenica la processione guidata dall’arcivescovo Autuoro

Inizia oggi a Benevento il triduo di preparazione alla festa di San Bartolomeo apostolo, patrono dell’arcidiocesi e della città di Benevento, che ricorre il 24 agosto. Il triduo si terrà da stasera al 23 agosto, nella basilica dedicata al santo: alle ore 19 celebrazione della messa e preghiera di affidamento all’Apostolo.
L’arcivescovo di Benevento, mons. Michele Autuoro, sottolineando la dimensione diocesana di questa ricorrenza religiosa, invita tutti a partecipare ad un pellegrinaggio diocesano in onore di San Bartolomeo il 23 agosto alle ore 22. Sarà proprio mons. Autuoro a guidare i passi dei pellegrini nella città per rafforzare e rilanciare il culto all’Apostolo. Il ritrovo e la partenza del pellegrinaggio sarà dalla basilica della Madonna delle Grazie per attraversare viale San Lorenzo, corso Dante, corso Garibaldi con arrivo in piazza Federico Torre, dove, sul sagrato della basilica del Santo ci sarà un momento di preghiera a cura della Pastorale giovanile, vocazionale e universitaria. Al termine passaggio davanti alle reliquie dell’Apostolo. Lunedì 24 agosto, solennità di San Bartolomeo, saranno celebrate sei messe alle ore 8, 9, 10, 11, 12 e 19; quest’ultima concelebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo Autuoro, con la partecipazione delle autorità civili e militari. In serata, alle ore 20,30, nella piazza Federico Torre in programma il gran concerto lirico “Omaggio a Verdi”, con il patrocinio del Comune di Benevento.

Migranti a Ceuta: visita del presidente di Caritas Spagna nell’exclave spagnola per verificare di persona la situazione

(Foto diocesi di Ceuta)
Il presidente di Caritas Spagna, Manuel Bretón, ha visitato la città di Ceuta per conoscere in prima persona la situazione che la città sta vivendo. In un comunicato diffuso oggi, la diocesi di Ceuta e Cadice fa sapere che il presidente Caritas è stato accompagnato dal vicario di Ceuta, padre Francisco Fernández Alcedo, e dal direttore di Cáritas Diocesana de Ceuta, Fernando A. Sotomayor, che gli hanno mostrato la realtà che la città sta vivendo e i bisogni esistenti di fronte all’aumento degli arrivi. La visita è iniziata presso il Centro San Antonio, dipendente dal Segretariato Diocesano per la Migrazione, con cui Caritas Ceuta collabora nella cura e nell’accompagnamento di migranti e persone in situazioni vulnerabili. Manuel Bretón ha potuto vedere in prima persona le strutture, il lavoro svolto nel centro e le esigenze che si stanno generando di fronte all’aumento dei migranti.
(Foto diocesi di Ceuta)
Successivamente, Manuel Bretón ha tenuto un incontro con il Ministro del Welfare Sociale della Città Autonoma di Ceuta, Nabila Benzina, con cui ha affrontato la situazione sociale e migratoria che la città sta attraversando, nonché le necessità di assistenza e risposta alle persone più vulnerabili. La visita del presidente di Caritas Spagna è coincisa con quella del presidente della Giunta d’Andalusia, Juan Manuel Moreno Bonilla. Entrambi hanno avuto l’opportunità di salutarsi e di avere un breve incontro.
La visita – scrive ancora la diocesi – ha avuto anche un carattere religioso: Manuel Bretón ha visitato il Santuario di Nostra Signora d’Africa, patrona di Ceuta, dove, accompagnato dal vicario e dal direttore della Caritas Ceuta, ha recitato un Salve Regina davanti all’immagine della Vergine, “ponendo la città, le persone più vulnerabili e tutti coloro che vi lavorano sotto la sua protezione e accompagnamento”.
Durante la giornata sono state analizzate le principali difficoltà derivanti dalla situazione migratoria e le esigenze di Caritas, considerando possibili modalità di collaborazione e supporto da parte di Caritas Spagna. Il direttore della Caritas diocesana di Ceuta, Fernando A. Sotomayor ha espresso la sua gratitudine al presidente di Caritas Spagna per l’aiuto e il sostegno che sta dando a Caritas Diocesana de Ceuta in questi tempi di particolare difficoltà. La visita ha reso possibile mettere in evidenza il lavoro coordinato tra Cáritas Diocesana de Ceuta, Caritas Española, il Segretariato Diocesano per la Migrazione e la Chiesa locale, soprattutto in questi tempi complicati.
Nel comunicato, Cáritas Diocesana de Ceuta riafferma “il suo impegno a continuare a lavorare per la dignità di tutte le persone, offrendo una risposta sociale e umanitaria alle situazioni di vulnerabilità”.
All’indomani del massiccio arrivo di migranti marocchini e subsahariani a Ceuta, la Caritas spagnola aveva espresso “profonda preoccupazione” e dolore “per la perdita di vite umane”. “Nessuna persona dovrebbe essere costretta a rischiare la propria vita per cercare protezione, sicurezza o un futuro migliore. Ogni morte ai nostri confini è una tragedia che mette alla prova la coscienza collettiva della nostra società”. Nel sottolineare anche “l’impatto che questa situazione sta avendo sulla popolazione di Ceuta”, Caritas Spagna aveva richiamato “l’obbligo di proteggere le persone più vulnerabili, inclusi bambini e adolescenti, così come coloro che fuggono in cerca di protezione. Il rispetto della dignità umana, il superiore interesse del minore e le garanzie stabilite nel nostro quadro giuridico non possono essere messi in secondo piano in situazioni di pressione sul confine”.

Perdonanza 2026: L’Aquila, meditazioni, convegno e un evento per i giovani in preparazione all’indulgenza celestiniana

Entrano nel vivo all’Aquila le iniziative promosse dall’Arcidiocesi de L’Aquila, con il patrocinio del Comitato Perdonanza, in preparazione alla celebrazione dell’indulgenza della Perdonanza celestiniana, concessa da san Celestino V nel 1294 e ottenibile dai fedeli dai primi vespri del 28 agosto ai secondi vespri del 29 agosto. Il primo appuntamento è in programma oggi, 21 agosto, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, dove mons. Cristian Cavacchioli, vicario generale della diocesi di Teramo-Atri, terrà una meditazione spirituale dal titolo “Perdono, porta dell’Amore”. L’iniziativa è organizzata dall’Azione cattolica diocesana e sarà introdotta dal presidente diocesano, Francesco Fazio. Sabato 22 agosto, dalle ore 9, la Sala Ipogea del Consiglio regionale dell’Abruzzo ospiterà il quinto convegno storico-pastorale promosso dall’Istituto superiore di Scienze religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila sul tema “Per una cultura del perdono. Celestino V tra storia, pastorale e orizzonti contemporanei”. Tra i relatori figurano il card. Giuseppe Petrocchi, il docente dell’Università dell’Aquila Luca Pezzuto e la storica della Pontificia Università Gregoriana Sofia Boesch Gajano Bartolomei Romagnoli. La giornata si concluderà alle 21 nel piazzale dell’Emiciclo con “Harmonies of Mercy. I giovani parlano di Perdonanza ai giovani”, evento organizzato dal Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale. All’iniziativa parteciperà anche la sezione giovani del Coro diocesano San Massimo.

Beni culturali: “Milano al duomo”, giornate di visite gratuite e tour speciali

La Veneranda Fabbrica del duomo di Milano, nell’ambito della propria secolare missione di tutela e valorizzazione della cattedrale, promuove la nuova iniziativa “Milano al Duomo”: un progetto dedicato alla cittadinanza.
“Milano al Duomo” prevede l’istituzione di giornate di accesso gratuito al duomo di Milano e al Museo del duomo. Per il 2026, le giornate individuate sono il 16 ottobre, anniversario del primo regolamento della Veneranda Fabbrica del duomo (1387), e il 4 novembre, solennità di San Carlo.
Accanto a queste giornate, a partire da domenica 27 settembre, il Museo del duomo di Milano sarà accessibile gratuitamente ogni ultima domenica del mese, salvo variazioni.
L’iniziativa nasce dalla volontà di rendere il duomo sempre più accessibile, partecipato e vicino ai cittadini milanesi, valorizzandone non solo l’eccezionale patrimonio storico, artistico e culturale, ma anche il suo ruolo di luogo identitario, simbolo di Milano e punto di riferimento per la comunità.
Le giornate di apertura gratuita del duomo di Milano, da confermare annualmente in funzione del calendario, sono individuate in corrispondenza di ricorrenze significative per la tradizione religiosa e civile della città.
Il programma propone anche un calendario di visite guidate speciali con avvio il 26 agosto (su www.duomomilano.it il programma dettagliato), completamente gratuite e condotte da guide esperte, che consentiranno di accedere a luoghi iconici e, in alcuni casi, normalmente non visitabili. I partecipanti potranno conoscere da vicino la Cava di Candoglia, dove da secoli viene estratto il marmo destinato alla cattedrale, scoprire spazi riservati del duomo, visitare l’Archivio della Veneranda Fabbrica, il Museo del duomo e le Terrazze, approfondendo la storia, l’arte, la spiritualità e il lavoro quotidiano che da oltre sei secoli accompagnano la vita del Monumento.
I Servizi educativi della Veneranda Fabbrica proporranno attività gratuite con l’obiettivo di rendere il patrimonio del Museo del duomo accessibile ad un pubblico sempre più ampio: visite e laboratori per ragazzi e famiglie, visite guidate con il metodo DescriVedendo realizzate in collaborazione con l’Associazione nazionale subvedenti, visite guidate e laboratori in Lis-Lingua dei segni italiana.
Per partecipare a tutte le iniziative di “Milano al duomo” è richiesta la prenotazione obbligatoria attraverso il sito ufficiale www.duomomilano.it , fino a esaurimento della disponibilità prevista.

Diocesi: Cagliari, il 25 e il 26 agosto le reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino nella parrocchia dei Santi Giorgio e Caterina

Martedì 25 e mercoledì 26 agosto, le reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, patrona delle missioni, verrà accolta nella parrocchia dei Santi Giorgio e Caterina di Cagliari. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Missio Cagliari, è promossa in occasione della centesima Giornata Missionaria Mondiale. Le reliquie, provenienti da Nuoro, arriveranno alle 10.30 e saranno accolte dalla comunità parrocchiale. Alle 11.30, ci sarà la recita del rosario missionario e dell’Angelus; alle 17.30 la “Coroncina delle rose”; alle 18 l’adorazione eucaristica guidata; alle 19 la celebrazione della Santa Messa e, alle 20.15, una catechesi seguita dalla veglia di preghiera. Durante tutta la giornata sarà possibile sostare in preghiera davanti alle reliquie, con la chiesa che resterà aperta fino alla mezzanotte per consentire la venerazione personale. La visita si concluderà mercoledì 26 agosto con la Santa Messa alle ore 8, al termine della quale le reliquie riprenderanno il loro pellegrinaggio.

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