Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 23 Agosto 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, domenica 23 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Meeting Rimini: suor Donatello (Cei) “Le persone con disabilità non chiedono assistenza, ma ascolto e opportunità”

(Rimini) “Si può fare rete solo insieme”. È la ricetta di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale delle persone con disabilità. Lo dice al Meeting per l’amicizia tra in popoli in corso a Rimini da venerdì scorso. La religiosa è stata fra i relatori dell’incontro “Fare rete per la disabilità organizzato dalla Cdo Opere Sociali svoltosi oggi pomeriggio. “Ognuno – prosegue – può fare la propria parte”. Poi, ha aggiunto, sarebbe bello che il prossimo anno venissero qui le persone con disabilità a raccontare le loro storie”. Non solo servizi, ci vuole una comunità. “Comunità con il gusto del noi – incalza suor Donatello -. Dobbiamo provocare la cultura”, perché le persone di disabilità non vogliono solo assistenza, ma hanno desideri da esprimere. Allora fare rete “significa rendere il mondo più umano”. Come cerca di fare la Cei con i fondi 8xmille, “investendo dove non lo farebbe nessuno. Come a Cerreto Sannita”, un piccolo centro di poco più di tremila abitanti in provincia di Benevento, dove sono state create opportunità per giovani con disabilità grazie a laboratori (pasticceria, ceramica, musica) per sviluppare competenze, autonomia e valorizzare i talenti, o altri casi in cui le canoniche sono diventate case-famiglia. “Occorre avere il gusto del noi”, aggiunge la suora, e pensare all’inclusione di tutti, “dai primi anni di scuola fino all’ultimo tratto di vita, perché la disabilità non è solo dei bambini, ma riguarda anche gli anziani”. Il gusto del noi è quello messo in campo dalla cooperativa sociale “Amici di Gigi” sorta attorno a un desiderio: “quello di mettere la nostra vita a disposizione degli altri”, dice il direttore Stefano Noziglia, per cercare di “fronteggiare la solitudine che colpisce le famiglie con figli affetti da disturbi dello spettro autistico”. Una realtà complessa, a tratti dura, come quella che sperimentano coppie di coniugi che vengono abbandonate da amici e parenti. “La solitudine si affronta con la comunione – prosegue Noziglia -. Ti fa vedere la realtà sotto un altro punto di vista”. È in questo modo che possono nascere esperienze come la Spiaggia libera tutti, sul lungomare di Rimini, accessibile per chiunque e senza barriere. Davide De Santis, presidente della Mongolfiera, organizzazione di volontariato che si impegna nell’aiuto alle famiglie con figli con disabilità, insiste sulla centralità della persona. “Prima di un servizio, le famiglie hanno bisogno che qualcuno stia con loro per affrontare quel capita ogni giorno”. Perché, fa presente, “bisogna favorire un cambio di prospettiva, ma occorre anche prendere sulle nostre spalle la loro croce. L’amicizia si realizza in gesti concreti”.

Meeting Rimini: Beccalli Univ. Cattolica), “Contro l’inverno demografico servono più istruzione e un patto per trattenere i talenti”

(Rimini) L’inverno demografico, il futuro delle università europee, la nuova sfida della “circolarità dei talenti” e la necessità di un grande piano di investimenti in istruzione. Sono questi i temi al centro dell’intervento della Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, prof.ssa Elena Beccalli, ospite oggi al Meeting 2026 nel dibattito “Per una giovane Italia. Idee ed esperienze contro lo scontento dei giovani”, animato anche dagli interventi del poeta Davide Rondoni, della scrittrice Sara Ciafardoni e dello scrittore e presidente dell’Associazione Culturale Noce Riccardo Pedicone. “Un dato allarmante ha spiegato la Rettrice – è quello dell’inverno demografico non solo per l’Italia, ma in termini più generali per tutto il continente europeo”. Guardando alle proiezioni relative alla popolazione tra zero e diciannove anni nell’Ue, Beccalli ha evidenziato come “la proiezione è di una perdita di circa trentatré milioni di giovani di qui alla fine del secolo”. Una dinamica che avrà conseguenze profonde sul tessuto sociale ed economico dell’Europa e che coinvolge direttamente anche il mondo accademico. “Questo dato ci fa toccare con mano la trasformazione epocale che stiamo vivendo, che ridisegnerà le fondamenta sociali, culturali e anche economico-finanziarie del nostro continente”, ha osservato. La diminuzione dei giovani comporta infatti un restringimento della platea dei potenziali studenti universitari e rischia di alimentare quella che Beccalli ha definito la “trappola delle iscrizioni”. “Pur di riempire le aule, gli atenei o abbassano le rette universitarie o, in maniera ancora più pericolosa, abbassano gli standard accademici. Questo naturalmente va a detrimento della reputazione del sistema universitario, un rischio che dobbiamo assolutamente contrastare”. Per la Rettrice esiste tuttavia anche un segnale incoraggiante, rappresentato dalla capacità delle università cattoliche di mantenere stabile il numero delle immatricolazioni quando sanno valorizzare la propria identità. “Le università cattoliche non possono e non devono competere secondo le logiche del mercato dell’istruzione, ma invece devono competere sul valore, sulla qualità, sui tratti distintivi dei loro percorsi formativi, fondandosi sui valori universali di cui sono portatrici”. Un altro passaggio significativo dell’intervento ha riguardato il tema della mobilità dei laureati. Pur riconoscendo il fenomeno della fuga dei cervelli, Beccalli ha invitato a considerare i più recenti dati Istat, che mostrano un cambiamento di tendenza. Tra il 2019 e il 2024, ha ricordato, 78 mila laureati italiani hanno lasciato il Paese, ma nello stesso periodo l’Italia ha attratto 88 mila laureati, registrando così un saldo positivo di 10 mila unità. “Siamo di fronte a un saldo positivo di 10mila giovani ed è un dato estremamente importante, un’inversione di tendenza appunto, che ci porta oggi a intravedere i primi segnali di quella che oggi definiamo la circolarità dei talenti, la brain circulation. Non è più solo un fenomeno di fuga, ma è anche un fenomeno di attrattività” da consolidare coinvolgendo il sistema delle imprese e operando un deciso contrasto al divario generazionale nel mercato del lavoro. Da qui l’appello finale alla politica: “Credo che una priorità dell’agenda politica sia quella di realizzare con forte convinzione un piano straordinario di investimenti in istruzione, soprattutto secondaria e terziaria”.

Meeting di Rimini: card. Zuppi, “prima dei confini vengono le persone, pù accoglienza significa più futuro”

“Salvare tutti non significa che entrino tutti, come una certa stupida e volgare polarizzazione, ma salvare tutti e poi bisogna trovare i modi, le idee, la regolarizzazione, la legalizzazione, per combattere l’illegalità con la legalità”. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, parlando a margine della messa celebrata questa mattina al Meeting di Rimini. Il porporato ha ricordato le 15 persone morte nel Mar Mediterraneo e ribadito concetti già espressi da Papa Leone XIV: “Prima dei confini vengono le persone. È ineccepibile. Poi occorre trovare tutte le soluzioni”. Per Zuppi si tratta di scegliere “un sistema che guardi al futuro, perché non è soltanto ‘più figli più futuro’, ma anche ‘più accoglienza e più futuro’”. “Un tema questo che riguarda anche l’Europa, un’Europa solidale e unita, come deve essere e come è nata”. L’Europa che “è nata da tanti cristiani che l’hanno voluta solidale e unita perché non ci fosse più la guerra e perché diventasse un luogo dove imparare a vivere insieme”. “Non possiamo mai abituarci alla sofferenza di tante persone. Ci aiutano a essere consapevoli e a scegliere un futuro che sia per tutti perché solo insieme se ne esce”, ha aggiunto il cardinale, che si è detto speranzoso che gli appelli continui alla pace e all’accoglienza del Pontefice “vengano presi sul serio da tanti. Sono appelli realisti, non qualcosa di generico. Quel realismo cristiano che ha permesso, dopo la Seconda Guerra Mondiale, di costruire un ordine che comunque ha fatto capire che i conflitti si debbono risolvere con il dialogo e con la parola. Perché la Seconda Guerra Mondiale ci ha insegnato che bisogna ripudiare la guerra, e per ripudiarla bisogna trovare altri modi”.

Card. Zuppi: al Meeting, “Prima dei confini vengono le persone. Più accoglienza significa più futuro”

“Salvare tutti non significa che entrino tutti, come una certa stupida e volgare polarizzazione, ma salvare tutti e poi bisogna trovare i modi, le idee, la regolarizzazione, la legalizzazione, per combattere l’illegalità con la legalità”. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, parlando a margine della messa celebrata questa mattina al Meeting di Rimini. Il porporato ha ricordato le 15 persone morte nel Mar Mediterraneo e ribadito concetti già espressi da Papa Leone XIV, “Prima dei confini vengono le persone. È ineccepibile. Poi occorre trovare tutte le soluzioni”. Per Zuppi si tratta di scegliere “un sistema che guardi al futuro, perché non è soltanto ‘più figli più futuro’, ma anche ‘più accoglienza e più futuro’”. Un tema questo che riguarda anche l’Europa, un’Europa solidale e unita, come deve essere e come è nata”. L’Europa che “è nata da tanti cristiani che l’hanno voluta solidale e unita perché non ci fosse più la guerra e perché diventasse un luogo dove imparare a vivere insieme”. “Non possiamo mai abituarci alla sofferenza di tante persone. Ci aiutano a essere consapevoli e a scegliere un futuro che sia per tutti perché’ solo insieme se ne esce” ha aggiunto il cardinale che si è detto speranzoso che gli appelli continui alla pace e all’accoglienza del Pontefice “vengano presi sul serio da tanti. Sono appelli realisti, non qualcosa di generico. Quel realismo cristiano che ha permesso, dopo la Seconda Guerra Mondiale, di costruire un ordine che comunque ha fatto capire che i conflitti si debbono risolvere con il dialogo e con la parola. Perché’ la Seconda Guerra Mondiale ci ha insegnato che bisogna ripudiare la guerra, e per ripudiarla bisogna trovare altri modi”.

Meeting di Rimini: card. Zuppi, “no alle enclave, la comunione libera dalla tirannia dell’io”

Dal Meeting di Rimini il card. Matteo Zuppi rilancia l’appello di Leone XIV a una Chiesa aperta e missionaria: “Amate la Chiesa e preservate l’unità. No alle enclave, la comunione libera dalla tirannia dell’io”. Per il presidente della Cei la comunione è la risposta alla “Babele di io arroganti” e ai “noi chiusi e contrapposti”, perché libera dalla “tirannia dell’io” e genera amicizia, pace e attenzione ai poveri. Concetti ribaditi questa mattina durante la messa celebrata al Meeting di Rimini. Zuppi ha sottolineato che il Meeting non è mai stato “una sorta di enclave”, ma un luogo che genera incontri e apre al mondo, invitando a vivere la comunità come “un trampolino da cui tuffarsi nell’intera realtà” e ad andare incontro a tutti, a cominciare dai poveri. Di fronte alla “cultura della potenza” e alla “Babele di io arroganti e di noi chiusi e contrapposti”, il presidente della Cei ha indicato nella comunione ecclesiale la risposta capace di vincere inimicizia e violenza, ricordando che la Chiesa, pur vivendo nel mondo, non può essere giudicata con categorie mondane. Da qui il forte appello: “Amate sempre la Chiesa. Amate e preservate l’unità”. Una Chiesa Madre che aiuta il mondo a ritrovare se stesso, liberando la convivenza dal sospetto e la persona dall’illusione dell’autosufficienza. “Quanta gioia nello sperimentare che siamo affidati a questa Chiesa che è Madre, che raduna una famiglia, universale, tanto più preziosa in una stagione dove prevale l’insolente e pericolosa ‘cultura della potenza’”. “La Chiesa vive nel mondo ma non è del mondo e proprio perché non è del mondo ne sente la responsabilità, decisiva, per aiutare il mondo a ritrovare se stesso, sciogliendo – ha sottolineato riprendendo le parole di Leone – ‘la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte’. Non siamo fatti per vivere come bruti!”.

Card. Zuppi: al Meeting, “No alle enclave, la comunione libera dalla tirannia dell’io”

Dal Meeting di Rimini il card. Matteo Zuppi rilancia l’appello di Leone XIV a una Chiesa aperta e missionaria: “Amate la Chiesa e preservate l’unità. No alle enclave, la comunione libera dalla tirannia dell’io”. Per il presidente della Cei la comunione è la risposta alla “Babele di io arroganti” e ai “noi chiusi e contrapposti”, perché libera dalla “tirannia dell’io” e genera amicizia, pace e attenzione ai poveri. Concetti ribaditi questa mattina durante la messa celebrata al Meeting di Rimini. Zuppi ha sottolineato che il Meeting non è mai stato “una sorta di enclave”, ma un luogo che genera incontri e apre al mondo, invitando a vivere la comunità come “un trampolino da cui tuffarsi nell’intera realtà” e ad andare incontro a tutti, a cominciare dai poveri. Di fronte alla “cultura della potenza” e alla “Babele di io arroganti e di noi chiusi e contrapposti”, il presidente della Cei ha indicato nella comunione ecclesiale la risposta capace di vincere inimicizia e violenza, ricordando che la Chiesa, pur vivendo nel mondo, non può essere giudicata con categorie mondane. Da qui il forte appello: “Amate sempre la Chiesa. Amate e preservate l’unità”. Una Chiesa Madre che aiuta il mondo a ritrovare se stesso, liberando la convivenza dal sospetto e la persona dall’illusione dell’autosufficienza. “Quanta gioia nello sperimentare che siamo affidati a questa Chiesa che è Madre, che raduna una famiglia, universale, tanto più preziosa in una stagione dove prevale l’insolente e pericolosa ‘cultura della potenza”. “La Chiesa vive nel mondo ma non è del mondo e proprio perché non è del mondo ne sente la responsabilità, decisiva, per aiutare il mondo a ritrovare se stesso, sciogliendo – ha sottolineato riprendendo le parole di Leone – ‘la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte’. Non siamo fatti per vivere come bruti!”.
 
 
 
 
 
 

Cisgiordania: card. Zuppi, “inaccettabile quanto sta accadendo, difendere diritti e convivenza”

“È inaccettabile quanto sta accadendo in Cisgiordania. Bisogna difendere la convivenza e i diritti. Non è pensabile che vengano calpestati e umiliati i diritti di qualunque persona, in particolare ovviamente degli arabi e della comunità cristiana”. Lo ha detto al Sir il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, a margine della messa celebrata questa mattina al Meeting di Rimini. “La Chiesa italiana – ha ribadito il cardinale – è impegnata a fornire tutto quanto l’aiuto possibile, a seconda della situazione, e sempre in collaborazione con il Patriarcato latino di Gerusalemme. Come Chiesa di Bologna – ha aggiunto – abbiamo pregato pochi giorni fa per la pace in Terra Santa e ricordando come sia inaccettabile quanto avviene in Cisgiordania dove bisogna difendere la convivenza e i diritti degli arabi e della comunità cristiana”.
 
 

Leone XIV: a dieci anni dal sisma in Centro Italia, “prego per i defunti e per le loro famiglie”

“Prego per i defunti e per le loro famiglie, e per tutte le comunità coinvolte”. Lo ha assicurato Papa Leone XIV dopo l’Angelus di oggi, ricordando che domani ricorre “il decimo anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche”. “La fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione”, l’auspicio del Pontefice, che ha poi salutato “romani e pellegrini di diversi Paesi”.

Leone XIV: su Ebola in R.D. Congo, “incoraggio una risposta da parte della Comunità internazionale”

“Nella mia preghiera ricordo spesso la Repubblica Democratica del Congo, in particolare per il diffondersi dell’epidemia di Ebola che purtroppo sta provocando molte vittime”. Lo ha ricordato Papa Leone XIV dopo l’Angelus recitato oggi con i fedeli e i pellegrini riuniti in piazza San Pietro. “Incoraggio una risposta da parte della Comunità internazionale, che coinvolga anche le comunità locali nell’opera di prevenzione, per salvare tante vite umane”, l’appello del Pontefice, che ha espresso vicinanza anche “alla popolazione della Repubblica Centrafricana, che piange le vittime del crollo avvenuto in una miniera a Zamboyé”. “Il Signore accolga quanti hanno perso la vita – ha aggiunto Leone XIV – e sostenga l’impegno di garantire la sicurezza e la legalità dei siti minerari”.

Leone XIV: Angelus, “impariamo a non chiuderci nelle nostre convinzioni e sicurezze religiose”

“La fede non ci è data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, perché siano coerenti con quanto professiamo, vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un’abitudine”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus recitato oggi con i fedeli e i pellegrini riuniti in piazza San Pietro. Commentando il Vangelo della XXI domenica del tempo ordinario, il Pontefice ha rilanciato l’interrogativo: “chi è davvero Gesù per me?”. “Impariamo a non chiuderci nelle nostre convinzioni e sicurezze religiose, per restare aperti alla relazione autentica con Cristo”, l’invito di Leone XIV: “A volte sulla fede cristiana ci si accontenta del ‘sentito dire’, dei luoghi comuni”. Gesù, ha osservato il Papa, “ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci scavare dall’amicizia con Lui”, in un incontro che “può anche chiederci di percorrere strade inedite e di fare scelte diverse da quelle immaginate”: e questo vale, ha aggiunto Leone XIV, “sia per il nostro percorso personale, sia per il cammino della Chiesa e per le scelte pastorali, laddove a volte pensiamo che basti procedere come abbiamo sempre fatto”.

Ucraina: Mean, a Odessa la mobilitazione civile europea “Adesso, Odesa”

“Non basta chiedere la pace. Bisogna organizzarla, prepararla e costruirla”. È il messaggio che il Mean – Movimento europeo di azione nonviolenta, rete di 35 associazioni, porterà a Odessa dal 25 al 28 agosto con “Adesso, Odesa”, iniziativa di mobilitazione civile europea al fianco della società civile ucraina. La missione rilancia la proposta dei Ccpe – Corpi civili di pace europei, ispirata all’intuizione di Alexander Langer: una capacità civile permanente dell’Europa, accanto alla diplomazia e agli strumenti di difesa, per intervenire nella prevenzione dei conflitti, nella mediazione, nella tutela dei diritti umani, nella riconciliazione e nella ricostruzione. Il Mean chiede che i Ccpe siano inseriti nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue, con una linea di bilancio dedicata, una collocazione presso il Servizio europeo per l’azione esterna, una formazione riconosciuta e uno statuto giuridico per gli operatori. La proposta prevede inoltre un primo nucleo pilota, formato in collaborazione con le organizzazioni della società civile europea e operativo entro questa legislatura. “La pace non nasce automaticamente quando le armi tacciono”, sottolinea il movimento, ricordando le città distrutte, le comunità divise, i traumi e le istituzioni da ricostruire. Odessa, città europea sul Mar Nero esposta alla guerra, diventa così il luogo simbolico e concreto da cui chiedere all’Europa di essere non solo spettatrice, ma “potenza di pace”. La nonviolenza, conclude il Mean, non significa neutralità davanti all’ingiustizia, ma presenza, protezione delle persone, costruzione di relazioni e ricerca di vie politiche e diplomatiche per interrompere la spirale della guerra.

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