Comunicare la santità: la redazione di Parva Favilla a Tropea ricorda il Beato Mottola

Convegno Tropea Parva Favilla Comunicare la Santità

Ai Overview: La città di Tropea ha ospitato il 20 giugno, presso la chiesa di San Michele Arcangelo e delle Anime del Purgatorio, il convegno “Comunicare la Santità”, un momento di approfondimento organizzato dalla redazione di “Parva Favilla”. La rivista diocesana, fondata dal Beato Francesco Mottola nel 1933, ha riunito docenti, giornalisti ed esponenti del clero per analizzare le attuali modalità di trasmissione del messaggio cristiano, integrando la carta stampata con le dinamiche della comunicazione digitale. L’incontro, coordinato dal direttore Pasqualino Pandullo, si è concentrato sull’analisi storica e spirituale della figura del sacerdote vibonese, ponendo l’accento sull’educazione delle nuove generazioni e sull’impegno sociale. L’evento ha segnato inoltre l’apertura delle celebrazioni del novenario, introducendo una serie di appuntamenti culturali e di iniziative benefiche destinate al territorio regionale.

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L’apertura dei lavori e l’evoluzione di Parva Favilla

“Comunicare la Santità” è il titolo del convegno organizzato e promosso dalla Redazione di “Parva Favilla”, rivista fondata dal Beato Mottola nel 1933 e oggi diretta dal giornalista, già Caporedattore Rai del Tgr Calabria, Pasqualino Pandullo. L’incontro, svoltosi a Tropea, nella chiesa di San Michele Arcangelo e delle Anime del Purgatorio, lo scorso 20 giugno, ha visto la partecipazione dell’intera Redazione e della missionaria digitale, Mariella Matera, in arte “Alumera”. Presente anche il Coro “Don Giosuè Macrì”, diretto dal Maestro Vincenzo Laganà, che ha concluso la serata con il brano “La Carità”, introdotto dalla splendida voce del soprano Gemma Fazzari. Il Direttore Pandullo ha aperto la serata con un breve video-racconto della rivista che, pur rimanendo fedele all’originario formato cartaceo, oggi si arricchisce del digitale, offrendo un valido contributo all’informazione sul web e, allo stesso tempo, strumenti per accedere facilmente ad altri siti cattolici. Poi ha coordinato i vari interventi mettendo in risalto le diverse peculiarità dei giornalisti che compongono la Redazione.

Il ritratto del Beato: viandante, lampada e aquila

Dopo i saluti iniziali dell’Assessore Romana Lorenzo e del dott. Roberto Garzulli, oblato laico del Sacro Cuore, il primo intervento è stato quello di Don Francesco Sicari, Fratello Maggiore degli Oblati del Sacro Cuore, già Direttore e oggi Redattore di Parva Favilla: “La santità non si trasmette semplicemente raccontando fatti straordinari o enumerando virtù eroiche. Si comunica attraverso una vita che diventa segno, parola, simbolo”. Nel suo racconto, Don Mottola è stato ritratto come viandante, lampada e aquila: «Io sono un povero viandante che va e va…», così si definiva il Beato che è stato, come ha sottolineato Don Sicari: “ un homo viator, mai stanco di tendere verso Dio”.

Don Mottola si definiva anche “una povera lampada che arde.”: “La lampada, come ben sappiamo – ha aggiunto don Sicari – , non vive per sé stessa. Consuma il proprio olio per fare luce agli altri. Non trattiene la fiamma, ma la consegna. Così è stata la vita del Beato Francesco Mottola. La sua esperienza mistica non lo ha mai rinchiuso nell’intimità di un rapporto esclusivo con Dio. Al contrario, la contemplazione è diventata generazione, la preghiera si è fatta missione, l’incontro con Cristo si è trasformato in un dono incessante di sé. Infine, Don Mottola aveva molto cara l’immagine dell’aquila: “L’aquila rappresenta il compimento del viaggio. È l’anima che non si accontenta delle basse quote, ma tende verso le grandi altezze dello spirito. Il Sole verso cui vola è Cristo”. Don Francesco Sicari ha poi concluso “Il povero viandante continua a camminare. La povera lampada continua ad ardere. L’aquila continua a salire verso il Sole. Tre immagini che raccontano un’unica storia: quella di un uomo che ha creduto che il cuore umano è fatto per Dio.”

Il ruolo dell’informazione e il dialogo con le nuove generazioni

È seguita la relazione della giornalista e docente di lingua e letteratura italiana Zaira Sorrenti che cura per Parva Favilla una rubrica dedicata all’Azione Cattolica «non solo per ripercorrere la storia di un impegno che ha visto don Mottola come principale animatore dell’AC in Calabria, ma anche per raccontare il servizio ecclesiale e sociale dell’Ac oggi». Sorrenti ha evidenziato come chi scrive per Parva Favilla è chiamato, sull’insegnamento di don Mottola, non solo a riportare la verità dei fatti, ma a ricercare negli avvenimenti e nelle azioni delle persone una verità superiore, quella di Gesù: «Il giornalista di Parva Favilla si fa piccolo, parvus, e riconosce che ogni persona è favilla di un grande mistero, portatrice di una dignità infinita, come sottolinea papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas è infinita; “Ecco perché prima di comunicare, don Mottola ci invita a esercitare lo sguardo, a saper guardare i fatti e le persone con gli occhi di Gesù”.

Caterina Sorbilli, giornalista e docente ha offerto una riflessione sul tema «Comunicare la santità alle nuove generazioni»: “Comunicare, e farlo soprattutto a favore dei più giovani, è stata la necessità emersa nell’ultimo decennio, allorquando ci si è resi conto che la memoria storica di questo santo sacerdote ed illustre compaesano iniziava a latitare tra le nuove generazioni ed i giovanissimi concittadini”. In occasione dei 50 anni dalla morte di don Mottola Mons. Luigi Renzo, allora Vescovo della Diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea, promosse un anno giubilare mottoliano, concesso da Papa Francesco ed aperto ufficialmente nella Concattedrale di Tropea con una solenne celebrazione il 1 gennaio 2019. Tante da allora sono state le iniziative religiose e non rivolte ai giovani, che hanno favorito non solo la conoscenza del Beato, ma anche la condivisione di esperienze di solidarietà in cui protagonisti sono stati gli stessi alunni delle scuole.

Editoria per l’infanzia ed evangelizzazione digitale

Nadia Macrì, giornalista e scrittrice, da sempre attenta ai più piccoli, ci ha mostrato il frutto del suo ultimo lavoro di narratrice di storie per fanciulli. Da qualche mese, infatti, ha pubblicato le biografie di uomini e donne esemplari, come San Francesco d’Assisi, Natuzza Evolo, e presto uscirà anche un volume dedicato al Beato Mottola. Scritti per arrivare al cuore dei più giovani, con un linguaggio per parole e immagini a loro vicino, i testi si presentano con un ampio e colorato formato, che invita alla lettura e al sorriso gioioso. Il ricavato dei suoi libri è interamente devoluto all’Associazione Fraternamente, che raccoglie le famiglie sofferenti per un lutto prematuro di un genitore o in certi tragici casi di entrambi. È stata poi la volta di Mariella Matera, in arte Alumera, illustratrice, grafico creativo e missionaria digitale cattolica, “innamorata della Bellezza”. Alumera è il blog dove scrive pagine del suo “Diario di coincidenze impossibili”. Alumera significa “A Lumera”, che in dialetto calabrese è il vecchio lume ad olio – come non pensare a don Mottola (n.d.r) -. Le parole di Matera intendono proporre sul web “un cammino di preghiere illustrate e parole del cuore, intrecciati alla luce del Vangelo, tra polvere e stelle”. Dopo aver ricercato la sua vocazione, ha compreso di dover far diventare il suo talento di grafica uno strumento di evangelizzazione: “La creatività che si fa parola o immagine per rendere testimonianza è la mia vocazione. Scrivere, comunicare, creare, illustrare e fotografare sono i più grandi doni che Dio mi ha fatto e ho sentito forte in me la chiamata di usarli come strumento per portare al mondo testimonianza dell’Amore che ho conosciuto”.

Il Premio Don Mottola e il programma delle celebrazioni

L’ultimo intervento è stato quello della giornalista, scrittrice e pittrice, Vittoria Saccà, Presidente del Premio don Mottola, iniziativa voluta dalla Fondazione don Francesco Mottola, nata da un gruppo di laici romani legati al Gruppo Ecclesiale Calabrese, tra cui Nicola Di Napoli, già dirigente nazionale di Azione Cattolica. Oggi Presidente della Fondazione è Paolo Martino e i premi come stabilito nello statuto, possono essere due: uno da assegnare a una tesi di dottorato o di laurea sull’opera del Beato Don Mottola, oppure sulla storia della Chiesa calabrese; un altro è riservato a persona, ente, associazione o cooperativa operante preferibilmente in Calabria nel campo della beneficenza e della formazione. Sono inoltre candidabili seminaristi calabresi bisognosi di sostegno. Il Convegno “Comunicare la santità” ha dato il via al novenario in onore del Beato Francesco Mottola che è iniziato il 21 giugno e si concluderà il 30. Nella stessa chiesa di San Michele, è stata esposta una mostra tematica sulla vita e sulla spiritualità del Beato. Accanto alla mostra, il laboratorio “Il sorriso di Irma” ha organizzato una pesca di beneficenza il cui ricavato andrà a sostenere il progetto “Terapia sospesa” a favore dei bambini presso la Casa della Carità di Vibo Valentia. È prevista una serie di appuntamenti che coinvolgeranno il territorio: il 27 giugno l’esecuzione dell’Oratorio Sacro del maestro Laganà: “Francesco servo di Dio – L’aquila che raggiunse il sole”, in programma alle 21 nella concattedrale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea; il 28 giugno alle 10, nel Salone della Carità si svolgeranno il convegno sul tema: “L’enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica humanitas” e la successiva cerimonia di consegna del premio “Don Mottola 2026”; il 29 giugno, alle 21.30 inizierà la marcia mottoliana “Io sono una povera lampada che arde nella notte” per le vie di Tropea. I festeggiamenti in onore del Beato termineranno martedì 30 giugno, con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta alle 19 dal vescovo Attilio Nostro a conclusione del novenario.

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