Falcomatà: «sosteniamo i nostri ragazzi, abbiamo reso Reggio città del merito e delle opportunità»
Il sindaco Giuseppe Falcomatà è intervenuto alla tradizionale cerimonia di consegna delle borse di studio della Mutua soccorso “Cesare Pozzo”. Assegnate, quest’anno, a circa 50 fra alunni e alunne delle scuole reggine.

«Siamo contenti – ha detto Falcomatà – di questo momento di confronto che consente, all’amministrazione comunale, di ribadire il percorso intrapreso da anni. E che punta a rendere Reggio la Città del merito e delle opportunità. In questi anni, il nostro indirizzo politico, ha ruotato intorno al principio sacrosanto che, ad andare avanti, debba essere chi conosce qualcosa e non chi conosce qualcuno. Lo abbiamo fatto eliminando il lavoro precario, dando serenità e sicurezza a tante lavoratrici e lavoratori. Assumendo, con concorso pubblico e dopo 21 anni, ragazze e ragazze che stanno dando manforte ai nostri uffici. Infondendo stabilità ai dipendenti di Hermes, Atam e Castore».
«Sono convinto – ha concluso Giuseppe Falcomatà ringraziando la Mutua “Cesare Pozzo” – che queste borse di studio vadano esattamente in questa direzione. E come sindaco, sono davvero contento e orgoglioso di essere qui a farvi un grande in bocca al lupo. Attraverso questi sussidi, infatti, potrete iniziare a costruire un piccolo grande percorso di realizzazione personale e professionale».
Per Giuseppe Marino il lavoro della Mutua diventa fondamentale ancor di più in un territorio fragile come quello calabrese». «Se pensiamo a diritti costituzionali continuamente messi a rischio, come quello alla Salute – ha detto – non possiamo che evidenziare l’opera meritoria della Mutua che permette di superare ostacoli a volte insormontabili».
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L’importanza della Mutua “Cesare Pozzo” è stata rimarcata anche dal consigliere metropolitano Filippo Quartuccio perché «incarna valori sacri come l’assistenza, l’integrazione e la solidarietà». «Realtà ed istituzioni di questo tipo – ha concluso – fanno bene al tessuto dei dipendenti reggini e delle loro famiglie. Queste iniziative fungono da stimolo per tante persone che non hanno la forza o la possibilità di potersi curare».











