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«Dio, essendo compassione, non è assente da chi soffre, anzi compatisce, soffre insieme, fatta sala la visione beatifica trinitaria»

Coronavirus, la riflessione del vescovo emerito mons. Rimedio

Redazione Web

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Dovunque vive ed opera l’uomo è facile rintracciare il bene che compie come il male che può commettere. Bene e male si alternano sia nella vita individuale come in quella sociale. Siamo da diversi mesi in tempo di Covid-19, e si vive questa tremenda realtà in tante e tante Nazioni: paura di rischi di contagio, guarigioni ma anche molte vittime del Coronavirus. Ancora non si è riusciti nei laboratori scientifici a creare un vaccino vincente dall’irruzione nefasta del virus. La speranza, che si arrivi, è viva!

Come considerare questo Covid-19? Una deviazione della storia contemporanea: di deviazione si tratta a livello antropologico in conclusione. Ovviamente non è tutto chiaro: inedito il virus, inedite le negatività gravi di cui è causa. E le preghiere al Cielo: a Dio e alla beata Vergine Maria? Sono sempre atti di fede e sono accolte dal Signore e dalla Madonna. Sono atti meritori. Dio e il male: sono antitetici, da una parte il Sommo Bene, dall’altra la negazione del bene. Dio, essendo compassione, non è assente da chi soffre, anzi compatisce, soffre insieme, fatta sala la visione beatifica trinitaria. Rispetta il Signore la libertà umana, le capacità degli uomini e non può essere il “tappa buchi” di eventuali situazioni, anche di sofferenza che segnano la nostra storia. Guardiamo sempre con speranza ad un futuro diverso per tutti! Dio è con noi.

Vincenzo Rimedio
Vescovo emerito

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