Diaconato permanente, l’esempio di Petrolino

Il Santo Padre Francesco, nel discorso rivolto ai sacerdoti e ai consacrati, il 25 marzo del 2017 a Milano, ha definito i diaconi “custodi del servizio nella Chiesa”. Essa, infatti, è tutta ministeriale, in quanto chiamata a seguire le orme di Gesù, che “non è venuto per essere servito ma per servire e donare la sua vita” (Mc 10, 45).  Tutti i cristiani, quindi, sono discepoli del Cristo Servo, il quale, testimoniando l’amore del Padre, “passò beneficando e risanando tutti” (Atti, 10, 38).

Per ricordare che l’atteggiamento di servizio è una dimensione costitutiva della Chiesa, l’insegnamento del Nuovo Testamento e la prassi della comunità cristiana hanno preso forma in un grado specifico del sacramento dell’ordine, il diaconato, esercitato anche nella sua forma permanente, da persone che consacrano la loro vita alla pratica e alla testimonianza della carità. Essi sono, quindi, segno e profezia di un modo di essere sostanziale per ogni cristiano.

Nel volume del diacono Enzo Petrolino, il lettore troverà una profonda disamina dell’identità del diacono permanente, partendo da una lettura storica, che consente di cogliere quanto la Chiesa sia una realtà viva, passando per l’approfondimento teologico, e con uno sguardo sempre aperto all’attualità e all’esperienza concreta dei diaconi permanenti italiani.

È consolante apprendere che il loro numero è aumentato nel tempo, come attestano i dati statistici riportati nell’opera, ma soprattutto è incoraggiante sapere che la promozione del diaconato non è tanto dovuta alla mancanza di sacerdoti, quanto piuttosto alla crescente comprensione, da parte della Comunità cristiana, che il diaconato permanente è una vocazione specifica all’interno della Chiesa.

Il Concilio Vaticano II ha voluto “ristabilire il principio dell’esercizio permanente del diaconato”, ma, specifica l’Autore, non ha inteso ripristinare “una forma particolare che il diaconato aveva avuto nel passato” (Introduzione).

Da qui sorge l’esigenza, alla quale intende rispondere la presente pubblicazione, di approfondire il tema di questa peculiare forma di vita, al fine di favorirne la conoscenza, la diffusione e l’efficacia, e di prospettare una formazione specifica, fedele al dato rivelato e alle istanze della contemporaneità.

La Congregazione per il Clero, in proposito, ha recentemente pubblicato l’Istruzione La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa” (del 29 giugno 2020), citata anche dall’Autore, nella quale, ai nn. 79-82, viene dato ampio spazio alla figura del diacono permanente, a “salvaguardia dell’identità dei diaconi, in vista della promozione del loro ministero”, nel contesto della nuova evangelizzazione, così come auspicato dal Santo Padre Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium.

Il diaconato permanente, infatti, non può costituire una mera supplenza alla mancanza di presbiteri, né ridursi a un ministero marginale, limitato al culto, ma è chiamato ad assumersi una precisa responsabilità circa il “servizio” nella Chiesa, valorizzando la caratteristica di “ministero fortemente estroverso”, come segnala l’Autore, il quale ritiene che esso sia un compito di “frontiera”, chiamato anche a confrontarsi, oggi, oltre che con le diverse dimensioni della carità, anche con i temi dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso.

Inoltre, cogliendo l’invito espresso da Papa Francesco nella lettera enciclica Fratelli tutti, l’Autore, sull’esempio di San Francesco d’Assisi, anch’egli diacono, parla di “diaconi senza frontiere” che rivivano, “con il cuore di Dio” l’esperienza del buon samaritano, per riconoscere in ogni uomo un fratello.

Forte dell’esperienza pluriennale di Presidente della Comunità del Diaconato in Italia, Enzo Petrolino, presentando il frutto del suo studio, offre alla Chiesa Italiana, e non solo, l’occasione per una rinnovata riflessione sul tema del diaconato permanente, al fine di valorizzarne lo specifico carisma vocazionale ed ecclesiale, nell’oggi della Comunità cristiana.

Auguro che questo lavoro possa favorire una maggiore conoscenza e consapevolezza del ministero dei diaconi permanenti e magari anche ispirare nuove vocazioni a tale peculiare servizio ecclesiale.

*sottosegretario Congregazione per il clero

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