Calabria, pesa la disoccupazione giovanile: è la più alta d’Italia

Un giovane su tre non lavora e ben il 67% dei contratti è “non tradizionale” con pochissime garanzie per il futuro
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L’Istat fotografa la disoccupazione giovanile in Calabria: un fenomeno che preoccupa (e non poco). Un giovane su tre non lavora e ben il 67% dei contratti è “non tradizionale” con pochissime garanzie per il futuro.

Disoccupazione giovanile e fuga degli Under 35 in Calabria

Per i giovani che vivono nel sud Italia il percorso verso l’età adulta è «più lungo e complicato». Lo mette nero su bianco l’Istituto nazionale di statistica (Istat), facendo riferimento in particolare alla fascia d’età 18-34 anni e a quei “passaggi” che la caratterizzano, due su tutti: il distacco dalla famiglia d’origine e l’ingresso nel mondo del lavoro.


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Quel che emerge nel rapporto “I giovani del Mezzogiorno”, pubblicato oggi dall’Istat, è innanzitutto la flessione registrata in soli vent’anni anni: tre milioni di giovani in meno in tutta Italia dal 2002 ad oggi. La perdita maggiore si registra nel Mezzogiorno, con un -28%. In tutto ciò la Calabria è tra le regioni più in sofferenza: qui dal 2002 al 2022 la diminuzione di 18-34enni è stata del -31,4%.

A pesare su quello che l’Istat definisce “inverno demografico” sono diversi fattori, collegati tra loro. C’è innanzitutto la carenza opportunità lavorative stabili e di buona qualità, che spinge ad emigrare altrove o ritarda il momento in cui si mette su famiglia. La mancanza di lavoro al Sud non è certo una novità, eppure i dati Istat rilevano un ulteriore peggioramento dello stato delle cose. Al Sud il tasso di occupazione fra i giovani dai 20 ai 34 anni, già basso nella generazione precedente (45,3%), si riduce ancora arrivando al 41,3%. Di conseguenza, resta alto il tasso di disoccupazione (23,6% contro il 9,1% del Centro-Nord).


PER APPROFONDIRE: Disoccupazione: servono aiuti ai «working poor»


Guardando alla Calabria, i dati relativi all’occupazione giovanile diventano ancora più tragici: lavora solo il 35,8%. Si tratta del dato più basso in Italia, ci sono poi la Sicilia con il 37,2% e la Campania con 39,4%. Considerando poi le sole donne calabresi si scende addirittura al 27,4%. L’altra faccia della stessa medaglia gli dice poi che la Calabria è la regione con il tasso di disoccupazione più elevato tra i giovani: è al 27,1%; seguita da Campania (25,2%); Sicilia (24%); Puglia (23,7%).

La Calabria è poi tra le regioni con una presenza maggiore di neet, ossia giovani non inseriti in un percorso scolastico o formativo, ma neppure impegnati in un’attività lavorativa: sono il 46,6%. Va peggio solo la Sicilia (53%), mentre la media del Sud è del 43,1% contro quella del Centro-Nord che si attesta al 26,5%.

Istat inoltre non considera solo il lavoro che manca ma anche quello precario e atipico, che soprattutto al Sud sembra sia diventato prevalente. Anche qua, altro record della Calabria: addirittura il 67% dei giovani non ha un contratto “non tradizionale”. Seguono altre regioni del Sud: Sardegna (66,8%), Basilicata (63,3%), Sicilia (60,3%).

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