È tornato il Pentedattilo Film Festival: sei corti in 48 ore e due premi nel borgo

Pentedattilo Film Festival

Ai Overview: Il borgo di Pentedattilo ha ospitato la nuova edizione del Pentedattilo Film Festival, una rassegna che unisce le proiezioni cinematografiche internazionali alla produzione sul campo e all’arte urbana. Durante le giornate dell’evento, la frazione del comune di Melito Porto Salvo è stata animata da diverse iniziative parallele: la realizzazione di sette nuovi murales per il progetto d’arte urbana “Tra le mani di pietra” nel paese nuovo, e la competizione “48 Ore Pentedattilo”. Quest’ultima ha visto sei troupe provenienti da tutta Italia scrivere, girare e montare altrettanti cortometraggi all’interno del borgo antico in soli due giorni, prendendo diretta ispirazione dalle opere murarie appena realizzate. La manifestazione ha registrato anche l’assegnazione dei premi per le migliori pellicole internazionali in gara e ha coinvolto attivamente registi, attori, tutor tecnici e gli stessi abitanti del territorio, confermando il ruolo del paese come residenza d’artista e laboratorio partecipativo.

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Un borgo tra arte urbana e set a cielo aperto

È calato il sipario nel borgo che ha ospitato il Pentedattilo Film Festival. Un appuntamento che è stato laboratorio di arte, cinema e partecipazione. Nel paese nuovo, infatti, sono nati sette nuovi murales nell’ambito di “Tra le mani di pietra”, il festival d’arte urbana diretto da Boris Veliz, mentre il borgo antico è tornato a rivendicare il proprio ruolo di set cinematografico. Ad aprire l’ultimo appuntamento sono stati i saluti del sindaco di Melito Porto Salvo Annunziato Nastasi, insieme ai partner di “Rianimare Pentedattilo”. A introdurre la serata è stata Laura Cirella, responsabile del progetto, che ha ricordato il lavoro svolto nelle settimane precedenti: «L’ostello di Pentedattilo è stato trasformato in una straordinaria residenza d’artista. Sette nuove opere hanno cambiato il volto del borgo nuovo e sei gruppi di ragazze e ragazzi da tutta Italia hanno raccolto l’invito a girare sei cortometraggi in soli 48 ore». Cirella ha quindi ringraziato Azimut, Ecolandia e Pro Pentedattilo, sottolineando il sostegno di Fondazione con il Sud e Fondazione Cassa Depositi e Prestiti: «Hanno riempito di vita, arte, creatività e colori queste settimane. Non ci fermeremo qui: è soltanto un altro tassello in un cammino lungo».

Il ritorno della rassegna e i corti internazionali premiati

Maria Milasi ha poi parlato dell’emozione per il ritorno della manifestazione: «È una grande emozione tornare a Pentedattilo e continuare un cammino intrapreso nel lontano 2006. Noi artisti e filmmaker siamo cresciuti qui. Parte del nostro percorso artistico è partito proprio da Pentedattilo e tanti di quelli che hanno iniziato qui sono poi tornati dopo aver raggiunto un successo nazionale e internazionale».

La prima parte della serata è stata dedicata ai cortometraggi vincitori del Pentedattilo Film Festival, selezionati tra le opere arrivate da tutto il mondo. Cinque i film premiati. Miglior corto internazionale: Adjustment, di Mehrdad Hasani – Iran; miglior corto di animazione: Witchfairy, di Cedric Igodt e David Van de Weyer – Belgio; miglior commedia: Danzamatta, di Vanja Victor Kabir Tognola – Svizzera; miglior videoclip: Non sono razzista, ma, di Marco Locurcio – Italia; miglior thriller: Runaway, di Salome Kintsurashvili – Georgia. Fuori concorso è stato proiettato Leggera del regista e direttore della fotografia Emiliano Barbucci, storico collaboratore del festival.

La sfida cinematografica in 48 ore

È quindi arrivato il momento del 48 Ore Pentedattilo. Delle 20 proposte ricevute, sei troupe sono state selezionate e chiamate a costruire una storia direttamente nel borgo. A ciascuna è stato assegnato un murale, che doveva diventare parte dell’ispirazione narrativa. Le storie non erano state preparate prima: sceneggiatura, riprese e montaggio sono stati realizzati durante le 48 ore. I sei cortometraggi in concorso sono stati: Aurora Sanso – Tra le crepe delle mani, ispirato dal murale Il fiore sulla pietra di Accenti e Neri; Lorenzo Crescitelli – Te l’avevo detto, ispirato da La notte di Lorenzo di Basik; Chiara Canale ed Eleonora Deligio – Malu Passu, ispirato dal murale Nelle sue mani di Tania Azzar; Antonia Stelitano – La voce del filo, ispirato da Il tempo di restare di Kronos Arte; Pietro Adorato – Saudade, ispirato da Sibari di Farid Rueda; Marco Marra e Davide Rossi – Il dono, ispirato infine dal murale Terra d’incontri, di Boris Veliz.

A supportare le troupe sono stati i tutor tecnici Americo Melchionda, anche direttore artistico del Pentedattilo Film Festival, e lo stesso Emiliano Barbucci. Nel cast e tra i collaboratori gli attori Maria Milasi, Alessio Praticò, Agata Fortis e Americo Melchionda, oltre agli abitanti del territorio. Emanuele Milasi, direttore artistico del 48 Ore Pentedattilo, ha sottolineato il significato del ritorno del festival e la scelta di affiancare alle proiezioni una vera esperienza di produzione cinematografica.

Il verdetto della giuria

Dopo la proiezione dei sei cortometraggi, la giuria ha scelto di assegnare il primo premio ex aequo, riconoscendo l’alto livello dei lavori. Il primo è andato a Tra le crepe delle mani di Aurora Sanso, con la motivazione: «Per l’alto livello cinematografico, che incornicia con compiutezza una storia emozionante attraverso un buon gusto registico». L’altro primo premio ex aequo è andato a La voce del filo di Antonia Stelitano, «per la delicatezza del racconto, che trasmette un messaggio di forte emancipazione riflettendo perfettamente il tema sviluppato». La troupe ha definito il premio «l’indice che la nostra squadra ha funzionato», aggiungendo: «Eravamo nel posto giusto per sviluppare temi che ci riguardano. Probabilmente questa squadra si ripeterà in futuro perché abbiamo lavorato bene insieme». Il riconoscimento è stato dedicato «a tutte le bimbe che partono ma poi tornano». La menzione speciale è andata a Malu Passu di Chiara Canale ed Eleonora Deligio, «per la direzione degli attori e l’abile costruzione sonora, che regalano immagini di vita vera». Chiara Canale ha ringraziato gli abitanti del borgo, in particolare Enza e Aurora, per le storie e i contributi offerti: «Ci hanno regalato delle storie intime, quei segreti che solo chi ha vissuto intensamente una vita può regalare».

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