Avvenire di Calabria

Salvatore Fuda, alla seconda esperienza a Palazzo Alvaro, ha ricevuto la delega-grana dei rifiuti. Ecco la sua ricetta per tornare alla normalità

Emergenza rifiuti, il delegato Fuda: «Per uscirne ci vorranno almeno tre anni»

Pesa l’eredità del passato. Dai rapporti non idilliaci con la Regione Calabria alla vicenda giuridica che riguarda la discarica di Melicuccà

di Federico Minniti

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Salvatore Fuda, alla seconda esperienza da consigliere metropolitano e sindaco di Gioiosa Jonica, ha ricevuto la delega spinosa all’Ambiente. L’abbiamo intervistato.

Emergenza rifiuti, sembra di essere al gioco dell’oca. Come si esce da questa situazione?

La gestione commissariale prima e regionale poi, hanno consegnato agli Ato un sistema “inefficiente” dal punto di vista impiantistico e “dopato” dal punto di vista finanziario. Oggi dobbiamo attuare rapidamente il Piano d’Ambito per avere sistemi efficienti di raccolta e di riscossione del tributo. Dobbiamo raggiungere i livelli minimi di raccolta differenziata imposti dalla legge (65%). Servono impianti “pubblici” di trattamento, moderni e con adeguate capacità. E poi impianti di servizio per conferire gli scarti di lavorazione prodotti dagli impianti. Sono iniziati i lavori a Sambatello, sull’ammodernamento di Siderno e Gioia tauro si sta lavorando, così come sui tre impianti di servizio per gli scarti. In due o tre anni potremmo iniziare a “vedere la luce”. Le condizioni per uscirne bene ci sono tutte.

Quali sono gli aggiornamenti in merito alla discarica di Melicuccà?

L’Ato (Ambito territoriale ottimale) Città metropolitana e la Regione Calabria hanno una posizione comune

e chiara che non cambia: l’impianto si attiva nel rigoroso rispetto di tutte le norme in materia di sicurezza ambientale. Di fronte al dubbio che la sorgente “Vina” potesse in qualche misura risentirne, è stato attivato un ulteriore percorso di approfondimento, coinvolgendo il Cnr. Solo dopo l’esito di tali studi si potranno assumere nuove determinazioni, sempre con il conforto dell’Ispra e dell’Arpacal. Indipendentemente da tutto, rimane il tema della bonifica della vecchia discarica, ma su questo, oltre la questione del ricorso al Tar, c’è da confrontarsi e avviare rapidamente le attività dovute per salvaguardare l’ambiente.

Dopo mesi di “guerra fredda” con la Regione, quali sono i rapporti attuali?

Le istituzioni devono collaborare per realizzare gli interessi generali della comunità, e così stiamo facendo anche con la Regione Calabria. Il dialogo con l’assessore De Caprio è continuo e insieme stiamo concordando misure per assicurare ai comuni, in questo periodo di transizione, gli spazi per conferire i rifiuti differenziati. Per dirne una, la Regione ci sosterrà per aumentare la capacità di trattamento dell’organico attraverso il finanziamento di un impianto mobile per l’area della Piana di Gioia Tauro oggi sprovvista. E questo diminuirà la nostra dipendenza dagli impianti privati.

Parlando di aree protette, ci sono progetti condivisi con l’Ente Parco Aspromonte?

Con l’Ente Parco e con il presidente Autelitano c’è un dialogo e un confronto

costante. Le nostre risorse naturali rappresentano un valore aggiunto di fondamentale importanza nella più ampia strategia di rilancio dell’immagine del territorio in chiave turistica e attrattiva. E la Città metropolitana ha il dovere di guardare con la massima attenzione a questo asset che può avere un ruolo strategico anche in ottica ripartenza post Covid.

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