Emergenza sanitaria, Reggio al bivio: paralisi o ripartenza

Emergenza sanitaria, il Gom di Reggio rischia la paralisi. Ieri incontro in Prefettura. Dopo mesi i commissari dell’Asp reggina si sono fatti vivi, sottoponendosi alle richieste dell’Amministrazione metropolitana: presi nuovi impegni. 

Alla riunione in Prefettura, richiesta dal sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà all’indomani della prima riunione della task force socio-sanitaria tenutasi a Palazzo San Giorgio, erano presenti anche i Commissari dell’Asp reggina Giovanni Meloni e Maria Carolina Ippolito, il direttore sanitario Antonio Bray e il capo dipartimento di prevenzione Sandro Giuffrida.

Tra gli argomenti all’ordine del giorno l’apertura di nuovi posti letto per il trattamento dei pazienti affetti da Covid, le procedure di assunzione di nuovo personale, l’attivazione di tutte le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) previste per il territorio metropolitano e la realizzazione di una residenza Covid, tutte questioni sollevate dal primo Cittadino nei confronti delle autorità sanitarie di competenza.

Nel merito i Commissari hanno assicurato l’imminente apertura, già prevista per sabato, di un Ospedale Covid a Gioia Tauro, per il quale sarà attivata una procedura urgente per l’assunzione del necessario personale medico e paramedico. Non si hanno notizie invece per l’altra struttura Covid, prevista a Melito Porto Salvo. Per ciò che riguarda l’attivazione delle Usca, i Commissari hanno riferito che al momento sono otto quelle attivate, alle quali se ne aggiungeranno altre quattro nei prossimi giorni per arrivare al totale complessivo di dodici previste dal piano regionale.

In relazione alla residenza Covid infine, l’Asp di Reggio Calabria ha chiesto ufficialmente al Comune il supporto per la realizzazione di una struttura da dedicare alla permanenza dei pazienti in via di guarigione in attesa di rientrare presso il proprio domicilio. Il Sindaco Falcomatà ha assicurato in tal senso massima disponibilità, comunicando di aver già previsto nell’ambito del programma Pon Metro, una somma di 1 milione e 700mila euro per una residenza Covid.

«Finalmente abbiamo appreso nel dettaglio alcuni dei programmi che erano previsti e che l’Asp avrebbe dovuto realizzare sul nostro territorio. Oggi sappiamo qualcosa in più ma non possiamo ritenerci soddisfatti perchè le iniziative illustrate oggi, si sarebbero già dovuto realizzare a suo tempo, già subito dopo la prima ondata del Covid. Adesso vigileremo perchè le iniziative illustrate siano realizzate in tempi brevissimi – ha concluso il sindaco – e visto che fino ad oggi non c’era mai stata la possibilità di un confronto su questi temi, ho chiesto che il tavolo di oggi sia istituzionalizzato e convocato periodicamente. Il prossimo incontro e già previsto per mercoledì 18, data in cui avremo modo di verificare se gli impegni assunti saranno stati rispettati».

Gom quasi al limite. Intanto, l’unico centro Covid di tutta l’area è quasi saturo. «All’interno dell’ospedale: c’è una situazione drammatica, il personale è stremato, ci mancano circa 400 persone tra medici, infermieri e oss, perciò siamo in una situazione critica del personale e degli aiuti esterni che nona arrivano da nessuna parte» ha dichiarato Antonino Verduci, direttore medico del presidio ospedaliero a fonti online. 

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