Seminario Pio XI, don Pangallo: «Qui formiamo i futuri sacerdoti»

La testimonianza: «Qui ho trovato una bella realtà, cresciuta grazie al lavoro di tanti»
Don Nino Pangallo - Seminario Pio XI

Crisi delle vocazioni? «Per certi versi, sì per altri no». Il Mezzogiorno, nonostante il momento di transizione e di grosse difficoltà che anche il cammino vocazionale sta attraversando, ancora regge. In Calabria, i numeri sono incoraggianti. Un esempio è dato dall’esperienza del Seminario arcivescovile “Pio XI” di Reggio Calabria. Tuttavia, ammette il neo rettore don Antonino Pangallo, non bisogna solo guardare ai numeri, ma mettere al centro della formazione e dell’accompagnamento al sacerdozio l’incontro con Gesù. Chiamato da qualche mese dall’arcivescovo Morrone a guidare la comunità del seminario, «più mi addentro in questa esperienza formativa – afferma -, più mi rendo conto della bellezza legata alla sfida di lavorare con i futuri sacerdoti».


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Una realtà «bella», la definisce ancora il neo rettore, «in questi anni cresciuta grazie anche al buon lavoro svolto da chi mi ha preceduto. Quindici anni fa conclusi il mandato di padre spirituale proprio in Seminario. Rispetto ad allora – ammette l’ex direttore della Caritas diocesana – ho trovato una comunità diversa, matura, con cui siamo pronti a camminare insieme». «Oggi – ancora la testimonianza di Pangallo – lavorare nella formazione dei futuri sacerdoti è una vera sfida, in quanto la situazione è profondamente mutata non solo a livello culturale, ma anche ecclesiale».

I numeri del Seminario Pio XI

Attualmente, infatti, il Seminario Pio XI conta in tutto 27 seminaristi. Sette provengono dal Madagascar. «Dopo la formazione rimarranno qui ancora alcuni anni per svolgere il ministero pastorale». Gli altri diciannove appartengono invece alla diocesi reggina-bovese. Il loro profilo anagrafico è vario, così come la formazione umana e professionale. La vocazione più grande è rappresentata da Matteo che sta per essere ordinato diacono a cinquant’anni. Il più giovane seminarista di anni ne ha appena venti. Generazioni lontane per età, ma accomunate dalla «condivisione della chiamata del Signore».

Crisi delle vocazioni? Ecco da dove ripartire

Guardando ai numeri, «rispetto al resto d’Italia e dello stesso Sud, come diocesi possiamo ritenerci fortunati», prosegue don Pangallo, riconoscendo tuttavia che oggi «esiste una crisi non solo vocazionale, ma coinvolge anche la vita di fede delle nostre comunità. Penso ad esempio alle difficoltà che oggi ci sono nella pastorale familiare».


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Da dove ripartire, dunque. «Dal cuore, dalla dimensione spirituale. Se non c’è l’incontro con Gesù Cristo nel mondo giovanile e in quello adulto – a detta del rettore del Seminario Pio XI – non ci sarà mai la ricerca della propria vocazione e quel passo in avanti per mettersi a disposizione dell’altro e riscoprire la dimensione umana, sulla quale più che mai, in una società fatta di relazioni virtuali, oggi è necessario intervenire».

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