In una lunga intervista, il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Reggio Calabria, inaugurando di fatto la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Nel corso del colloquio, il parlamentare ha respinto le letture che legano la sua decisione a calcoli di convenienza, motivando la discesa in campo come un’assunzione di responsabilità verso il territorio. Cannizzaro ha espresso un giudizio fortemente critico sui dodici anni dell’attuale amministrazione di centrosinistra e ha delineato le direttrici della sua proposta, concentrandosi in particolare sul degrado delle periferie e sulla necessità di tradurre in interventi pratici i finanziamenti ottenuti per quartieri complessi come Arghillà, puntando sulla sinergia istituzionale con la Regione e il governo nazionale.
La discesa in campo e la risposta alle accuse di opportunismo politico
Francesco Cannizzaro non usa giri di parole: nell’intervista rilasciata nell’edizione calabrese di Avvenire, firmata da Federico Minniti e pubblicata nell’edizione di ieri, il deputato di Forza Italia conferma la sua candidatura a sindaco di Reggio Calabria e prova a sgomberare il campo da ogni lettura strumentale. La discesa in campo era nell’aria da ottobre scorso, ma il parlamentare reggino ha scelto i tempi e i modi per ufficializzarla, consapevole che la mossa avrebbe dato il via definitivo alla campagna elettorale, dentro e fuori la coalizione di centrodestra. Il primo nodo che Cannizzaro affronta nell’intervista è quello più insidioso: l’accusa di opportunismo. Replica: «Non c’è nulla di conveniente nella scelta di fare questo passo, se non andare a fare qualcosa che da tempo sento forte dentro di me», dichiara, aggiungendo che la rinuncia al seggio parlamentare non gli conviene «né sul piano economico né tanto meno politico». Chi parla di calcolo, secondo il deputato forzista, proietta sulla sua scelta una logica che non gli appartiene: «Quelli che parlano di opportunismo probabilmente misurano la politica con il proprio metro».
Il confronto sulle candidature e le critiche all’attuale amministrazione
Cannizzaro tiene a precisare anche la genesi della candidatura. Smentisce di aver cercato profili alternativi attraverso una sorta di selezione a tavolino, e riconosce come unica altra disponibilità vagliata quella dell’europarlamentare Giusi Princi, a lui politicamente vicina. Poi, però, ha prevalso l’urgenza personale di assumersi la responsabilità in prima persona. «La favola del ventaglio di scelte tipo figurine dei calciatori è, appunto, fantascienza», taglia corto. Sul piano dei contenuti, il parlamentare reggino punta il dito contro l’amministrazione uscente di centrosinistra, alla quale imputa un sostanziale immobilismo. Il giudizio è severo: parla di «un’amministrazione comunale che ha fallito, non riuscendo in quasi 12 anni ad apportare alcun tipo di miglioramento a Reggio Calabria». È una bocciatura senza appello che Cannizzaro utilizza come premessa per presentare la propria visione, fondata anzitutto sulla sinergia istituzionale con la Regione guidata da Roberto Occhiuto e con il governo nazionale.
Il nodo delle periferie urbane e gli interventi ad Arghillà
Tra i temi concreti sollevati nell’intervista c’è anche il caso Arghillà, quartiere periferico, simbolo delle fragilità urbane reggine, è stato oggetto di un’iniziativa parlamentare dello stesso Cannizzaro, che ricorda di aver attivato la Commissione d’inchiesta sulle periferie e ottenuto fondi dal Ministero dell’Interno. Ma il deputato, però, ammette che non basta «finché tutto quello che abbiamo chiesto e ottenuto nero su bianco non si trasformerà in atto pratico». Lo sguardo si allarga poi a tutte le zone periferiche della città, con l’annuncio di un piano complessivo. «Tutta la città, in questo momento, è “di serie B”, direi anche C», afferma senza reticenze.
La stabilità della coalizione e il passaggio istituzionale a Palazzo San Giorgio
Quanto alla stabilità della coalizione nazionale, Cannizzaro difende l’operato del governo Meloni, parlando di coesione sulle riforme e sottolineando la necessità di tradurre la solidità politica in investimenti concreti per il Mezzogiorno: infrastrutture, attuazione del Pnrr, politiche di sviluppo. La lettura che offre è quella di un centrodestra dinamico, capace di evolversi senza perdere compattezza. Cannizzaro si presenta forte del suo radicamento territoriale e di un rapporto consolidato con i vertici regionali e nazionali del partito. La scommessa, però, è tutta politica: convincere i reggini che il passaggio da Roma a Palazzo San Giorgio non è una ritirata, ma — come lui stesso la definisce — una scelta dettata dal sentimento. «Gli atti d’amore non si spiegano: si fanno», chiude il deputato. Ora toccherà alla città decidere se crederci.













