Ai Overview: A sei anni esatti dalla stesura dell’enciclica “Fratelli tutti”, firmata da papa Francesco il 3 ottobre 2020, la città di Assisi ospita un duplice anniversario. L’evento si sovrappone infatti all’ottavo centenario della morte di san Francesco, occasione per la quale l’attuale pontefice Leone XIV ha indetto uno speciale anno giubilare francescano che si protrarrà fino al 2027. Le celebrazioni di quest’anno si distinguono sia per la presenza delle alte cariche dello Stato, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sia per il ripristino del 4 ottobre come festa nazionale civile in Italia. Parallelamente alle ricorrenze istituzionali, i principi espressi nel documento pontificio del 2020 continuano a orientare sia l’odierno magistero in materia di diplomazia e rifiuto dei conflitti armati, sia le attività quotidiane nei centri dedicati all’integrazione e all’assistenza sociale internazionale.
Il duplice anniversario ad Assisi tra enciclica e Giubileo francescano
Il 3 ottobre 2020, con l’Italia ancora immersa nella pandemia, papa Francesco scese nella cripta della Basilica di Assisi e firmò, sulla tomba del Poverello, “Fratelli tutti”, l’enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale presentata il giorno successivo, festa del patrono d’Italia. Sei anni dopo, il calendario torna quasi a coincidere: sabato la firma, domenica la festa. Ma stavolta l’anniversario si inserisce in una ricorrenza che diviene ancora più profonda perché, con quest’anno, sono passati esattamente otto secoli dalla morte di Francesco d’Assisi alla Porziuncola, quella sera del 3 ottobre 1226, e Leone XIV ha deciso di indire un anno giubilare francescano che si concluderà il 10 gennaio 2027.
Le celebrazioni istituzionali e il ritorno della festa nazionale
Questa sera, a Santa Maria degli Angeli, in particolare, è in programma la commemorazione del Transito e domani mattina nella Basilica superiore la Messa sarà presieduta dal cardinale Matteo Zuppi. Quest’anno, ad accendere la lampada votiva dei Comuni sarà il sindaco di Assisi, a nome dell’intero Paese, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che prenderà poi la parola dalla Loggia del Sacro Convento.
Sarà anche il primo 4 ottobre tornato festa nazionale dopo la soppressione del 1977, anche se cadrà di domenica. La legge invita enti pubblici e Terzo settore a promuovere iniziative dedicate alla pace e alla fraternità, e così dimostra che il lessico di un’enciclica è entrato, a pieno titolo, in un testo normativo. Resta da vedere quale spazio saprà conquistarsi nella pratica.
L’eredità del testo nel magistero di papa Leone XIV e i frutti diplomatici
E in Vaticano? Leone XIV torna spesso sul testo del predecessore, tanto che, nella sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, firmata il 15 maggio, definisce «superata» la teoria della guerra giusta e, in nota, rimanda al paragrafo 258 di Fratelli tutti, quello che si chiude con l’appello: «Mai più la guerra!». Poi ci sono i risultati più facilmente misurabili. La Fondazione Fratelli tutti, istituita da Francesco alla fine del 2021, ha organizzato tre edizioni dell’Incontro mondiale sulla fraternità umana, tra piazza San Pietro e Roma. E il Premio Zayed 2026, legato al Documento di Abu Dhabi da cui l’enciclica prende le mosse, è stato assegnato, fra gli altri, all’azero Ilham Aliyev e all’armeno Nikol Pashinyan, come ricorda il messaggio del Papa per la Giornata della fratellanza umana: i leader di due Paesi contrapposti per decenni.
La fraternità concreta nei centri di accoglienza e integrazione
Il cuore del documento, però, resta la parabola del buon samaritano, alla quale Francesco dedica l’intero secondo capitolo. E forse è proprio da qui che si può misurare ciò che resta di Fratelli tutti sei anni dopo. Il 26 settembre, a Parigi, la prima tappa nell’agenda di Leone XIV è stata la Maison Bakhita, centro di accompagnamento e integrazione sociale. Si può ben dire che il “tutti” del titolo, sei anni dopo, continua a misurarsi soprattutto in luoghi come questo.













