Un data breach accidentale ha portato alla luce i piani di sviluppo di Anthropic, la società di intelligenza artificiale guidata dai fratelli Amodei, svelando l’esistenza di un nuovo modello avanzato denominato Claude Mythos. L’incidente informatico si intreccia con un periodo di complesse dinamiche politiche e commerciali, segnato dalle tensioni tra la stessa Anthropic e il Pentagono statunitense sull’utilizzo militare dell’IA, e dalle storiche rivalità con i concorrenti di OpenAI. Nel panorama tecnologico internazionale si registrano inoltre importanti mutamenti negli assetti interni della xAI di Elon Musk e nuovi investimenti miliardari nel settore dell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla ricerca farmaceutica.
La fuga di notizie sul progetto Claude Mythos
Un errore informatico ha svelato quello che avrebbe dovuto rimanere segreto: Anthropic, l’azienda californiana fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei, sta sviluppando un nuovo modello di intelligenza artificiale chiamato Claude Mythos. La notizia è emersa quando un’errata configurazione del sistema editoriale ha lasciato accessibili quasi tremila documenti riservati, tra cui una bozza del post di lancio. A scoprire la falla sono stati due ricercatori del settore della cybersicurezza e la rivista Fortune è riuscita a visionare i materiali prima che Anthropic ne bloccasse l’accesso. Dalla bozza trapelata si apprende che Mythos apparterrebbe a un nuovo livello di modelli pensato per collocarsi al di sopra della linea Opus, attualmente la più avanzata del catalogo. Intervistata da Fortune, Anthropic ha confermato l’esistenza del progetto, parlando di «un modello generico con progressi significativi nel ragionamento, nella programmazione e nella cybersicurezza», ed hanno specificato che al momento il progetto è in fase di test presso un ristretto gruppo di clienti. L’aspetto più delicato riguarda proprio la sicurezza informatica: nella bozza, l’azienda definisce il modello come «molto più avanti di qualsiasi altro modello di intelligenza artificiale nelle capacità cyber» e tra le avvertenze traspare che potrebbe essere sfruttato da pirati informatici per condurre attacchi su larga scala. Questa fuga di notizie è arrivata in un momento delicato…la scorsa settimana, infatti, un giudice federale di San Francisco ha emesso un’ingiunzione contro l’amministrazione Trump, bloccando la decisione del Pentagono di classificare Anthropic come «fornitore non sicuro»: una scelta mai applicata prima a un’azienda americana. Al centro dello scontro, il rifiuto di Dario Amodei di consentire l’uso di Claude per armi autonome letali e per la sorveglianza di massa. Il Pentagono ha reagito inserendo l’azienda nella black list, mentre il rivale OpenAI di Sam Altman ha siglato un accordo con la Difesa.
Le tensioni storiche con i concorrenti di OpenAI
Proprio sulla rivalità tra Amodei e Altman si è soffermato il Wall Street Journal, ricostruendo un decennio di scaramucce personali, risalenti ai tempi in cui i due lavoravano insieme a OpenAI. Amodei, in comunicazioni interne, ha paragonato OpenAI alle aziende del tabacco e ha definito «malvagia» una donazione pro-Trump del presidente di OpenAI, Greg Brockman. Il gelo tra i due è diventato pubblico e virale quando, a un vertice a Nuova Delhi lo scorso febbraio, hanno evitato di stringersi la mano nella foto di gruppo con il premier indiano Modi.
L’esodo dei dirigenti dalla startup xAI
Cambiamo argomento. Come va in xAi? Tuttu gli undici cofondatori della startup di Elon Musk, hanno ormai lasciato l’azienda, l’ultimo, in ordine temporale, è stato Ross Nordeen, braccio destro operativo di Musk. L’esodo è stato accelerato dall’acquisizione di xAI da parte di SpaceX, e lo stesso Musk ha ammesso che la sua creatura non era partita col piede giusto.
L’intelligenza artificiale applicata alla ricerca medica
Anche il mondo farmaceutico prende sempre più piede nel settore Ai: ieri, infatti, è arrivata la notizia dell’accordo tra Eli Lilly e Insilico Medicine, azienda di Hong Kong specializzata nella scoperta di farmaci tramite intelligenza artificiale: un’intesa dal valore di 2,75 miliardi di dollari che sarà utile (si spera) per sviluppare terapie innovative a partire dai 28 composti già individuati dalla piattaforma di Insilico.













